Rifondazione contro aumento Irpef: «presa di posizione populista»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. L' assessore alle politiche sociali di Chieti Aldo Mario Grifone (Rc) ha votato contro l'aumento dell'addizionale Irpef voluta dal Comune di Chieti e la sua presa di posizione ha innescato qualche polemica. Il consigliere Dc Di Paolo: «se non seguirà uscita dalla giunta dimostreranno che è una presa di posizione populista». E Colantonio (An) interviene su Teatro Marrucino, Irpef e debiti: «in 22 mesi il Comune non ha fatto niente di ciò che aveva promesso. Ha solo svuotato le tasche dei cittadini».
«Ho approvato favorevolmente il voto contrario dell'assessore», ha commentato il consigliere regionale della Dc, Bruno Di Paolo. Ma questa decisione in controtendenza con il novanta per cento della giunta, secondo il consigliere è anche «l'ennesima prova di discordia, quale grado di lacerazione intestina abbia ormai raggiunto la coalizione di maggioranza al Comune di Chieti».
E' lecito chiedersi, secondo l'esponente della Dc «come mai Grifone ed il capogruppo Di Gregorio, pur esprimendo il proprio dissenso per un balzello del tutto miope e vessatorio per la città, non facciano poi seguire un concreto, inequivocabile passo avanti in direzione della discontinuità con la politica seguita dal sindaco Ricci: ovvero l'uscita dalla Giunta».
Secondo Di Paolo, Rifondazione ha voluto «esclusivamente avanzare una boutade mirata ad attrarre l'attenzione dell'elettorato e dei media, guardandosi bene, però, dall'abbandonare il ponte di comando».
«E' un atteggiamento decisamente troppo comodo e pavido», insiste il consigliere Dc, «quello di muovere critiche alla Giunta votando contro provvedimenti finanziari palesemente del tutto iniqui, facendo ben attenzione, però, a rimanere saldamente in sella per non perdere le proprie prerogative di potere».

GLI ALTRI PROBLEMI DEL COMUNE

E le acque al Comune non sono poi così calme.
Ad andare all'attacco è anche il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Mario Colantonio che torna su temi scottanti come Teatro Marrucino e debiti.
«C'è un buco di circa € 2,500.000,00 sul Teatro Marrucino che bisogna risolvere», ha dichiarato Colantonio. Ma sarà difficile venirne a capo finchè «nessuno renderà noti i motivi di questo improvviso buco e soprattutto in quale periodo è stato prodotto e per colpa di chi . Perché i revisori dei conti continuano a tacere?»
Altra questione scottante è la perdita della causa con la Provincia dl Chieti sulla vicenda dell'Istituto d'Arte. «Adesso il Comune è debitore di 4milioni di euro. Nessuno», spiega il consigliere Colantonio, «rende noto che quanto risultato dalla sentenza costituisce debito fuori bilancio e quindi dovrà essere riconosciuto in Consiglio Comunale ed è ininfluente ai fini della redazione del Bilancio di Previsione che coinvolge le spese correnti e quelle destinate agli investimenti».
Ed è scontro anche sull'Irpef: «Siamo il Comune in Italia con la più bassa addizionale applicata. Diviene così semplice, giustificare un aumento dell'addizionale comunale del 75% passando dallo 0,4% allo 0.7% , non tenendo conto che i cittadini saranno vessati anche dall'aumento dell'addizionale Irpef Regionale, aumentata del 55% dal 0,9% all' 1,40%».

E IL PIANO SERVIZI?

E' terminato il periodo durante il quale presentare le osservazioni al Piano dei Servizi adottato dal comune di Chieti.
Nel frattempo che l'Assessorato all'Urbanistica analizzi quanto “osservato” e proposto dai cittadini portatori d'interresse, arrivano alcune riflessioni sugli errori metodologici e concettuali insiti in questo strumento urbanistico e sulla confusione che impera tra le pagine della Relazione generale e nelle NTA.
Ne è convinto il consigliere di Forza Italia Alessandro Bevilacqua.
«A differenza di quanto affermato dalla giunta di sinistra-centro, ancora una volta è opportuno ribadire che non si tratta di un piano regolatore generale», sostiene Bevilacqua, «alla pag. 3 della relazione generale, si legge testualmente: “ Il piano dei servizi costituisce pertanto premessa della futura variante generale al PRG (..)”. Poi, nello stesso documento, l'amministrazione fa dietro-front! Infatti, a pag. 1 della Norme Tecniche d'Attuazione, si legge : “ il presente strumento urbanistico - (..)- si configura come variante generale al PRG del comune di Chieti, (..), quindi assume valenza di Strumento Urbanistico Generale”. Sindaco Ricci, quanta confusione. Sindaco, non ci può proporre un piano urbanistico per la città di Chieti con due sue verità, o meglio due grosse bufale! Le due definizioni sono antitetiche; o vale la prima o la seconda, non tutte due insieme».

«La città di Chieti, come è emerso da un recente sondaggio condotto sui suoi cittadini e sui giovani residenti, è “vecchia”, lenta e non fa nulla per “svegliarsi”», ha concluso il consigliere, «mi chiedo se voi aveste favorito politiche di partecipazione e di ascolto prima e durante la redazione del cosiddetto piano dei servizi, in esso si troverebbero le risposte alla domanda botto-up di innalzamento della qualità della vita a Chieti».

12/02/2007 9.47