Lamberto Quarta, il precario della politica e la sua lotta per la sopravvivenza

Alessandro Biancardi

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Lamberto Quarta, il precario della politica e la sua lotta per la sopravvivenza
ABRUZZO. Mentre di sicuro problemi più stringenti attanagliano la regione per la mancanza di fondi per coprire la mala gestione della sanità e nuove tasse penderanno sulla testa dei cittadini, ciclicamente ci si deve occupare delle vicende “occupazionali” del signor Lamberto Quarta e di come gli si debba assicurare stipendi pagati con soldi pubblici. LA GIUNTA DEL TURCO RIPARTE IN QUARTA - STORIA DI UN PRECARIO PIU' UGUALE DEGLI ALTRI - UN UFFICIO A MISURA D'UOMO
Questa volta dobbiamo farlo per la sua designazione a presidente ed amministratore delegato della Abruzzo Engeneering altro ente strumentale buono per creare qualche poltrona in più e un altro consiglio di amministrazione che succhia risorse pubbliche per assicurare stipendi d'oro e per sistemarci persone di partito.
Quarta, amico di vecchia data del presidente della Regione, Ottaviano del Turco, esponente regionale dello Sdi (lo stesso partito di Del Turco), ha rivestito finora ruoli cuciti ad hoc e inventati appositamente per lui, sempre alla ricerca di nuove occupazioni.
Se prima, all'inizio del mandato di centrosinistra, abbiamo conosciuto la figura del “responsabile dell'attuazione del programma” una sorta di controllore dei “fatti” che i suoi colleghi dovevano attuare, oggi invece ricopre un ruolo di poco al di sotto dello stesso presidente, posizione che prima non esisteva, e senza essere stato votato.
Prima però si era dimesso, quasi un anno fa, ma solo per partecipare alla grande corsa verso il Parlamento che lo avrebbe sistemato per sempre. Invece gli elettori non lo hanno premiato ed è rimasto escluso e beffato e di nuovo alla ricerca di una sistemazione stabile.
Così Del Turco di tanto in tanto si trova costretto a proporgli nuovi incarichi manageriali per accontentare un uomo che evidentemente non si accontenta tanto facilmente.
Questo fin dal primo giorno ha portato numerosi problemi al presidente della Regione, qualche critica che poteva di sicuro evitare ed una manciata di screzi con gli alleati che alzano il tiro delle richieste clientelari, una sorta di reazione a catena.
Eppure questa nuova polemica insieme all'incarico giunge in un momento non proprio sereno per la politica regionale fatta di numerosi scandali e di indagini che stanno gettando ansia e scompiglio nel mondo politico, ansia che arriva fino all'Aquila dove non poche persone si stanno dando da fare per rifarsi una coscienza nuova di zecca.
E così Del Truco, dopo aver elogiato il presidente della Corte dei Conti che ha indicato nel clientelismo il vero cancro della amministrazione pubblica, ha cercato un nuovo incarico all'amico di partito.

Oggi si ritorna a parlare di Quarta anche perché il presidente Del Turco è stato ascoltato all'interno della commissione di vigilanza proprio per la nomina del fido sottosegretario, in merito a presunte irregolarità che riguarderebbero anche la nomina del nuovo manager della Asl di Pescara, Antonio Balestrino.
Attento osservatore della scalata di Quarta è stato il consigliere Mario Amicone, anche presidente della commissione di vigilanza.
«Il presidente Del Turco, adesso più che mai, deve prendere atto che il suo fidato Lamberto Quarta oltre ad essere sprovvisto del requisito essenziale della laurea per occupare un posto apicale della struttura regionale», ha detto Amicone, «è anche molto carente di una serie infinita di requisiti che si richiedono ad un Funzionario di rappresentanza di quel livello e perciò va cacciato subito nell'interesse del prestigio e delle prerogative dei Consiglieri regionali, della Giunta Regionale e della categoria dei dirigenti».
Per pronta risposta un Quarta sdegnato ha replicato di non essersi mai curato delle critiche di Amicone e che «mi onora - continua Quarta - perchè, evidentemente, ritiene la mia figura così importante da considerarla una sua priorità».
«Dopo i tanti tentativi, tutti andati a vuoto per cercare di trovare una qualsiasi provata di illegittimità sugli atti compiuti dalla Giunta regionale - spiega ancora Quarta- il consigliere Amicone minaccia di ricorrere alla Corte dei Conti. Spero proprio che lo faccia al più presto. Non vedo perchè voglia aspettare un'improbabile pronuncia del Consiglio, atteso che la mia nomina scaturisce da una legge regionale, perfettamente sovrapponibile ad un'analoga legge nazionale già passata, senza alcun rilievo, al vaglio degli organi costituzionali. Pertanto - conclude Lamberto Quarta - invito il consigliere Amicone ad inoltrare il suo ricorso alla Corte dei conti, con la speranza che finalmente si plachi la sua ansia, dopo di che non posso far altro che suggerirgli qualche seduta analitica».

AMICONE: «QUARTA IL SIMBOLO DEL CLIENTELISMO PIU' VERGOGNOSO»

La risposta di Amicone è pronta.
«Se oltre tutto, Quarta si dichiara onorato di tante attenzioni e continua a chiedere al suo Partito di avere compiti sempre meglio retribuiti», sostiene Amicone, «senza sentire il bisogno di sgomberare il terreno, anche per togliere al presidente il disagio di doverlo difendere oltre ogni lecito limite, vuol dire che non ha capito neppure che ormai rappresenta il simbolo e l'esempio del clientelismo di partito più vergognoso e più becero (alla faccia della professionalità declamata e dell'umiliazione dei 16.000 laureati disoccupati) al punto da far passare inosservati per quanto altrettanto clamorosi, altri limpidi esempi di clientela che guarda caso riguardano in maggioranza sempre il suo partito».
Nessun'altra Giunta regionale, ha precisato Amicone, «ha mai sprecato tanto tempo e tanta "scienza", ha mai impegnato così a lungo strutture, Giunta e Consiglio, per costruire un vestito, secondo me senza riuscirci a misura di qualcuno e, farlo per Quarta e per di più col marchio della buona immagine della legalità e della legittimità appare veramente un'ardua impresa».

DI STEFANO: “QUARTA, L'UOMO DELLA PROVVIDENZA”

«Invidio Del Turco per aver trovato sulla sua strada l'uomo della provvidenza», ha detto invece Fabrizio di Stefano, (An), «cui non occorrono titoli di studio, che non ha referenze, che non ha esperienze manageriali, che non ha e basta, per poter ricoprire qualsiasi incarico si renda disponibile in una visione tuttologica dell'amministrazione pubblica.
Meno male che Del Turco non è (ancora?) il commissario della Fgci, altrimenti il prossimo allenatore della nazionale di calcio sarebbe… Quarta».

12/02/2007 8.34