Aca a PrimaDaNoi.it: «non abbiamo scheletri nell’armadio»

Alessandro Biancardi

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L'INTERVISTA. PESCARA. A meno di un anno e mezzo dal suo mandato Bruno Catena, presidente del consiglio d’amministrazione dell’Azienda Consortile Acquedottistica decide di fare chiarezza su alcuni aspetti che riguardano l’ente che rappresenta, dimostrando come all’interno dell’Aca «non c’è nessuno scheletro nell’armadio».
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Nell'intervista che ha rilasciato a PrimaDaNoi.it, Catena sottolinea come «il tanto polemizzare, criticare e infangare» la politica gestionale dell'Aca, sia stato solo «un modo per minare un ente che si è trovato a vivere un momento evolutivo delicato, determinato dal riassorbimento dei vari consorzi che gestivano l'acqua in 64 comuni della regione».
Il «chiacchiericcio sterile», come viene definito, sarebbe stato quindi frutto di un «gioco sporco» della politica che «ha screditato l'importanza e la dignità dell'Azienda Acquedottistica Consortile».

Il 2005 è stato l'anno delle perdite gestionali, mentre il 2006 il pareggio della gestione. L'adeguamento delle tariffe ha alimentato un gran polverone che preannunciava un periodo difficilissimo per le tasche degli abruzzesi. Ma come sarà realmente questo 2007?

«Gia nel 2006 siamo riusciti a realizzare un piccolo utile di gestione; un risultato importante e forse anche inaspettato. La nostra è un'azienda pubblica quindi non dobbiamo pensare di dover guadagnare denaro; tutti gli utili, infatti, dovranno essere investiti di nuovo secondo una politica che guardi alla crescita dell'ente da un punto di vista della qualità dei servizi. Per motivi legati alla Legge Galli, che prevede il riassorbimento dei vari consorzi in un'unica azienda, abbiamo ereditato una situazione disastrosa; basti pensare che la nostra rete idrica ha delle perdite che si aggirano intorno al 37%».

Colpa della rete, vero?

«Decisamente. Abbiamo una rete definita da molti un colabrodo, obsoleta e antiquata; molti, infatti, sono i comuni ad avere ancora una rete risalente agli anni '40 e '50 con tubi in ghisa e fatiscenti. Siamo consapevoli che esistono realtà peggiori e migliori, ma l'Aca non ha un fondo patrimoniale e quindi, il contratto che ha stipulato con l'Ato (l'Ente d'Ambito Territoriale) avrà una durata di oltre 20 anni per far sì che i vari investimenti avvengano in maniera graduale, costante e ponderata».

Torniamo al 2007, vogliamo qualche previsione…

«Il nuovo anno sarà la conferma dell'equilibrio raggiunto alla fine dello scorso anno e, nel prossimo trimestre, riusciremo a liberare risorse pari a 23 milioni di euro. Al momento siamo già riusciti ad attivarne 7 milioni e 8, ma il nostro operato è proiettato verso una crescita reale e fondata. Non nascondiamo che alcuni errori sono stati fatti, ma è anche vero che nel giro di pochi anni sono attivati diversi importanti ed utili servizi».

Può farci qualche esempio?

«Mi riferisco al miglioramento del monitoraggio della qualità dell'acqua, al sistema di telecontrollo, al potabilizzatore di Chieti Scalo il quale garantirà 500 litri in più di acqua potabile. A tutto ciò bisogna aggiungere il nostro impegno nella manutenzione delle reti idriche e fognarie e la volontà di velocizzare e snellire, attraverso una documentazione semplice e chiara, la fatturazione delle bollette…».

Bollette che hanno subito degli aumenti…

«L'adeguamento della tariffa, decisa dal Consiglio dei Sindaci dell'Ente d'Ambito, non porterà un 2007 pesante da un punto di vista fiscale; i contribuenti vedranno variare le loro bollette da 50 centesimi ad 1 euro. Le nuove tariffe, infatti, non colpiranno il consumo famigliare, ma cercheranno di riequilibrare i consumi commerciali secondo criteri d'onestà e di legittimità. Con la vecchia tariffa, ad esempio, pagavano meno i grandi alberghi che i piccoli motel da 5/10 stanze. Tutto è stato corretto secondo una visione, sicuramente, più democratica».

Uno degli aspetti che ha più minato la credibilità dell'Aca è stata la denuncia, da parte di alcune associazioni di consumatori, di aver costantemente bisogno di consulenze esterne, alimentando un giro d'affari spropositato. Consulenze di tipo legale, tecnico e professionale. E' possibile, una volte per tutte, sciogliere la questione nel massimo della chiarezza?

«A tali accuse abbiamo risposto con 21 pagine di querele consegnate alla Procure della Repubblica. Un'azienda che raccoglie 64 comuni e un'area che comprende circa 450 mila abitanti, con punte di oltre 650 mila nei mesi estivi, avrà pure diritto ad avere un avvocato ed un commercialista. Le consulenze esterne di cui parlano se si riferiscono al Collegio Sindacale (organo di controllo), con 3 professionisti, e a un revisore contabile insieme al commercialista e all'avvocato già menzionati credo che siano più che giustificate tenendo conto della vastità della nostra azienda».

E i famosi 11 milioni di euro pagati dall'Aca per un perito?

«E' stato nominato dal Tribunale ed è stato chiamato per valutare il patrimonio dell'ente. Non è stato deciso dall'Azienda Consortile, bensì è stata un'azione dovuta perché obbligata dalle legge».

Però non può negare che consulenze esterne ci sono state…

«Se l'Aca si è ritrovata delle consulenze esterne è perché le ha ereditate dai vecchi consorzi che sono stati assorbiti dall'azienda. Non nascondo però, che se bisognerà migliorare i servizi attraverso professionalità specializzate che l'Aca non possiede sarò io il primo a promuovere una simile iniziativa».

Attualmente quanti dipendenti avete, quanto spendete per il personale assunto e quanto per gli appalti esterni?

«Al momento abbiamo 181 dipendenti molti dei quali sono stati ereditati dalle precedenti gestioni e dai vari comuni. Per questo corposo numero di personale l'azienda spende circa 6 milioni di euro. Per quanto riguarda gli appalti esterni di manutenzione che si riferiscono, principalmente, alla depurazione, alla rete fognaria e quella idrica c'è un sistema di subappalto deciso dalla Legge Merloni, la quale non permette all'azienda di poter intervenire direttamente su tale aspetto e quindi di avviare delle gare d'appalto. Comunque, si aggira intorno ai 6/7 milioni di euro la spesa dell'Aca per lavori di questo tipo».

Quanti sono, attualmente, i membri del Consiglio d'Amministrazione e quale sarà il suo impegno nel prossimo futuro?

«I membri del consiglio compreso il presidente sono sette. Per il prossimo futuro l'Aca si prefigge un abbondante utile operativo da poter investire, una migliore manutenzione e fatturazione, ricerca e innovazione. Obiettivi raggiungibili grazie anche ad un bene, l'acqua, che, nella nostra regione, è superiore a quella minerale».

Ivan D'Alberto

10/01/2007 9.38