Atri, la guerra del commissariato: il sindaco contro il questore

Alessandro Biancardi

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Atri, la guerra del commissariato: il sindaco contro il questore
ATRI. «Ancora una volta mi trovo a dover fronteggiare l’ennesima azione del Questore di Teramo, dott. Vignati, sulla vicenda del Commissariato di Atri. Le sue esternazioni, ribadite già nel maggio 2006, in seno al Comitato per l’Ordine della Sicurezza Pubblica, non mi sorprendono visto il suo particolare attaccamento a questa Città». Ed ancora, «il Questore dimentica, per la sua recente nomina, i brillantissimi risultati ottenuti dal Commissariato di Atri negli anni, nonché la strategica e funzionale posizione della sede di Atri che rende possibili interventi rapidi sia verso l’interno che verso la costa».  LA POSIZIONE DEL QUESTORE
Sembra un braccio di ferro infinito quello tra il sindaco di Atri Paolo Basilico ed il questore Aldo Vignati. Il secondo qualche giorno fa aveva proposto lo spostamento del commissariato di Atri in una zona costiera lì dove si concentrano più persone e traffici illeciti che percorrono la dorsale adriatica.
Sempre lì durante i mesi estivi la popolazione aumenta a dismisura e così le attività criminali. Erano sostanzialmente queste le ragioni del questore.
Ragioni oggi avversate e smontate dal primo cittadino della città che si vedrebbe “spodestare” della sede della polizia.
«Ho più volte argomentato la fondatezza delle motivazioni sulla presenza del Commissariato in Atri», ha detto oggi Basilico, «tant'è che i Ministri dell'Interno che si sono succeduti negli anni hanno sempre espresso parere negativo per il suo spostamento. Non si tratta, quindi, di una questione di “campanile” come afferma il Questore, ed in proposito dispiace che un uomo che riveste una carica istituzionale rilasci queste affermazioni non presso le competenti sedi ma agli organi di stampa. Ricordo, nel caso fosse ancora necessario, che Atri è sede della sezione distacca del Tribunale che, per la enorme mole di lavoro, ha anche ampliato l'organico dei Giudici, dell'Ufficio del Giudice di Pace, dell'Ufficio Unico delle Entrate, della Stazione dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato, del secondo, come grandezza, Presidio Ospedaliero della Provincia di Teramo, del Distretto Sanitario, dell'Unità Territoriale dell'Agricoltura, dell'INPS, dello sportello INAIL, di Corsi di laurea 'Universitari, del Consorzio Comprensoriale dei Rifiuti, del Polo Scolastico Superiore, Uffici del Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo, ecc. oltre a svolgere servizi di ordine pubblico in occasione dei campionati di basket, calcio ed altre attività sportive».

«Non si comprende, pertanto», ha aggiunto il sindaco, «da dove derivi questa assidua esigenza di spostare il Commissariato nella città di Roseto quando quest'ultima ha già una Caserma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza ed ha a pochissimi chilometri la Compagnia dei Carabinieri di Giulianova, i quali con i propri organi, tra l'altro rafforzati, lavorano bene e con ottimi risultati. Ulteriore sorpresa destano poi le dichiarazioni sulla residenza dei dipendenti, che certamente non possono rappresentare valide ragioni per lo spostamento della sede commissariale. Bisogna forse spostare le sedi di lavoro sui luoghi di residenza del personale? Basta, quindi, con le solite argomentazioni che sono state già ampiamente rigettate in passato da valide e sostanziali motivazioni.
Se di bilancio fallimentare si vuole parlare, e non sappiamo se è così, le ragioni vanno ricercate, eventualmente, nelle disposizioni di servizio ed operative che vengono assegnati agli operatori di polizia sul territorio che, stranamente, ultimamente, invece di essere ampliate sono state, rispetto al passato, ulteriormente delimitate quasi si volesse soffocare la loro possibilità di intervento».

06/02/2007 11.16