Bilancio provinciale 2007, via libera della giunta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non interrompere una prassi virtuosa avviata da cinque anni, che ha portato la Provincia di Pescara, tra le prime in Italia, ad approvare il bilancio di previsione entro dicembre dell’anno prima. Confermare gli evidenti vantaggi che derivano dall’assegnazione tempestiva ai dirigenti degli strumenti di gestione. Evitare il ricorso all’esercizio provvisorio, fonte di confusione e di gravi incertezze. Far quadrare i conti dell’ente, come spiega lo stesso presidente Giuseppe De Dominicis, «evitando di fare ricorso a nuove entrate tributarie, in un momento segnato da forti tensioni proprio sull’aumento della leva fiscale».
Sono le ragioni e i criteri che hanno portato la giunta provinciale di Pescara ad approvare nei giorni scorsi il bilancio di previsione dell'ente per il 2007, strumento ora all'esame delle commissioni e del consiglio per la definitiva approvazione, prevista per la fine del mese.
Il bilancio 2007, tuttavia, si trova a fare i conti - come del resto è avvenuto già negli ultimi anni - sulle particolari rigidità imposte agli enti locali dalla legge finanziaria dello Stato per il prossimo anno, ora all'esame del Senato, che pure ha segnato il ripristino di regole del patto di stabilità interno più vicine alle richieste degli enti locali.
Il progetto di bilancio, per una spesa complessiva di poco inferiore ai 72milioni di euro, è suddiviso in 12 diverse aree strategiche(Tutela dell'ambiente e del territorio; realizzazione di scuole sicure e moderne; sviluppo delle politiche sociali e per i giovani: la Provincia solidale; la viabilità come riferimento per i trasporti e per lo sviluppo socio-economico del territorio; sviluppo delle attività produttive; la cultura come fattore di crescita della Provincia; valorizzazione del turismo come risorsa e lo sport come volano della crescita culturale; sviluppo delle politiche del lavoro e della formazione professionale; integrazione dei servizi nel territorio e valorizzazione dei piccoli comuni; concorso nella costruzione dell'integrazione europea; miglioramento degli strumenti istituzionali; potenziamento della macchina organizzativa), articolate a loro volta in piani e programmi operativi. Della cifra globale, circa 36 milioni di euro sono destinati alle spese di investimento: una voce, questa, pressoché interamente dedicata all'attuazione del piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009.
Rispetto al passato, come illustra ancora De Dominicis, «avrà una più forte aderenza con il Programma di governo 2005-2009, ma anche un segno più marcato sul fronte del rigore: a questa regola si atterrà anche la gestione dei dirigenti, attraverso una specifica indicazione volta alla riduzione delle spese di funzionamento della struttura».

05/12/2006 14.19