Pagano (Fi):«I manifesti costano 4,5 mln all’anno. E’ una vergogna»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2016

Pagano (Fi):«I manifesti costano 4,5 mln all’anno. E’ una vergogna»
  PESCARA. Continua anche oggi dopo il secondo atto di ieri pomeriggio il consiglio comunale tra ostruzionismo e polemiche. Grazie ad un subemendamento il centrosinistra ha ridotto l’Irpef di 0,01%. Mentre a tenere banco è la pubblicità istituzionale che il primo cittadino continua a fare sui muri della città a spese dei cittadini e su alcuni quotidiani locali.  LE PRECEDENTI SESSIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE E LA MOZIONE DEGLI SCACCHI  LA MOSTRA DEI MANIFESTI PUBBLICITARI  
Spirito di rilassatezza e 'giochini strategici', per alimentare un ostruzionismo ai limiti della coerenza, hanno caratterizzato il secondo atto del consiglio comunale impegnato, principalmente, nella decisione di approvare o meno il regolamento addizionale imposta sul reddito delle persone fisiche.
Alla presentazione dell'emendamento numero 9 di tipo abrogativo proposto da Alfredo Castiglione (An), il quale prevedeva la riduzione dell'addizionale Irpef da 0,5 a 0,1 per mille, è stato proposto dal consigliere Del Vecchio (Margherita) un sub-emendamento che vede la riduzione da 0,5 a 0,49 per mille.
«Quella che la maggioranza ci offre – ha dichiarato Bernardino Fiorilli di 'Pescara futura' – è una vera e propria provocazione, la quale promette ai cittadini pescaresi una riduzione inesistente dell'Irpef nata solo per far cadere l'emendamento di Castiglione. E' triste – ha proseguito Fiorilli – vedere la maggioranza non ascoltare i propri elettori, i quali avevano ricevuto promesse differenti che non prevedevano ulteriori tasse».
«Questo sub- emendamento – ha sottolineato il consigliere Albore Mascia (An) – non è assolutamente un fulmine a ciel sereno; sapevamo che i nostri emendamenti avrebbero generato 'giochetti strategici' e quindi sapremo rispondere bene alle provocazioni del centro sinistra».
A prenderla larga è stato, invece, il consigliere Nazario Pagano (FI) il quale ha
dichiarato: «Non mi stupisco più di assistere alle contraddizioni di questa maggioranza e, soprattutto, di vedere questa città nelle mani di uomini da palcoscenico. L'ultima del sindaco D'Alfonso non può non essere sottolineata: un primo cittadino che spende 4,5 milioni di euro l'anno per 'manifesti d'informazione istituzionale' e poi fa pubblicare da un giornale locale una lettera in cui rinuncia a circa 7 mila euro l'anno per le spese di vitto quando è in missione. Nella storia di Pescara – ha rincarato la dose il rappresentante di Forza Italia – non c'è mai stato un sindaco così spendaccione che aumenta l'Irpef dallo
0,1 allo 0,5 per mille e spende 800 mila euro in otto mesi per
francobolli: è una vergogna».
Sulla scia di Pagano ha proseguito Di Luzio il quale ha affermato: «Agli 800 mila euro di francobolli si aggiunge il denaro per la carta e per le buste che il nostro sindaco invia a uomini, donne e persino a bambini; ecco come si spiegano i 27 segretari che D'Alfonso ha al suo fianco».
Infervorato come sempre Carlo Masci il quale ha dichiarato: «In 9 mesi il primo cittadino ha realizzato migliaia di determine molte delle quali potevano essere evitate e garantire una vera politica del risparmio. E' giusto che i cittadini sappiano che D'Alfonso ha dato, per 700 euro al mese, un incarico ad una persona per controllare il comportamento dei residenti di Pescara Portanuova; un certo Sergio Della Sciucca ritenuta persona qualificata impegnata però a fare cosa? Ci sono poi – ha proseguito Masci – ingegneri super pagati per inviare sms ai cellulari dei pescaresi e società che organizzano concerti costosissimi, come quello di Daniele Silvestri, mai realizzati».
A chiudere il confronto prima del voto finale l'assessore al bilancio Camillo D'Angelo il quale ha dichiarato: «Voglio, per prima cosa, sedare la polemica innescata dal sindaco di Teramo, il quale ha affermato che, a differenza di Pescara, nella sua città l'addizionale Irpef è rimasta invariata. Quello che dice il Sindaco non è assolutamente vero soprattutto se si fa un confronto di merito tra le tariffe vigenti a Pescara (di centro sinistra) e a Teramo (di centro destra). Non è difficile, infatti, – ha spiegato D'Angelo - scoprire che le aliquote sono più basse nel nostro comune rispetto a quelle di Teramo. L'Ici per la prima casa da noi è del 3,5 per mille (la più bassa d'Italia) e a Teramo è al 5 per mille.
La Tarsu a noi costa 127 euro al mq. , mentre a Teramo è di 233,22 euro, ovvero il doppio. L'addizionale Irpef – ha proseguito l'assessore al bilancio – a Teramo è da anni allo 0,5 per mille senza fasce di esenzione per i ceti più deboli, mentre a Pescara proponiamo che la stessa cifra sia proposta solo quest'anno. Tutto questo – ha concluso D'Angelo – serve di risposta anche al centro destra il quale deve smetterla di attaccare un bilancio che ha tenuto conto davvero di tutto».
Dopo gli interventi dei vari rappresentanti del consiglio il sub-emendamento è stato votato ed approvato con 16 voti favorevoli e 8 contrari; cade in questo modo l'emendamento di Castiglione, il secondo di centro destra di tipo abrogativo. Ancora lungo però è il cammino del consiglio il quale riprenderà oggi pomeriggio alle 16.

Ivan D'Alberto 14/02/2007 10.19