E’ il giorno dell’aumento dell’Irap e Irpef

Alessandro Biancardi

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2003

E’ il giorno dell’aumento dell’Irap e Irpef
L’AQUILA. Il consiglio regionale di oggi provvederà a ratificare l’aumento delle imposte regionali. Per l’Irap è previsto un aumento generalizzato per tutti i soggetti passivi mediante una maggiorazione di imposta di un punto percentuale che passa da 4,25% al 5,25% (su quella ridotta da 3,25% a 4,25%). L’Irpef è invece fissata all’1,4%. Non sono mancate le polemiche in aula ed attacchi anche duri che non si sono diluiti in questi giorni, da quando ormai era certo il passaggio del progetto di legge della maggioranza di centrosinistra. IL PROGETTO DI LEGGE ED I PROBABILI AUMENTI PER I PROSSIMI ANNI LE POLEMICHE PER I TEMPI CONTINGENTATI PER IL VOTO
VERTICELLI:«AUMENTI A MALINCUORE»

«Portiamo in aula il provvedimento di incremento delle aliquote di Irap e Irpef non a cuor leggero ma a cuor sereno».
Ha detto l'assessore all'Agricoltura, Marco Verticelli, intervenendo in Consiglio regionale nella discussione sul disegno di legge delle nuove aliquote.
«Questa giunta regionale e questa maggioranza stanno facendo una vera e propria operazione coraggio - ha aggiunto Verticelli -. Noi, con l'approvazione di questa legge, ci stiamo assumendo la responsabilità di dare risposte ai bisogni dell'Abruzzo, cercando in questo modo di uscire da un bilancio ingessato dall'azione di 'finanza fantasiosa' che ha fatto per cinque anni la precedente Giunta Pace. Se veramente teniamo alla nostra comunità - ha concluso Marco Verticelli - dobbiamo sforzarci ad avere un confronto che parta dal reale. Con coraggio».


D'AMICO:«CON LE MAGGIORI ENTRATE DELLE TASSE FINANZIEREMO IL SISTEMA ECONOMICO E SOCIALE»

«Il maggior gettito fiscale derivante dall'incremento dell'Irap e dell'Irpef sarà devoluto al sistema economico e sociale della regione».
E' il parere dell'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, che tuttavia non spiega in che modo sia potuto avvenire un aumento di oltre 3 milioni di euro sulle spese del bilancio regionale.
E se è comprensibile un malumore per nuove tasse (argomento politico fin troppo semplice da cavalcare) appare comunque molto grave la quasi assoluta assenza di sforzi per comprimere le numerose voci di costo (in alcuni casi cifre enormi) che potevano benissimo essere tagliate e riguardanti le cosiddette “spese della politica” e di rappresentanza.
L' assessore ha poi spiegato che le «aliquote che verranno applicate con questa legge dal prossimo primo gennaio sono le stesse già esistenti, applicate d'imperio dal primo giugno scorso in base al comma 174 dell'articolo 1 della legge Finanziaria nazionale del 2005 che devolveva gli aumenti delle due imposte al ripianamento del debito sanitario».
«Con questa legge invece - ha aggiunto D'Amico - riusciamo a dare una fisionomia diversa alla fiscalità aggiuntiva, finalizzando il prelievo al sistema economico e sociale della regione e non più solo ed esclusivamente al ripianamento del sistema sanitario. È questa la vera novità di questo disegno di legge, che deve essere letto come punto di svolta dell'azione di ridistribuzione delle ricchezze della regione Abruzzo. In questo senso, la Regione si riappropria del ruolo strategico e istituzionale e in questo quadro - conclude D'Amico - deve essere valutato il peso istituzionale del provvedimento».


DI STEFANO:«SCACCO MATTO ALL'ECONOMIA ABRUZZESE IN DUE MOSSE»


«L'Abruzzo ha bisogno di altro che di un inasprimento della pressione fiscale» è la sintesi dell'intervento del Consigliere Regionale di AN Fabrizio Di Stefano durante la seduta odierna del Consiglio.
«Un provvedimento – prosegue Di Stefano – che arriva in Aula prima dell'approvazione del DPEFR e che è totalmente scollegato dal Piano di risanamento sanitario che pure tracciava un percorso ben preciso per il ripianamento dei debiti delle ASL».
«La giunta, in due mosse, sta mettendo in scacco l'economia abruzzese – sottolinea Di Stefano – perché, oltre a non dire come verranno spesi i 139 milioni di euro frutto di questa manovra, stabilisce, sin da ora, che entro l'aprile 2007 la pressione fiscale salirà ancora».
«A questo punto», conclude il Consigliere di AN, «l'unica cosa in cui possono sperare gli abruzzesi è che la minaccia di Del Turco alla sua maggioranza – di dimettersi se il bilancio di previsione non verrà approvato entro fine anno – possa tradursi in realtà».


CAPORALE (VERDI):«SCELTA SOFFERTA»


«Questa seduta del consiglio, queste gravi decisioni che ne motivano la convocazione, sono sotto l'effetto di un' onda d'urto provocata dalla cattiva politica, che rischia di rompere gli equilibri del bilancio a tal punto, da impedire lo sviluppo della regione e da mettere a repentaglio la credibilità della sua classe dirigente».
E' quanto ha detto l'esponente dei Verdi nella sua dichiarazione di voto.
«Io e il mio partito, assumendoci tutta la responsabilità che il vincolo di coalizione ci impone, offrendo ancora una volta a questa maggioranza una lealtà troppo spesso vilipesa», ha continuato Caporale, «assumiamo anche un impegno forte, formale, qui in questo momento, di fronte agli alleati politici e agli abruzzesi: noi VERDI vogliamo impedire la spoliazione delle risorse pubbliche, punire chi l'ha fatto, affermare il primato dell'efficienza, della economicità ed efficacia dei servizi pubblici.
Noi VERDI crediamo nella buona politica, nel progetto, nella partecipazione e nella trasparenza e crediamo sia giunto il tempo di cambiare direzione.
C'è bisogno di un grande cambiamento, di regole e di mentalità».
«Vogliamo davvero cambiare direzione?», ha proseguito, «Questa classe dirigente, questo ceto politico, questa maggioranza è in grado, vuole, ha intenzione di governare il cambiamento? Con questo debito e così fatto, c'è poco da scherzare. In cinque anni, dal 2001, il debito da 800 milioni di euro è salito fino a 2 miliardi e 797 milioni di euro.
Dobbiamo basarci su una lettura unitaria, condivisa, della situazione e delle cause che l'hanno determinata, per essere d'accordo poi sulla cura.
Non mi piace che nel giro di una legislatura si sia finiti sui tavoli dei mercati finanziari internazionali, soprattutto se hanno in mano il nostro debito, però, se questo vuol dire un occhio in più, un conto visto al microscopio, possiamo dire che anche il declassamento di Standard and Poor, come il caso Fira, Montesilvano, l'inefficienza e i ritardi generalizzati, concorrono tutti alla necessità di una svolta. Questo chiedono i fatti, questo dovrebbe rispondere la politica».


CASTIGLIONE (AN): «NO AL PDL AMMAZZA-ABRUZZO»

«Non si è mai visto un governo regionale che batte cassa senza dire contestualmente come spenderà le somme che si appresta, con disinvolto cinismo, a borseggiare dalle tasche degli abruzzesi».
Così nel suo intervento in consiglio regionale il capogruppo di AN Alfredo Castiglione ha manifestato il suo dissenso dal progetto di legge - definito “ammazza-Abruzzo”.
«Un buon amministratore – osserva Castiglione – avrebbe dovuto prima ascoltare e raccogliere le esigenze, le aspettative, le istanze della popolazione e del territorio, confrontandosi con le parti sociali e le associazioni di categoria, per poi arrivare ad una consapevole e mirata quantificazione delle spese da effettuare per rilanciare l'Abruzzo: solo dopo avrebbe dovuto stabilire le relative entrate necessarie».
«Ma questo, purtroppo, - conclude l'esponente di AN - è l'Abruzzo alla rovescia, l'Abruzzo di Del Turco e Quarta, quello dei vignettisti e dei fotografi personali, dei cortigiani e dei compaesani ben remunerati, dei nani e delle ballerine».


L'ITALIA DI MEZZO: «ERA MEGLIO TAGLIARE LE SPESE»

Il consigliere dell'Italia di Mezzo Claudio Di Bartolomeo ha fatto notare come «al momento del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria non si ha notizia».
«Perché nonostante gli scandali, e questa volta scandali veri», si domanda, «anziché agire sugli sprechi con azioni forti che ritengo siano divenute improcrastinabili (se non si vogliono affamare le famiglie), si preferisce usare la leva fiscale? Prima di tartassare in maniera indiscriminata tutti, cerchiamo di risparmiare, chiudiamo quella pletora di Enti che costano tantissimo e che ci fanno accapigliare ogni qualvolta bisogna rinnovarli, facciamo una seria politica di dismissioni, finiamola con le regalie alle cliniche private i cui titolari sono divenuti gli attori della politica regionale, smettiamola con le assunzioni facili dei Co.Co.Co., ultimo scandalo in termini di tempo, smettiamola, tutti, con le pratiche di finanza allegra e clientelare e, una volta dato l'esempio possiamo chiedere agli abruzzesi i sacrifici che si renderanno necessari per risanare le casse della Regione».


L'UDEUR:«TUTTA COLPA DEI NOSTRI SPENDACCIONI PREDECESSORI»

«Certo, il provvedimento che oggi ci hanno chiamato a votare - hanno esordito Angelo Di Paolo e Liberato Aceto del Gruppo dell'UDEUR - si è reso, purtroppo, indispensabile, vista la situazione finanziaria in cui versa la Regione Abruzzo. Tre miliardi di euro di debiti, accumulati nel corso degli anni precedenti - hanno proseguito Di Paolo ed Aceto - e dei quali, teniamo a sottolineare, i componenti del Gruppo dell'UDEUR non hanno alcuna responsabilità, e dovuti per la maggior parte di essi alla Sanità, necessitano di una cura forte, altrimenti il rischio che si corre, è quello della banca rotta. Sappiamo, però, come l'inasprimento indiscriminato dell'IRPEF e dell'IRAP potrebbero avere conseguenze ancora peggiori del mancato risanamento e, per questo, abbiamo proposto degli emendamenti alla legge che mirano ad esentare dall'IRAP le cooperative sociali senza scopo di lucro (ONLUS); ad introdurre un tetto minimo di fatturato per le Piccole e Medie Imprese (PMI) oltre il quale applicare l'aumento dell'aliquota; lo stesso criterio dovrebbe essere adottato per l'addizionale IRPEF per i redditi fino a 15.000 euro. Votiamo il provvedimento - hanno concluso Di Paolo ed Aceto - che dovrebbe essere applicato ad aprile 2007, ma di contro chiediamo al Presidente Del Turco di procedere, da oggi e fino a quella data, in maniera decisa, alla eliminazione degli sprechi, non trascurabili in termini economici, prodotti da quella pletora di Enti ed Aziende, che si sono rivelate dannose per la nostra economia, FIRA docet».


09/12/2006 15.43