Decoro cittadino: «Giù le insegne dei commercianti, su quelle di D’Alfonso»

Alessandro Biancardi

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Decoro cittadino: «Giù le insegne dei commercianti, su quelle di D’Alfonso»
PESCARA. «Perché il Comune vieta le insegne pubblicitarie dei negozi e permette di piazzare ovunque i manifesti dalfonsiani», se lo domanda l'associazione Pescara Nuova. Mentre tra i commercianti sorgono dissapori e disparità.
In occasione dei lavori su Corso Umberto e Piazza Salotto il Comune ha fatto rimuovere tutte le insegne installate. Per riportare il decoro nella "restaurata" piazza della Rinascita nessuna insegna è stata salvata.
«Quella decisione», dichiarano Pierluigi Baccelli e Maurizio Suaria dell'associazione Pescara Nostra «è stata unilaterale e non suffragata da nessuna legge o regolamento comunale e ha dell'incredibile. E' una vera e propria beffa per i titolari delle suddette insegne, che si sono visti recapitare pure gli avvisi di pagamento per l'anno 2007».
Il Piano Generale degli Impianti, approvato dal consiglio comunale nel 2002, stabilisce che nella zona B, che è appunto quella in questione, è consentito installare insegne d'esercizio su palo o preinsegne, sempre su palo, come riportato chiaramente nell'abaco che costituisce parte integrante del suddetto piano, e che impone divieti solo nel caso in cui le suddette insegne siano in contrasto con il "codice della strada" o nelle immediate vicinanze di monumenti storici.
«Ora ci chiediamo», continua l'associazione Pescara Nostra, «poiché l'amministrazione non ha emesso nessun provvedimento che vieti l'installazione delle stesse nella zona, ed essendo vigente il Piano Generale degli Impianti, qualora un commerciante presentasse la domanda in Comune, con quale motivazione verrebbe respinta?» Forse per saperlo si può solo fare una prova.
«Forse con la motivazione», continua Baccelli, «che il sindaco non le vuole per il decoro della città mentre fa imbrattare Pescara con suoi manifesti personali affissi fuori dagli spazi consentiti. C'è ancora in giro in città qualche manifesto del sindaco, mentre stringe le mani o affianco a qualche sindaco straniero sconosciuto, affisso sopra quelli del circo, anch'essi al di fuori degli spazi consentiti».
L'associazione chiede quindi al Comune «il ripristino delle insegne rimosse o l'immediato annullamento delle tasse richieste per le stesse e, soprattutto, vorremmo sapere quando verranno ultimati i lavori della bruttissima Piazza Salotto che, nel frattempo, il sindaco ha già inaugurato diverse volte, sempre a spese dei cittadini di Pescara».


23/01/2007 12.43