Il ministro Lanzillotta promuove il nuovo Statuto regionale

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Ministro ha partecipato al convegno sulla nuova Carta costituzionale abruzzese. Dopo trentacinque anni l’Abruzzo ha un nuovo Statuto regionale. Il testo, approvato in prima lettura nella seduta nel 28 giugno ed in seconda lettura il 12 settembre dell’anno in corso, entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul bollettino ufficiale.
Consta di 88 articoli con l'indicazione della forma di governo e i principi fondamentali. Prevede 40 consiglieri più due, e una giunta di dieci assessori.
Previste varie innovazioni, tra cui un consiglio delle autonomie locali, organo di consultazione della Regione e di partecipazione degli enti locali. La nuova Carta costituzionale è stata al centro del convegno di studi promosso dall'Assemblea regionale abruzzese sul tema “Il nuovo Statuto della Regione e l'Abruzzo plurale”, che ha visto la partecipazione del ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, del vice coordinatore della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative e presidente del Consiglio regionale del Lazio Massimo Pineschi, del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, del presidente della Commissione Statuto Gianni Melilla e del prof. Cerulli Irelli.
«L'approvazione del nuovo Statuto regionale è senza dubbio il fatto più rilevante di questa prima parte dell'ottava legislatura abruzzese», ha affermato Melilla, «Viene disegnata - ha proseguito - una Regione che si riconosce pienamente nei valori della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dalla Liberazione; che vuole partecipare al processo di costruzione dell'unità europea; che assume un'identità pacifista e ambientalista (l'Abruzzo regione verde d'Europa); che promuove il diritto al lavoro e alla sicurezza sociale; che valorizza le differenze di genere e promuove l'uguaglianza tra uomini e donne in ogni campo compreso l'accesso alle cariche pubbliche ed elettive; che vuole investire nella cultura e nella formazione e promuovere intese con il sistema universitario abruzzese; che crede nel sistema istituzionale locale a cui vanno delegate le funzioni di gestione che attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali interviene sulle grandi scelte della programmazione e delle materie delegate dalla Regione agli enti locali; che riconosce la concertazione come metodo permanente per coinvolgere le forze sociali, imprenditoriali, e professionali del governo della regione; che favorisce la partecipazione della società regionale ai processi decisionali della Regione».

Il cammino dello statuto andrà completato con un pacchetto di leggi fondamentali, a partire da quella elettorale e da quelle che istituiranno il Consiglio delle Autonomie Locali, il Collegio di Garanzia e che dovranno regolare la partecipazione, il sistema dei controlli interni e i Referendum.
Il nuovo Statuto, secondo Roselli, rispecchia le mutate esigenze dei territori, le necessità espresse dalla società civile amministrata, il nuovo quadro di riferimento istituzionale di rilievo quantomeno europeo, l'acclarata globalizzazione dei rapporti economici, avrebbero reso comunque necessaria, da parte dei legislatori regionali, una compiuta riflessione e presa d'atto della necessità di rivisitare le carte costituzionali delle regioni italiane.
Secondo Del Turco con l'entrata in vigore dello Statuto l'Abruzzo «ha un sistema di regole condivise, a presidio della democrazia della nostra regione».
«In un tempo breve - ha aggiunto il presidente - siamo riusciti a garantire l'approvazione di regole nelle quali gli abruzzesi ci si ritrovano. Il sì veloce del Governo al nostro Statuto - ha detto il presidente - rappresenta un segno importante dell'ottimo lavoro che abbiamo fatto. Il fatto poi che lo Statuto sia stato approvato all'unanimità dal Consiglio, è un segno di salute politica delle istituzioni. Non c'è confusione di ruoli tra maggioranza e opposizione - ha concluso il Presidente - le opinioni su molte cose erano diverse ma c'è stato uno sforzo comune per realizzare l'obiettivo di darci regole comuni condivise con il più largo consenso possibile».

Il ministro Lanzillotta ha promosso il nuovo Statuto regionale, «questo statuto - ha dichiarato - e' buono perchè indica i principi, i valori, ma anche una forma di governo per dare all'Abruzzo tutte le condizioni per lavorare al meglio e valorizzare il suo ruolo, coinvolgendo tutte le forze, anche esterne alle istituzioni, che ci sono sul territorio. L'altro punto e' rappresentato da un forte coinvolgimento degli enti locali che con la consulta delle Autonomie concorreranno alle decisioni che adotterà la Regione».

La conflittualità tra le Regioni ed il Governo Prodi, ha aggiunto Lanzillotta, rispetto alla passata legislatura governata dal centrodestra, per quanto riguarda l'approvazione degli statuti regionali si e' attenuata.
«Il livello di contenzioso - ha detto il ministro - si e' attenuato perchè il nostro metodo tenta di prevenire il conflitto cercando soluzioni condivise che siano coerenti con la Costituzione».
Il ministro si è poi soffermata su aspetti di carattere nazionale: la Finanziaria, ha detto, «passerà, perchè contiene due operazioni fondamentali come la stabilizzazione dei conti pubblici e riequilibrio del potere di acquisto delle persone, soprattutto dei meno abbienti, con una redistribuzione del carico fiscale».
Il Ministro ha poi affermato di essere d'accordo con l'emendamento parlamentare che prevede la soppressione delle sedi di rappresentanza degli enti. «Credo che questa proposta – ha concluso - che arriva dai senatori e che fa parte di un pacchetto di proposte volte a ridurre le spese dell'amministrazione e i costi della politica, sia ragionevole».

Mara Iovannone 07/12/2006 9.31


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=4826]IL TESTO COMPLETO DEL NUOVO STATUTO[/url]

«IL SOLITO ABRUZZO SETTARIO»

«Il nuovo Statuto regionale è stato celebrato dal centrosinistra nel consueto stile settario e autoreferenziale, senza alcun relatore del CentroDestra e con la totale assenza di tutti i Consiglieri regionali - questo è il duro commento di Nazario Pagano, Capogruppo di Forza Italia. Hanno intitolato il convegno “per un Abruzzo plurale”– aggiunge Pagano – ma ancora una volta se la sono suonata e cantata tra di loro, nonostante lo Statuto sia stato votato anche da noi, così come loro votarono quello licenziato nella scorsa legislatura. Appare poi ridicola l'attribuzione all'illustre Prof. Cerulli Irelli – definitone ispiratore- della paternità di questo Statuto – conclude Pagano – considerato che per il suo lavoro, lautamente compensato con 95.000 Euro, si è limitato ai pochi ritocchi imposti dalle osservazioni del Governo, tant'è vero che in Commissione Statuto lo abbiamo visto una sola volta».

07/12/2006 15.28