Indennità:a San Vito vi rinunciano sindaco, vice e assessori

Alessandro Biancardi

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SAN VITO CHIETINO. Sono proprio di questi giorni le notizie e le conseguenti polemiche sugli ipotizzati aumenti di indennizzi dei consiglieri regionali e sulle pensioni che amministratori e politici, dopo solo una legislatura, ricevono. E in un momento in cui in tanti parlano di crisi e sono numerosi anche quelli che cercano di far quadrare i conti e di arrivare a fine mese con stipendi minimi, parlare di aumenti risulta incomprensibile e ingiusto. IL SINDACO DI CUGNOLI SI TAGLIA LO STIPENDIO DELL’80%
Una riflessione, questa, che hanno fatto anche gli amministratori di San Vito che hanno scelto di rinunciare alle indennità spettanti per legge a sindaco, vice sindaco e assessori in considerazione della crescita della popolazione del centro costiero, salita al di sopra di 5mila abitanti.
Con voto unanime la giunta ha così deliberato il no agli aumenti.
«Pensiamo con convinzione – spiega il sindaco di San Vito Teresa Giannantonio – che sia sicuramente più efficace e costruttiva reinvestire la cifra risparmiata rinunciando alle indennità che pure ci spetterebbero per legge, in servizi e in altre attività. E' stata una scelta dettata dal buon senso e dall'attenzione che in questi anni abbiamo avuto per le esigenze della collettività, sempre prioritarie, per questo ci siamo trovati subito d'accordo nel decidere di rifiutare un aumento che specie per assessori e vice sindaco è piuttosto sensibile».
E in effetti se per il sindaco la differenza tra l'attuale stipendio e quello che avrebbe potuto prendere è meno visibile (da 1.952,21 lorde a 2788,86) per il vice sindaco e i componenti della giunta la differenza sarebbe stata notevole (da 390,44 a 1394,43 per il vice sindaco e per gli assessori da 292,83 a 1254,98). I numeri parlano da soli e la dicono lunga sulla decisione condivisa degli amministratori di San Vito che, di fatto, all'interesse personale hanno anteposto quello dei cittadini. Un esempio concreto di buona amministrazione e di come i fatti contino più delle parole, delle promesse e dei proclami.

16/02/2007 13.37

IL SINDACO DI CUGNOLI SI TAGLIA LO STIPENDIO DELL'80%

Soldi da recuperare riducendo tutto il superfluo e anche di più, risparmiando su viaggi di rappresentanza e sulle spese telefoniche, e, perché no, sullo stipendio del primo cittadino.
La proposta è venuta direttamente dal sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola ed è stata accolta dai membri della giunta comunale, che ieri sera hanno approvato all'unanimità la delibera che dispone la riduzione dell'80% dello stipendio del primo cittadino, a partire dal mese febbraio. Il taglio dell'indennità consentirà di accumulare circa 12mila euro in un anno e rientra, ha precisato il sindaco, «in un più vasto progetto, teso ad una marcata limitazione delle spese; nella ferma volontà di non sottoporre i cugnolesi ad un inasprimento della pressione fiscale».
«Il mio», ha aggiunto Chiola, «è un segnale di attenzione e di contenimento dei costi, al fine di far quadrare il bilancio di casse comunali sempre più vuote e non in grado di soddisfare le reali esigenze dei cittadini».
C'è di più. Primo cittadino e giunta, sin dal loro insediamento, nel maggio del 2006, non gravano sulle casse comunali per quanto riguarda le voci “spese di rappresentanza” e rimborsi vari, a cui ciascuno provvede di tasca propria. Inoltre, nell'agosto scorso, le indennità di sindaco ed assessori erano già state decurtate del 10% (percentuale che andava a sommarsi con un altro 10% previsto nella Finanziaria del 2006), ma non è bastato.
Naturalmente «l'idea che la risposta ai problemi economico-finanziari del paese passi solo ed esclusivamente per un ridimensionamento dei costi della politica può sembrare una scorciatoia demagogica, adoperata, da alcuni, come trovata elettorale. Per quanto mi riguarda non è così», ha puntualizzato Chiola ed ha aggiunto: «A Cugnoli, la cifra risparmiata con la riduzione della mia indennità servirà per finanziare piccoli e significativi progetti che consentiranno di costruire un paese migliore. È quasi un atto dimostrativo, come a dire, a Provincia e Regione “ci siamo anche noi, abbiamo bisogno di aiuto per sistemare strade in frana, realizzare una palestra e completare opere pubbliche necessarie”. Credo», ha concluso Lanfranco Chiola, «che gli amministratori dei piccoli centri, dovrebbero lavorare in rete per far sentire la propria voce. Una voce spesso inascoltata perché poco utile a mantenere equilibri e giochi di partito; una voce che rappresenta, però, le vere esigenze del territorio da cui gli enti sovracomunali non possono e non devono prescindere».

17/02/2007 12.01