Rifondazione: «Oggi vittoria su Di Properzio domani su De Cecco»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Calici in alto, sorrisi smaglianti e volti distesi. «Brindiamo alla spiaggia di Pescara e al rispetto delle leggi della Repubblica Italiana». L'ufficio del coordinamento di Rifondazione comunista questa mattina si è trasformato per qualche istante in un simil salotto radical chic con tanto di cameriere con papillon rosso e padrone di casa, l'onorevole Maurizio Acerbo, in giacca e cravatta.
L'occasione era ghiotta e con una conferenza stampa indetta per parlare di altro (argomento nemmeno troppo diverso) si è presa la palla al balzo e si è brindato davanti alle telecamere e ai microfoni la notizia appresa qualche giorno fa.
Quella del consiglio di Stato che ha deciso che l'area dell'ex deposito carburanti di Di Properzio in via Doria deve considerarsi a tutti gli effetti patrimonio del Comune.
«Io e Carlo Costantini (I.d.V) ci siamo battuti fortemente per questa storia», ha ricordato Acerbo. «Abbiamo studiato tutti documenti, contattato gli esperti. Da sempre il mio partito», ha assicurato il deputato, «si batte per superare l'idea di una politica asservita al mondo dell'imprenditoria e questa oggi è una grande vittoria. Noi non siamo contro gli imprenditori», ha precisato, «ma contro un diverso modo di rispettare le regole da parte di chi si sente padrone della città».
Ed è lo stesso Acerbo che ha però sottolineato come Di Proporzio in questi anni di battaglie legali contro il Comune si sia sempre comportato bene: «da parte sua non c'è stata mai alcuna offensiva mediatica o giudiziaria verso chi ha osato contraddirlo».
E il riferimento è chiaro e si chiama De Cecco.
Ormai tra il deputato comunista e il magnate della pasta c'è una feroce corrispondenza cartacea (con tanto di bolli) e mediatica, da far invidia alle schermaglie amorose di Veronica Lario e Silvio Berlusconi.
«Vorrei rassicurare il cavaliere Filippo Antonio De Cecco che io non ho un accanimento nei suoi confronti. Anzi, proprio a dimostrazione di questo, mi fa piacere ricordargli che tempo fa ho votato a favore della costruzione, per opera del suo gruppo imprenditoriale, della nuova sede della Fater, senza mai incontrarlo personalmente o farmi convincere».
E Acerbo ritiene anche che le ultime dichiarazioni del re della pasta siano esclusivamente un «maldestro tentativo di fare marcia indietro».

Ieri, infatti, De Cecco aveva assicurato con una nota stampa che la querela sporta nei confronti del deputato non c'entrasse niente con l'interrogazione comunale ma che sarebbe scattata a seguito di alcune dichiarazioni riferite in consiglio comunale da Acerbo, durante l'approvazione della variante al prg che comporta la possibilità di costruire il famoso albergo a 5 stelle sulla spiaggia.
Ma qualunque sia il reale motivo, Acerbo non è sembrato poi così preoccupato. «Non ho ricevuto ancora nessuna notifica», ha dichiarato, «ma mi sento orgoglioso di questa mossa del cavaliere e dell'avvocato di Giulio Andreotti. Cosa posso desiderare di più?»

«NESSUN COMPLOTTO COMUNISTA»

«Non esiste alcun complotto comunista», ha insistito ancora Acerbo. «Io e il mio partito chiediamo semplicemente che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge e non ci sia qualcuno più uguale degli altri».

Per Acerbo la prova che ci sarebbero irregolarità nei lavori dello stabilimento balneare sarebbero evidenti: «il cavaliere De Cecco ha presentato qualche anno fa un condono per un abuso edilizio sull'area del demanio, tra l'altro non condonabile dallo Stato. Basta andare all'ufficio condono e verificare». Questa per il deputato sarebbe tacita ammissione dei presunti abusi.
Acerbo ha garantito ancora: «e' inutile che l'imprenditore si senta un perseguitato o continui a pensare che abbiamo pregiudizi sul suo conto a causa del suo reddito. Abbiamo la sensazione che siano state violate le norme e il nostro lavoro è denunciare. Se non lo facciamo noi della politica chi lo dovrebbe fare? Abbiamo presentato centinaia di esposti anche nei confronti di altri balneatori, ma mai nessuno ci ha denunciato, al massimo ci hanno riservato qualche parolaccia. Il gesto di De Cecco si qualifica da sola, i cittadini se ne accorgono, non c'è bisogno di essere comunisti per capirlo».
In attesa che la querela arrivi, se mai arrivasse sul serio, Acerbo ha garantito: «sono aperto ad un confronto pacifico e civile con il cavaliere, in tv, in una redazione di giornale, in Piazza Salotto o a Piazza Le Laudi. Dove preferisce lui».
E per chi ha accusato il deputato di perdere tempo con “beghe e polemiche inutili” risponde: «questa non è una bega. E' una cultura radicata in Abruzzo che deve essere scardinata. La città è grata a chi ha saputo portare in alto il nome della regione nel mondo. Ma non possiamo prescindere dal rispetto delle regole».

09/02/2007 14.56