Finanziaria: «Aumentano spese, tasse e propaganda»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1144

ABRUZZO. Ieri la conferenza stampa della maggioranza per presentare la Finanziaria regionale. Oggi quella dell’opposizione di centrodestra che contesta con toni che appaiono sempre più duri su tutta la linea forma e sostanza della giunta Del Turco.
Intanto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, con una cerimonia ufficiale, ha posto la firma alla promulgazione dello Statuto regionale, del Fondo rotativo Pmi (legge n. 45),del Rendiconto 2005 (legge n. 46), della Finanziaria (legge n.47) e del Bilancio di previsione 2007 (legge n. 48). Statuto e leggi saranno presumibilmente pubblicate domani, 29 dicembre, in un numero speciale del Bura. Del Turco ha definito la promulgazione dello Statuto regionale «un evento».

DI STEFANO E «LA FACCIA TOSTA DI DEL TURCO»

E sono commenti pesanti, alcuni anche indirizzati alla persona, che inaspriscono ulteriormente un clima per varie ragioni avvelenato.
«Ci vuole tutta la faccia tosta del presidente Del Turco per parlare di risanamento e di sviluppo nel momento stesso in cui la sua “maggioranza silenziosa” approva un bilancio iniquo, vessatore e che lascia intatti privilegi e sperperi», ha detto Fabrizio Di Stefano (An).
«La seduta durante la quale è stata approvata la Finanziaria regionale resta una delle pagine peggiori della storia politica dell'Abruzzo – continua Di Stefano – in cui è stata elevata a prassi accettata la violazione di ogni regola di buona amministrazione e di salvaguardia delle prerogative democratiche del Consiglio».
«Nelle medesime ore in cui il governatore si auto-incensava a mezzo stampa – sottolinea polemico Di Stefano – anche l'agenzia Moody's, dopo Standard & Poor's, sanciva il declassamento dell'Abruzzo».
Di Stefano prosegue sostenendo che «non poteva essere altrimenti, visto che lo strumento finanziario per il 2007 non affronta i nodi della sanità; settore che, anzi, a fronte di un'imposizione fiscale senza precedenti, vede crescere a dismisura il suo deficit decretando definitivamente il fallimento delle iniziative messe in campo dall'esecutivo regionale: a cominciare dalla legge 20/2006, passando per il Piano di risanamento, fino a giungere ai provvedimenti di incremento di Irap ed Irpef».
«Il solco profondo che l'Unione, blindata nel suo autoreferenziale mondo dorato, ha frapposto tra sé e le parti sociali, le associazioni di categoria e i rappresentanti degli enti locali è destinato ad acuirsi quando ad aprile – conclude Di Stefano – arriverà l'annunciata nuova stangata, indispensabile per continuare a tenere in piedi il sistema di sprechi instaurato dalla giunta Del Turco».

E' toccato poi ad Alfredo Castiglione (An) snocciolare «i fatti» contenuti nella Finanziaria e giudicati «incontestabili».
Il lungo elenco comprende:
- la spesa sanitaria aumenta del 9,8%, (177 milioni in più);
- le spese correnti globali schizzano in avanti di 188 milioni, segnando un aumento dell'8,1%;
- il costo degli organi istituzionali, le casseforti di Del Turco e Roselli, aumentano di ben 580.000,00 euro;
- le spese per gli investimenti sono tagliate del 10%;
- diminuiscono i fondi per le aree interne, il settore trasporti e i lavori pubblici;
- vengono penalizzate le imprese, già vessate dall'aumento spaventoso dell'IRAP e dell'IPPEF;
- vengono vendute i beni appartenenti al demanio regionale acquisiti con la vecchia cassa del mezzogiorno.

«LE BUGIE SUI TEMPI E LE VIOLAZIONI DEL REGOLAMENTO»

«Del Turco», ha detto Castiglione, «si vanta di aver approvato il bilancio e la finanziaria prima del 31 dicembre, ma non dice che tali documenti contabili sono stati approvati dalla Giunta molto oltre il termine ultimo di legge fissato per il 30 ottobre e soprattutto Del Turco non dice come non siano stati lasciati alla prima commissione consiliare i 15 gg che il regolamento assegna alla discussione preliminare».
«Quello che ci pare sconcertante, infine», ha concluso Castiglione, «è che né il presidente né l'assessore D'Amico abbiano sentito la necessità di illustrare almeno in aula (oltre a bilancio e finanziaria) il documento di programmazione finanziaria ed economica della Regione, approvato frettolosamente come se si trattasse di un documentucolo di nessuna importanza e non invece l'asse portante strategico della programmazione regionale».


«SOSPETTI DI IRREGOLARITÀ GRAVANO SUL BILANCIO, SULLA FINANZIARIA E SUI LAVORI CONSILIARI».

«Del Bilancio e della Finanziaria se ne sa molto poco», ha commentato invece Giovanni Pace (An), «perché il Governo regionale, e il presidente Del Turco in particolare, non hanno inteso aprirsi, dare soddisfazione alle richieste legittime dei consiglieri (tra i quali noi) di ottenere una relazione esplicativa di questi documenti. Quel che sappiamo di certo è che i cittadini abruzzesi dal 1 gennaio dovranno pagare 140 milioni di euro di tasse in più per una finalità che nessuno ha spiegato e si dovranno preparare a ulteriori richieste di tasse. Così come sappiamo che i piccoli Comuni (quelli delle aree interne e della montagna in particolare) non avranno il sostegno della Regione a partire da dopodomani, ma già lo avevano avuto ridotto nel 2006».

28/12/2006 15.19

CONFESERCENTI: «OCCASIONE MANCATA PER LA SANITA'»

«Per il risanamento dei conti della sanità l'Abruzzo ha perso un'altra occasione. E' un groppone che continuiamo a portare sulle nostre spalle e che rischiamo di tramandare ai nostri figli, ma con il quale prima o poi la politica e l'economia dovranno fare i conti».
Lo afferma il presidente di Confesercenti Abruzzo Beniamino Orfanelli, intervenendo dopo l'approvazione della Finanziaria della Regione. «Comprendiamo le difficoltà generali» sottolinea Orfanelli, «ma come abbiamo detto nella nostra convention di Avezzano, il sistema-Abruzzo, composto da imprese e cittadini, ha bisogno di risorse fresche per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo e per questo di affrontare con celerità il capitolo della sanità. Ci rammarichiamo che questo non sia stato fatto con le dovute energie».
Il presidente di Confesercenti tuttavia individua nello strumento contabile approvato dal Consiglio anche alcuni elementi positivi.
«Siamo soddisfatti del mantenimento dei fondi per lo sviluppo dei settori vitali per l'economia abruzzese quali il turismo, il commercio, l'artigianato: un segno di maturità e di comprensione della centralità della spina dorsale del sistema produttivo regionale». In secondo luogo Orfanelli sottolinea l'accoglimento della proposta scaturita proprio ad Avezzano: «Salutiamo con favore la nascita del fondo rotativo unico per le Pmi, gestito dai cofidi che con Basilea 2 si troveranno al centro del delicato rapporto fra le imprese di piccole e medie dimensioni ed il mondo del credito. Il fondo, che parte con una dotazione di base di un milione di euro, va valorizzato e potenziato, per fornire alle imprese abruzzesi gli strumenti per crescere».

28/12/2006 16.37

GEREMIA MANCINI, SEGRETARIO REGIONALE UGL

«Sulla “gente d'Abruzzo” si abbatte un provvedimento finanziario assai pesante e discutibile, tra le cui cause certo non secondario un gravissimo debito sulle cui colpe e motivazioni è indispensabile far luce. Per questo la UGL torna a richiedere con forza una “Commissione d'Indagine”».
Per il Segretario Regionale della UGL Geremia Mancini: «Con un debito pesantissimo che parla soprattutto, se non quasi esclusivamente di Sanità, sarebbe colpevole far finta di nulla. Gli abruzzesi responsabilmente risponderanno alla chiamata fiscale, ma almeno sia offerta loro la verità. Comunque la si voglia giudicare o commentare, la manovra Finanziaria e lo stesso Bilancio della Giunta Regionale rappresenteranno in termini economici un pesantissimo provvedimento che ricadrà sui cittadini abruzzesi e naturalmente andrà a penalizzare ancor più le categorie più deboli».

28/12/2006 16.52

L'ASTENSIONE DELL'ITALIA DEI VALORI

«Il voto di astensione del nostro gruppo ha significato allo stesso tempo una critica e uno stimolo forte alla maggioranza dell'Unione cui IdV appartiene perché non è comprensibile un aumento, anche se necessario delle tassazioni se non accompagnato da un deciso impegno di riduzione delle spese», è quanto ha dichiarato Bruno Evangelista.
«in primo luogo – continua Evangelista - resta aperto il problema del contenimento dei costi della politica come già evidenziato in circostanze precedenti nel corso di miei interventi in aula a cominciare dagli Enti regionali con riduzione degli stessi e dei componenti i consigli di amministrazione. Nel mio intervento, conclusosi con la dichiarazione del voto di astensione, ho altresì lamentato i tempi inadeguati ad un approfondimento dei contenuti del bilancio e del Documento di programmazione».
«Il nostro giudizio – conclude il capogruppo IdV - resta, pertanto, di attesa rispetto ad un nuovo passo che la maggioranza di centrosinistra deve attivare per non sembrare troppo spesso simile a quello di centrodestra che gli elettori hanno molto saggiamente in precedenza bocciato»

28/12/2006 17.43