«Commissioni bloccate» e «soluzioni pilatesche non aiutano l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Mentre si continua a parlare e sparlare ipocritamente di moralità ed immoralità per il costo della politica ancora una volta la I° Commissione convocata per audire l'Assessore e le forze sociali e per dare di conseguenza il prescritto parere finanziario sul disegno di legge della Giunta per il riordino della rete ospedaliera non ha potuto concludere i suoi lavori per permettere alla V° Commissione l'esame definitivo del citato provvedimento del 9 gennaio scorso dichiarato urgente dalla stessa Giunta regionale».

Ritorna su un tema già lanciato più volte il capogruppo Udc Mario Amicone a latere della chiusura, ancora una volta «vergognosa», dei lavori della Commissione stessa.
«Una conclusione in perfetta linea con l'andazzo generale dei lavori delle Commissioni dove il senso di irresponsabilità e di serietà la fa da padrona», continua Amicone, «determinata da due cause ambedue “nobili” per la maggioranza: la prima, perché il progetto di riordino, obbligatorio per legge già dal 6 dicembre, predisposto prioritariamente come Piano di rientro dal deficit sanitario non comprende una parola, né indica alcuna valutazione economico - finanziaria, dell'effetto della prevista riduzione dei posti letto, rendendo così impossibile qualsiasi parere da parte della Commissione»
La seconda causa sarebbe la mancanza del numero legale «perché molti rappresentanti della maggioranza e specialmente quelli dei Partiti più grandi e più autorevoli, hanno a mano a mano abbandonato l'aula con l'avvicendarsi dei rappresentanti dei sindacati e di categoria che all'unanimità non hanno risparmiato critiche e denunce di allarme e di preoccupazione».
«L'unico concetto chiaro», conclude Amicone, «e non per questo più tranquillizzante, è la rivoluzione Copernicana annunciata dall'assessore nell'invertire le cause e gli effetti tra domanda ed offerta dei servizi sanitari e ciò che ci inquieta e ci allarma ancora di più è l'inversione coniata da questa Giunta tra i costi dei servizi e le coperture finanziarie, cioè: anziché stabilire prima i costi dei servizi e poi trovare le necessarie coperture finanziarie adesso prima si mettono le tasse, e poi si deciderà cosa farci».

CISL: «SULL'ABOLIZIONE DEGLI AUMENTI DELLO STIPENDIO UNA BRUTTA FIGURA»

«La soluzione ‘pilatesca' assunta dal Consiglio Regionale sul problema degli aumenti delle indennità dei Consiglieri, rinviando il tutto ad un'iniziativa parlamentare, non ci piace e non piace agli abruzzesi, soprattutto in una fase di grandi difficoltà come quella che sta attraversando la comunità regionale, soffocata da una pesante politica di pressione fiscale».
E' quanto sostiene oggi il Segretario Generale della CISL Abruzzo Maurizio Spina, commentando il significato della decisione dell'Assemblea Regionale.
«Ci saremmo aspettati, in questa occasione - ha proseguito Spina – che i nostri Amministratori regionali avessero tradotto in un atto politico concreto il fiume di chiacchiere e di ipocrisie che hanno tirato fuori in questi giorni sul problema specifico, manifestando una volontà di concorrere a realizzare quella ‘buona politica' di cui il nostro Abruzzo ha tanto bisogno».
«Inviare ai nostri parlamentari una risoluzione con la quale si formulano auspici per trovare la risposta ad un sistema che non regge più, significa non affrontare alla radice la questione».
«Noi continuiamo a credere – ha concluso Spina – nella centralità del Consiglio Regionale, nella sua autonomia e nella sua capacità di legiferare anche in questa materia, nei modi e nei tempi più rapidi. Anche per noi la politica è credibilità se resta un servizio e se rispetta le regole e non si limita solo a chiedere giornalmente ai cittadini di rispettarle e di fare sacrifici».

01/02/2007 11.35