Aumento stipendi parlamentari e consiglieri: l’imbarazzo del centrosinistra

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2529

ABRUZZO. «Una volta di più l'ipocrisia del centrosinistra ha avuto la meglio sulla volontà di contenere le spese della politica» lo afferma il Consigliere regionale Giuseppe Tagliente con riferimento alla nota vicenda dell'aumento automatico dell'indennità per i Consiglieri regionali.
Il provvedimento ha suscitato scalpore ed indignazione nella opinione pubblica (ed era facile prevederlo) ma il dibattito politico sembra non trovare pace. Anche se i Ds sembrano dissociarsi dal provvedimento del governo che aumenta le indennità a parlamentari e consiglieri regionali.
Ieri l'assessore regionale alle finanze D'Amico si era detto fortemente contrario al provvedimento.
«Il governo Prodi – prosegue Tagliente – ha di fatto ripristinato il taglio del 10% a suo tempo deciso dal centrodestra, dopo aver peraltro cancellato in finanziaria un provvedimento che interveniva sulla composizione delle giunte (prevedendone una riduzione) di province, comuni, comunità montane, nonché sulle stesse indennità. Tanto per stare all'ipocrisia – sottolinea Tagliente- mi piacerebbe sapere se l'Assessore regionale al bilancio D'Amico, lo stesso degli aumenti alle addizionali Irap e Irpef a danno dei cittadini, dichiaratosi immediatamente contrario, parli a titolo personale o dell'intera coalizione e nello specifico quali azioni concrete intenda avviare per impedire l'applicazione di tale norma. Personalmente, in perfetta linea di coerenza con l'atteggiamento del centrodestra a livello locale e nazionale, – conclude Tagliente – mi permetto suggerire all'Assessore quantomeno la sospensione degli aumenti».


«Sono d'accordo con l'assessore D'Amico», dice il segretario dei Ds, Stefania Misticoni, «nel momento in cui chiediamo ulteriori sacrifici ai cittadini, non possiamo aumentare le nostre indennità, anche se si tratta di un incremento automatico deciso dal Parlamento.
Dobbiamo, invece, fare di tutto per impedire lo sfondamento dell'obiettivo intermedio di risanamento del deficit sanitario regionale, che ci permetterà di evitare la seconda ed ulteriore manovra di adeguamento dell'Irap e dell'Ire.
Il Consiglio regionale, nella sua sovranità, dovrà valutare responsabilmente l'opportunità della progressione automatica delle indennità ed impedirla. Altra soluzione sarebbe inaccettabile nei confronti di tutti gli abruzzesi».

24/01/2007 16.28

AMICONE: «D'AMICO MORALISTA PER CONTO TERZI»

«L'Assessore D'Amico deve essere preso da forti scrupoli di coscienza per aver tartassato i cittadini abruzzesi in modo abnorme ed ingiustificato se parla di immoralità a proposito degli aumenti delle indennità ai Consiglieri Regionali della necessità di bloccare la legge e di dare un segnale forte ed inequivocabile all'opinione pubblica».
«Non faccia l'ipocrita e non dia il via ad un'autentica gara di ipocrisia», dichiara il Capogruppo UDC in Consiglio regionale Mario Amicone, «perché non c'è nessuna legge regionale da bloccare, perché lui fa solo l'Assessore del personale regionale e non dei Consiglieri regionali e se vuole dare un forte segnale cominci a far funzionare meglio la macchina regionale, ed eliminare gli sprechi per consulenze, convegni, contenziosi, assunzioni clientelari e faccia in modo che l'Abruzzo perda il triste primato della tassazione eliminando almeno quelle che lui e Del Turco hanno istituito con l'ultima finanziaria».
«E' veramente disonesto e spudoratamente scorretto», aggiunge Amicone, «fare il moralista per conto terzi in un mare di immoralità (le Commissioni continuano a brillare per assenteismo ed alcuni argomenti urgenti come quelli di contenimento della spesa sanitaria non possono essere affrontati) confidando magari nell'atteggiamento passivo degli altri Consiglieri i quali invece devono avere autonomamente e individualmente il diritto – dovere di meditare e valutare non solo politicamente l'atteggiamento da assumere».

DI STEFANO E CASTIGLIONE: «MISTIFICATORI DI PROFESSIONE»

«Mistificatori di professione». Cosi' Fabrizio Di Stefano e Alfredo Castiglione, rispettivamente consigliere segretario della Regione Abruzzo e capogruppo di An, commentano le dichiarazioni del segretario DS Fassino, che ha giudicato vergognoso l'aumento delle indennità dei consiglieri regionali. «E' sconcertante la faccia tosta e la mala fede di Fassino, che si e' guardato bene dal sottolineare come si sia addivenuti ad un aumento assolutamente inopportuno in un momento in cui si stanno chiedendo grandi sacrifici ai cittadini: ovvero attraverso un provvedimento di adeguamento allo stipendio dei parlamentari contenuto sotto forma di emendamento nella legge finanziaria nazionale. Legge finanziaria nazionale proposta e approvata dal centrosinistra, non dalla destra, che ha votato contro. Legge finanziaria che invece Fassino, come parlamentare e leader del partito di maggioranza relativa, ha preparato, proposto e approvato. Le lezioncine di morale che il segretario dei DS e' venuto a tenere in Abruzzo - aggiungono gli esponenti di AN - farebbe bene rivolgerle a se stesso e al suo partito, che con una politica semplicemente fallimentare sta trascinando nel baratro la societa' italiana e abruzzese».
«E altrettanto sconcertanti», aggiungono, «per non dire spudoratamente strumentali, sono le dichiarazione della Misticoni e dell'assessore D'Amico, costretti a goffi quanto puerili tentativi di deresponsabilizzare la propria parte politica. Quest'ultimo, nei giorni scorsi, ha avuto la spudoratezza di manifestare la propria contrarieta' all'aumento delle indennita' dei consiglieri regionali, ma non soltanto ha trascurato di dire dove e come e' nato tale provvedimento, ma non ha trovato il coraggio di lamentarsene con uno dei principali artefici di tale provvedimento, il proprio leader Fassino».

25/01/2007 16.14


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7967]IL PROVVEDIMENTO CHE AUMENTA GLI STIPENDI: SERVONO 900MILA EURO IN ABRUZZO[/url]