La Cdl in piazza contro Del Turco & Co

Alessandro Biancardi

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La Cdl in piazza contro Del Turco & Co
AGGIORNAMENTO (14.22) ABRUZZO. «Così come avevamo già preannunciato è partita da ieri la protesta di tutti i consiglieri della Cdl contro i metodi adottati dal presidente Roselli in consiglio regionale per varare leggi e provvedimenti, metodi che non si addicono ad una democrazia». Sono le parole dei capigruppo d’opposizione in consiglio regionale, che ieri, in conferenza stampa, sono tornati ancora una volta a schierasi compatti contro la legge finanziaria del governo Del Turco.
«Martedì abbiamo disertato la conferenza dei capigruppo e l'ufficio di presidenza nella quale si doveva stabilire il calendario dei lavori relativi alla sessione bilancio e finanziaria 2007» ha affermato Nazario Pagano (Fi) «senza la maggioranza necessaria per l'approvazione del calendario la Conferenza si è sciolta con un nulla di fatto. E' stato il primo fallimento di una maggioranza ridicola. Parte da oggi, quindi, una serie di iniziative e proteste con l'obiettivo di ripristinare e consolidare le regole del buon funzionamento del Consiglio Regionale, che riteniamo leso dal comportamento tiranno del presidente Roselli, che nega l'esercizio dei nostri diritti di consiglieri». La velocità e la superficialità con la quale si discuterebbero in consiglio leggi e provvedimenti, sono dovute, secondo la Cdl, alla minaccia di Del Turco di dimettersi se il bilancio non verrà approvato entro fine anno.
«Ci troviamo, come lo scorso anno, di fronte ad un bilancio e ad una finanziaria che non esistono, con un solo articolo e 54 commi» ha detto Giorgio De Matteis (Idm) «hanno costruito la legge finanziaria in modo da rendere più semplice la sua approvazione e più difficile la presentazione di emendamenti. Il bilancio è stato redatto senza prima consultare le associazioni di categoria, i sindacati, Confindustria. Questo incontro è avvenuto solo ieri, ma l'assessore D'Amico e il presidente Del Turco non hanno ancora spiegato quale sarà la destinazione delle entrate, 140 milioni di euro, dovute all'aumento delle tasse».
La protesta messa in atto dalla Cdl servirà, secondo De Matteis, a far capire all'opinione pubblica «a quale livello di squallore è arrivata la qualità del confronto, che dovrebbe essere democratico ma che non viene esercitato».
Il consigliere dell'Idm ha poi sottolineato come i rappresentanti di Anci, Uncem, Upi e i quattro presidenti di provincia siano stati convocati per ieri pomeriggio per dare inizio alle consultazioni con solo una giornata di preavviso.
«La data, illegittima perchè il calendario non era stato approvato né dai capigruppo né dall'ufficio di presidenza, è stata poi spostata» ha detto De Matteis «perché la maggioranza si è resa conto di non averli avvisati per tempo e soprattutto di non aver consegnato loro i documenti necessari per le consultazioni. E' questo dunque il livello di buon governo di cui parla tanto Del Turco? Se Confcommercio, Confartigianato e sindacati sono contro – ha aggiunto – per chi li ha fatti bilancio e finanziaria Del Turco, che sta prendendo in giro gli abruzzesi anche sul taglio dei cda degli enti strumentali che sono proliferati grazie alla giunta di centro sinistra guidata da Falconio?».
Alfredo Castiglione (An) ha denunciato il silenzio dei sindacati, «facciano sentire la loro voce» ha affermato «altrimenti cominceremo a pensare che c'è un tacito accordo tra le organizzazioni sindacali e la Giunta Del Turco».
Castiglione ha anche lamentato l'eccessiva “fretta” della maggioranza di far approvare legge finanziaria, Dpefr e bilancio in pochi giorni. Bruno Di Paolo (Dc) ha lanciato un'ulteriore provocazione: «visto che Del Turco si preoccupa tanto di tagliare i costi della politica, perchè non ci riduce lo stipendio, visto che siamo impossibilitati ad esercitare i nostri diritti di consiglieri regionali? Il Consiglio è sotto il ricatto della coppia Roselli Del Turco, il nostro lavoro è quindi bloccato».
Il capogruppo dell'Udc Mario Amicone ha annunciato invece il silenzio stampa, accusando gli organi d'informazione di boicottare le dichiarazioni della minoranza. «Ogni cosa che viene detta da noi – ha detto – è l'occasione per dare grande spazio al presidente Del Turco e per non riportare le nostre ragioni».

Mara Iovannone 14/12/2006 9.04


40 ANNI DI DEBITO


«Quarant'anni di debiti. Del Turco si prepara a entrare nella storia della nostra regione come colui che ridurrà sul lastrico almeno tre generazioni di abruzzesi».
E' quello che dichiara oggi il capogruppo di An Alfredo Castiglione, che spiega come oltre ai 139 milioni di euro «saccheggiati dalle tasche degli abruzzesi» con l'aumento delle addizionali Irap e Irpef e ai 150 milioni di mutui accesi lo scorso anno, con la nuova finanziaria regionale si accenderanno altri 165,5 milioni di euro di mutui.
«In pratica un indebitamento mostruoso che, oltre che ingessare la Regione per i decenni a venire, finirà per incidere pesantemente sui nostri nipoti».
«Il colpo di genio, degno della peggiore partitocrazia, è contenuto nel comma 4 della mini finanziaria regionale, leggina in un solo articolo e 57 commi raffazzonati: l'autorizzazione alla giunta regionale a rinegoziare i mutui per ben quarant'anni».
«Del Turco», aggiunge Castiglione, «è attento all'immagine almeno quanto disinteressato ai contenuti, non a caso la sua prima preoccupazione – appena insediato alla presidenza - fu quella di dotarsi di cortigiani e suppoters pagati dalla Regione. Adesso, pur di far finta di approvare bilancio e finanziaria regionale entro la fine dell'anno, ha programmato nei prossimi giorni una serie di audizioni di massa in prima commissione meramente formali e mortificanti per le istituzioni, le associazioni di categoria e le parti sociali, ascoltandole (si fa per dire) per pochi minuti e tutti insieme, neanche si trattasse di fastidiosi questuanti. Il tutto senza alcuna possibilità di recepimento delle istanze loro e del territorio, visto che i documenti contabili sono stati approvati con ritardo dalla giunta, senza alcuna concertazione, e andranno in aula tra pochi giorni. Siamo di fronte ad un teatrino di bassissimo profilo, ad una colossale farsa».

14/12/2006 14.09



LE OSSERVAZIONI DI ABRUZZO CONFCOMMERCIO

Abruzzo Confcommercio, ribadisce ancora una volta la netta contrarietà all'aumento delle imposte approvato dal Consiglio Regionale nella seduta del 9/12/2006, che porta l'IRAP dal 4,25 al 5,25% e l'addizionale IRPEF dallo 0,9 all'1,4%, senza una preventiva consultazione a livello di Commissione Consiliare delle Organizzazioni di categoria e dei Sindacati.
«La Regione», continua Abruzzo Confcommercio, «non avrebbe dovuto cercare il pareggio del bilancio aumentando ulteriormente le imposte regionali, in aggiunta all'aumento già in vigore sull'IRAP ed addizionale IRPEF per il ripiano del deficit sanitario, ed all'incremento in arrivo del carico tributario nazionale, per evitare, da una parte, di fare chiudere i battenti a molte piccole e medie imprese, che non riusciranno a sopportare una pressione fiscale così alta e, dall'altra, non deprimere ulteriormente i consumi delle famiglie, che ormai non sanno più come arrivare a fine mese».
«Speriamo», continua ancora Abruzzo Confcommercio, «che le scelte fatte non portino ad un crollo verticale dell'economia e dell'occupazione nel nostro Abruzzo, senza risolvere il problema del pareggio del bilancio poiché, quando la pressione fiscale è troppo elevata, diminuisce la base imponibile e di conseguenza diminuiscono le entrate tributarie. La Regione avrebbe dovuto cercare il pareggio del bilancio, mette in evidenza Abruzzo Confcommercio, con la riduzione delle spese correnti, razionalizzando i Servizi e tra questi, in primo luogo, la Sanità.
E' la spesa Sanitaria, infatti, a crescere negli anni in modo incontrollato, contribuendo in modo determinante a portare il debito complessivo regionale a fine 2005 alla esplosiva somma di Euro 2.800 milioni circa».

14/12/2006 14.27