Industrie Tessili Valfino in crisi, si vagliano nuove ipotesi

Alessandro Biancardi

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CASTILENTI. Attivare i finanziamenti che la legge 181 del 1989 riserva alle imprese che vogliano investire in aree deindustrializzate, offrire incentivi ad eventuali imprenditori stranieri interessati ad aprire stabilimenti nella zona. Sono queste le ipotesi, ancora da verificare, avanzate per il caso delle Industrie Tessili Valfino di Castilenti (l’azienda, attualmente, è in concordato preventivo), ieri all’attenzione della task force nazionale per l’occupazione presieduta dall’onorevole Gianfranco Borghini.
All'incontro ha partecipato anche l'assessore provinciale al lavoro Francesco Zoila.
Tali indicazioni sono emerse dopo che Borghini ha annunciato l'impossibilità di perseguire l'ipotesi avanzata nell'incontro svoltosi a settembre, ipotesi che prevedeva di far acquistare al Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Teramo, mediante utilizzo del Fondo per l'acquisto delle aree in deindustrializzazione, l'area e gli stabilimenti della Valfino. Il progetto, ora tramontato, mirava alla costruzione di un parco industriale attraverso la ricerca di nuovi imprenditori ai quali il Consorzio avrebbe dovuto offrire l'area a condizioni vantaggiose.
La riunione è stata aggiornata al 2 marzo, data da confermare, nell'attesa – come ha detto Borghini – che si svolgano incontri tecnici tra Ministero dello Sviluppo economico, Regione, Provincia e tecnici di Sviluppo Italia per verificare la fattibilità delle ipotesi (in particolare quelle offerte dalla 181) avanzate nel corso dell'incontro.
«Una volta constatata l'impossibilità di rendere concreta l'ipotesi emersa a settembre – dichiara l'assessore al Lavoro Francesco Zoila – resta da verificare, come detto da Borghini, la percorribilità di altre due strade. Ci auguriamo davvero che, nel corso delle prossime settimane, ci siano novità in tale senso e che dagli incontri in programma emerga qualcosa di positivo».

FIDECO SPA: MOBILITÀ PER 15 DIPENDENTI

TORTORETO. Impossibile evitare la riduzione di personale alla Fideco spa di Tortoreto. Su questo punto hanno concordato azienda e sindacati, questa mattina in Provincia, nel corso di una riunione al tavolo delle relazioni industriali. La riduzione del personale, secondo i rappresentanti della Fideco spa, è “l'esito di una accurata disamina dei livelli di economicità e produttività di tutti i settori aziendali ma soprattutto è resa inevitabile da esigenze connesse alla situazione del mercato”. La Fideco produce il “surimi”, un derivato alimentare che da qualche tempo sconta la concorrenza di produzioni altamente competitive provenienti dall'Oriente e dalla Lituania. L'azienda conta 38 dipendenti.
Le parti, quindi, hanno concordato il ricorso alla mobilità per 15 unità. Con separato accordo è stato stipulato il contratto di solidarietà per 6 unità in esubero. La Fideco si è impegnata a corrispondere a ciascuno dei dipendenti posti in mobilità le spettanze contrattuali correnti e di fine rapporto. In caso di una piena ripresa dell'attività produttiva, l'azienda riconoscerà ai lavoratori licenziati il diritto di precedenza nelle riassunzioni.

14/02/2007 8.22