Cucullo: «Quando ho lasciato il Comune il bilancio era in attivo»

Alessandro Biancardi

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Cucullo: «Quando ho lasciato il Comune il bilancio era in attivo»
CHIETI. L'ex sindaco della Fiamma Tricolore, Nicola Cucullo con documenti alla mano dichiara: «la mia amministrazione stava bene fino a quando sono andato via. Basta imputare responsabilità ai miei 11 anni di governo». E il documento che lo prova scenderà sulla città, lanciato in centinaia di copie da un aereo «perché anche i cittadini sappiano la verità» IL COMUNE REGALA 8 MLN DI EURO AI COSTRUTTORI   IL FESTIVALBAR A CHIETI
Quando l'ex sindaco di Chieti Nicola Cucullo lasciò Palazzo d'Achille il Comune era in attivo di 7.975.143 euro di Fondo Cassa. E' scritto nero su bianco nel Verbale di assunzione di incarico del 15 novembre 2004, giorno del passaggio dei poteri fra l'ex primo cittadino e il commissario straordinario Andrea Gentile.
Oggi, a due anni esatti da quel giorno, Cucullo ritira fuori quel documento e assicura: «stamperò copie di quel verbale e con un aereo lo spargerò per tutta la città. Perché i cittadini devono sapere».
L'iniziativa è stata presa, anche sotto la spinta di Cristiano Vignali, coordinatore giovanile della Fiamma Tricolore, dopo che alcuni giorni fa l'attuale sindaco ha fatto intendere ben altro.
Probabilmente fa parte del gioco della politica dei tempi moderni, addebitare al governo precedente le disgrazie del presente, passato e futuro. Ma questa volta Cucullo ha sbottato: «quel verbale testimonia l'insussistenza dei debiti quando ho lasciato il Comune, le innumerevoli opere pubbliche realizzate».
«I risultati amministrativi e contabili dopo 11 anni di oculata amministrazione», prosegue Vignali, «attestato che il Comune fino al giorno del passaggio delle consegne nel novembre 2004 era da annoverarsi fra quei pochi comuni italiani dichiarati "finanziariamente virtuosi", per l'assenza di debiti fuori bilancio, per aver rispettato il patto di stabilità, per la equa pressione tributaria».
«Pertanto», sottolinea ancora l'esponente della Fiamma, «onde evitare figuracce è meglio che il centro sinistra faccia mea culpa ammettendo di aver scialacquato con il suo malgoverno tutto il patrimonio lasciatogli dal sindaco».
E sulle spese folli di Ricci due pesano più delle altre e vengono spesso tirate in ballo come il milione di euro investito per l'organizzazione del Festivalbar o lo "sconticino" di 8 milioni di euro che l'amministrazione farà ai costruttori per la realizzazione del Villaggio del Mediterraneo che non dovranno pagare la Bucalossi.
E sul Festivalbar, proprio qualche settimana fa, anche l'organizzatore Andrea Salvetti aveva ammesso il flop in una intervista a Vanity Fair: «Errori miei», ha dichiarato il patron della manifestazione, «come la scelta dei conduttori. Ho sbagliato a scegliere la conduzione a tre. Errore che avevo già commesso in passato e che purtroppo, ho ripetuto. Ma il problema principale, sul palco, è stato un altro. I cantanti. Quest'anno ho preso quello che c'era. E c'era poco. Una grande casa discografica si è tirata indietro all'ultimo momento portandosi via il 25 per cento del cast».
E in piazza San Giustino, durante le due serate di registrazione, tutti se ne erano accorti…
A.L. 30/11/2006 10.11