«Stanno impedendo la costituzione di una commissione di monitoraggio sanitario»

Alessandro Biancardi

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«Stanno impedendo la costituzione di una commissione di monitoraggio sanitario»
AGGIORNAMENTO (16.22)  ABRUZZO. Nel frattempo il consigliere di An Di Stefano fa "due conti in tasca" all'assessore Mazzocca.
L'AQUILA. E' la denuncia che arriva dal coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli.
Secondo Mascitelli, che non ha espresso voto favorevole sull'esercizio finanziario 2005 del bilancio del Consiglio Regionale, non si vorrebbe in realtà un organo di controllo capace di controllare gli sprechi sanitari.
«Constato una evidente schizofrenia politica», dice Mascitelli, «da un lato, proprio in un momento in cui la nostra Regione ha l'attenzione puntata sul piano di riordino del deficit sanitario, della riorganizzazione della rete ospedaliera, del riequilibrio pubblico-privato, si sta impedendo, violando l'autonomia del Consiglio, la istituzione della Commissione consiliare sul monitoraggio sanitario, regolarmente deliberata oltre un anno fa, adducendo il pretesto dei costi della politica e dall'altro si vota il rendiconto 2005, che registra un netto aumento delle spese delle attività di supporto alla rappresentanza, delle spese per il personale, compreso quello assunto a chiamata diretta e dei costi dell'amministrazione generale. A questo punto», conclude Mascitelli, «dobbiamo chiederci se non esistono altre ragioni che impediscono la partenza dei lavori di una commissione pensata, decisa e votata dal Consiglio Regionale, con lo specifico compito di un attento e capillare monitoraggio della situazione reale della sanità sul territorio. Manca una vera cultura della legalità: tutti sono censori ad ogni scandalo giudiziario, ma poi spesso si dimentica il rispetto delle più elementari regole della vita democratica, mortificando le prerogative di indirizzo e di controllo della massima assise regionale».

23/11/2006 8.38


DI STEFANO: «DALLO STATO PER LA SANITA' ABBIAMO RICEVUTO DI MENO»


«Ancora non si è spenta l'eco delle roboanti dichiarazioni di Del Turco e Mazzocca su fondi per la sanità abruzzesi e già i numeri parlano un'altra lingua» è quanto dichiarato da Fabrizio Di Stefano nel corso della conferenza stampa sulla sanità convocata dal Gruppo regionale di AN.
«Il Presidente della Giunta Regionale – ricorda Di Stefano – ebbe a sostenere, all'indomani della Conferenza Stato-Regioni del 10 novembre scorso, che l'esito di quella riunione andava “senza dubbio considerato un risultato positivo”, perché “quegli oltre 100 milioni di euro in più rispetto al 2006 stanno a confermare il ritrovato ruolo politico della Regione Abruzzo in ambito nazionale e ci spingono a fare una sanità migliore. Siamo una delle poche regioni a segnare un saldo positivo”».
«Al solo fine di complimentarmi con i rappresentanti del governo regionale – continua Di Stefano – sono andato a rivedere i dati della ripartizione riferiti allo scorso anno, e lì ho trovato la sorpresa: nel Fondo sanitario nazionale 2006 – su una disponibilità complessiva di 88,180 miliardi di euro – all'Abruzzo erano stati assegnati € 1.981.229.000, con un'incidenza del 2,25% sul totale. Quest'anno – su una disponibilità di 93,100 miliardi di euro – alla nostra Regione sono stati assegnati € 2.088.000.000, con un'incidenza del 2,24% sul totale».
«Dal raffronto delle cifre – sottolinea l'esponente di AN – emerge che 12 regioni hanno un aumento percentuale del finanziamento, 3 regioni mantengono la stessa quota parte, 6 regioni vanno in diminuzione: tra queste ultime, inutile dirlo, l'Abruzzo: eppure – tra le regioni dichiarate in situazione emergenziale (Liguria, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria) – solo la nostra ottiene un saldo negativo».
«La prossima volta – è il commento di Di Stefano – consigliamo a Del Turco di farsi accompagnare alle riunioni a Roma, oltre che dall'assessore alla sanità e dal suo fotografo personale, anche da un buon ragioniere munito di calcolatrice». «Ma – riprende Di Stefano – il bluff sulle cifre non si esaurisce qui. Dal confronto tra le due versioni del Piano di risanamento sanitario – una del 31 luglio, un'altra del 24 ottobre – consegnate al Ministero dell'Economia, emergono previsioni sensibilmente differenti. È sufficiente fare degli esempi» .

Manovra di contenimento dei costi.

Piano versione 31.07.2006:
2006 38Meuro;
2007 87Meuro

Piano versione 24.10.2006:
2006 10Meuro;
2007 72Meuro

Entrate proprie Piano versione 31.07.2006:
2006 74Meuro;
2007 76Meuro

Piano versione 24.10.2006:
2006 59Meuro;
2007 60Meuro

«Se, in poco meno di tre mesi, l'esito del ripiano cambia in maniera così determinante, è lecito chiedersi se quel buon ragioniere di cui parlavamo sopra non potesse tornare utile anche in quest'occasione» dichiara ancora Di Stefano.

ABBATTIMENTO RICOVERI E RIDUZIONE SPESA SANITARIA

«In ultimo è bene affrontare altri due temi sbandierati da Mazzocca come determinanti per la riduzione del deficit della sanità: l'abbattimento del numero dei ricoveri e il contenimento della spesa farmaceutica. Per il primo – spiega Di Stefano – sempre il Piano del 31 luglio aveva previsto che, attraverso la L.R. 20/2006, a fine anno il numero dei ricoveri sarebbe stato di meno 28.000 unità, senza dire né come, né perché: il 31 dicembre è vicino, verificheremo se il libro dei sogni della Giunta Regionale è diventato – magicamente – un dato reale».
«Per il secondo – conclude Di Stefano – torna di nuovo utile il Piano di risanamento del 24 ottobre. Vedendo i numeri, emerge che il confronto tra la situazione ex post e quella ex ante il Piano è identica (cfr. allegato 6 e allegato 7) e l'incidenza della manovra di risanamento è pari a zero. Allora mi chiedo, e vi chiedo: era proprio necessario chiedere ai cittadini abruzzesi – ed in particolare ai settori più deboli (anziani, malati cronici, residenti delle aree interne) – di sopportare i sacrifici dell'approvvigionamento dei medicinali direttamente presso le strutture ospedaliere e non più nelle farmacie locali?»

23/11/2006 16.31