Itc, da Ds, Margherita e Udeur: massimo sostegno al piano della Provincia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

834

L’AQUILA. I capigruppo dei Democratici di Sinistra, della Margherita e dell’Udeur in seno al consiglio provinciale danno il massimo sostegno al piano di riordino degli uffici e degli edifici scolastici messo in atto dalla Provincia dell’Aquila a partire dallo scorso anno.
Lo hanno affermato, ieri in conferenza stampa, Giovannino Anastasio (Ds), Antonio Tarquini (Margherita), Silvano Cappelli (Udeur), e il consigliere dei Ds Gabriele Perilli. I tre consiglieri, rispettivamente sindaci di Pizzoli, Tornimparte e San Demetrio, hanno voluto dare il loro appoggio alla politica messa in campo dalla Presidente Pezzopane, e respingere le accuse secondo loro “strumentali” di quella parte di politica che si è intromessa nella protesta dei genitori e degli studenti dell'Itc “Rendina”.
«Ho seguito il piano di riordino sin dall'inizio in qualità di presidente della Commissione azione sociale – ha affermato Perilli – un progetto valido ai fini del contenimento della spesa pubblica. Grazie ai primi risparmi sui fitti passivi la Provincia non ha aumentato la tassazione Irpef. La questione dell'Itc si inserisce in questo ambito. Così come è accaduto per altre scuole di Avezzano, Sulmona e Castel Di Sangro, anche all'Aquila si sta procedendo al riordino degli edifici scolastici, per una migliore razionalizzazione degli spazi e delle risorse».
Perilli rigetta poi le «false affermazioni di Imprudente, Mannetti e Ruggeri, che come ex amministratori pubblici sanno benissimo che queste sono normali operazioni che rientrano nei compiti degli Enti pubblici - ha detto il consigliere – non è vero che per l'edificio di Pettino non può essere modificata la destinazione d'uso. La stessa legge, la 23 del '96, lo prevede.
E non è vero neanche che la Provincia dovrà rimborsare i finanziamenti allo Stato, perché il cambiamento d'uso è legittimo. D'altra parte anche il Comune dell'Aquila ha ristrutturato vecchie scuole per farne degli uffici. Se ci deve essere una protesta per il trasferimento dell'Itc a Villa Gioia, questa deve essere solo una questione scolastica e non politica, perché l'Istituto rischia l'accorpamento, in quanto sottodimensionato».
False, per Perilli, anche le affermazioni secondo le quali l'Itc dovrebbe occupare i seminterrati dell'edificio di Villa Gioia: «gli studenti occuperanno i primi tre piani, avranno inoltre a disposizione undici aule per svolgere lezione, sei laboratori, sei uffici, un'aula magna e una palestra. Spazio più che sufficiente per soli 171 studenti».
Anastasio, Tarquini e Cappelli hanno detto di non aver mai ricevuto segnalazioni o proteste circa il trasferimento dell'Itc, ricordando analoghe operazioni di riconversione delle scuole in uffici pubblici nei Comuni che amministrano.
M.I. 15/02/2007 9.47