L'opposizione si ribella: «la Giunta in cancrena deve andare a casa»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8572

L'opposizione si ribella: «la Giunta in cancrena deve andare a casa»
  AGGIORNAMENTO (14.13) MONTESILVANO. La minoranza in Consiglio Comunale non vuole sentir parlare di un Governo cittadino prolungato fino alle prossime elezioni. Odoardi (Rifondazione Comunista ma da sempre all'opposizione): «devono sparire ora e per sempre dalla vita politica della città. La gente ha bisogno di facce nuove». Cordoma (An): «la Giunta è incancrenita, non può continuare a governare». Il vicesindaco Savini stamane si dice pronto alle dimissioni.
Montesilvano si risveglia ogni giorno con la paura, con il terrore di essere sorpresa da nuovi risvolti dell'inchiesta Ciclone.
L'aria in città non è semplice e quelle piazze deserte tanto attaccate per la freddezza dei nuovi arredi urbani voluti proprio dal sindaco Cantagallo (Margherita) si stanno riscoprendo importante centro di aggregazione per parlare di quello che sta accadendo.
Ricominciare la vita normale non è semplice, nonostante la Giunta abbia deciso di proseguire il proprio lavoro, nonostante tutti si dicano fiduciosi dell'operato della magistratura.
E se fino a ieri l'argomento che teneva banco era l'arresto eccellente dell'amministratore comunale oggi, più forte che mai, comincia la mobilitazione in vista delle prossime elezioni.
Chiaro e lapidario quello che afferma il consigliere di minoranza di
Rifondazione Comunista Cristian Odoardi: «la Giunta deve andare a casa subito e non deve ripresentarsi alle elezioni, per rispetto dei cittadini di cui ora dobbiamo recuperare la fiducia».
54 INDAGATI, IL MUNICIPIO TREMA

Le voci circolano veloci nel paesone (la quinta città d'Abruzzo) sconvolto dal ciclone giudiziario e la notizia dei 54 indagati coinvolti ripresa da qualche giornale ha lasciato interdetti.
«E' un numero esorbitante», sostiene Odoardi, «che dà però le chiare dimensioni di un terremoto che sta sconvolgendo l'intero ambiente cittadino. Se dobbiamo ragionare per ipotesi probabilmente tra questi ci saranno politici, probabilmente dirigenti e anche imprenditori dato che agli arresti sono finite proprio queste categorie».
L'attesa di conoscere i nomi cresce di ora in ora e la Giunta ha deciso di non abbandonare gli scranni. «Rifondazione fin dal principio aveva chiesto le dimissioni del Governo cittadino e continua a farlo. Il vice sindaco Savini ci ha chiesto di poter proseguire per l'approvazione del bilancio, ma può benissimo farlo anche un commissario. Per decadere il consiglio comunale ha bisogno di 16 consiglieri. Nel caso ce ne fossero solo 15 io sono immediatamente pronto a mettere la mia firma per far andare questo Governo a casa».
«Anche i dirigenti nominati direttamente dal sindaco Cantagallo», prosegue l'esponente Rc, «devono rassegnare le dimissioni e con loro tutti quelli strettamente collegati ad una amministrazione che non è più autorizzata a governare».

COMUNE CHIUSO PER I GIORNALISTI: «L'ULTIMA VERGOGNA»

Il palazzo comunale, si sa, è diventata zona off limits per i giornalisti che possono muoversi, guardati a vista dal personale dei vigili urbani, solo nella piazza antistante il Municipio.
«Questa è l'ultima vergogna dell' amministrazione», ribadisce il consigliere, «non riesco a comprenderne le motivazioni ma so che sarebbe stato più giusto impedire l'accesso allo stesso vicesindaco che ha dato l'ordine. Sono cose inspiegabili che probabilmente succedevano 80 anni fa in Russia». Ma cosa si poteva scoprire entrando?
Il consigliere parla di un malcontento generale dei dipendenti, di chi lavora onestamente tutti i giorni (e continua a farlo) e si è trovato improvvisamente nell'occhio del ciclone. «Il vice sindaco forse voleva che venisse fuori esclusivamente una realtà filtrata da rassicuranti comunicati stampa»
E se i piani alti tremano per paura di finire nella rete intricata delle indagini anche i semplici dipendenti non sono più tranquilli: «Oggi ll nostro pensiero», prosegue il consigliere, «va certamente a tutti quei lavoratori comunali che hanno un contratto atipico e che sono preoccupati per il loro futuro. Dopo tutto quello che sta succedendo temono che la loro situazione già in bilico cadrà in un attimo».

ELEZIONI FUTURE: DESTRA FAVORITA?

Alle scorse elezioni, quelle che portarono alla guida del Comune di Montesilvano Enzo Cantagallo, il centro sinistra si aggiudicò il 70% dei consensi cittadini. Dopo l'arresto del sindaco la rimonta del centro destra sarà più veloce? Odoardi esprime i suoi dubbi.
«Non lo so, sinceramente. Il "Sistema Montesilvano" è stato certamente portato avanti dal centro sinistra, da cui io sono uscito fin dal principio. Ma vorrei ricordare che l'assessore alle finanze Paolo Di Blasio, oggi in carcere, si era presentato come candidato sindaco nel 1999 nelle fila di Forza Italia, per poi diventare, nello stesso anno, assessore alle finanze della nuova Giunta di centro sinistra vincitrice di Gallerati. Negli ultimi due anni e mezzo», continua Odoardi, «dov'era la minoranza? Si è svegliata solo da due mesi a questa parte dopo l'avviso di garanzia all'assessore Vallescura e i presidi della legalità…ma ormai era troppo tardi»

«RISARCIMENTO MORALE PER I CITTADINI»

«Adesso la cittadinanza ha bisogno di essere riconquistata da una classe politica nuova e diversa», sostiene Odoardi che confida di avere nel cassetto, in fase di costruzione e aggiornamento da quattro anni, il nuovo programma della città: «vorrei che venisse completato dal basso, con i consigli e le proposte di quello che vuole la gente».

AN: «ADESSO CAMBIAMO PAGINA»

Contrario a che il lavoro della Giunta «in cancrena» anche Alleanza Nazionale. «E' ora di cambiare pagina», sostiene Pasquale Cordoma, «di dare ai Montesilvanesi un nuovo governo, capace di esprimere con forza un radicale rinnovamento della classe politica e 'amministrazione della città all'insegna del rigore morale e dell'onestà».
An inoltre ribadisce «l'attività determinante per far traballare e cadere il sindaco Cantagallo».
«La mia denuncia», continua Cordoma, «in Consiglio Comunale, delle vicende che poi hanno dato luogo alle cronache giudiziarie, l'azione e la pressione esercitata dai Presidi della Legalità, presenti diffusamente sul territorio,la raccolta di firme per chiedere le dimissioni di Cantagallo, la presenza dell'On Fini in Piazza Diaz domenica 29 ottobre sono stati atti importanti nello scenario politico di questi ultimi giorni».
I presidi della Legalità continueranno ad essere presenti su tutto il territorio, «per dare alla popolazione la sensazione di non essere sola, di essere sempre tutelata e difesa».

VICESINDACO SAVINI: «BILANCIO PREPARATO, SONO PRONTO ALLE DIMISSIONI»

Nella serata di ieri, nel corso di una riunione-fiume con tutto lo staff dirigenziale del Comune di Montesilvano, il vicesindaco Marco Savini ha completato la redazione degli strumenti di bilancio, ossia l'assestamento, gli equilibri e il bilancio preventivo. A questo punto il vicesindaco si è dichiarato «pronto alle dimissioni immediate».
«In due giorni – ha specificato il vicesindaco – abbiamo preparato quello strumento finanziario tecnico e di assoluto rigore che permetterà alla città di Montesilvano di camminare e lavorare, garantendo il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali e l'erogazione dei servizi. Era un dovere civico in qualità di amministratore. Ora, compiuto il mio dovere, sarà il Consiglio comunale a decidere se approvare o meno lo strumento. Personalmente, concluso il mio lavoro, sono pronto a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di vicesindaco e di assessore comunale immediatamente, e, nel merito, attendo precise indicazioni dalla politica e dalle segreterie».
Si ricorda, nel merito, che per determinare lo scioglimento dell'intera amministrazione comunale, dovrà dimettersi la maggioranza dei consiglieri comunali.
Nelle prossime ore si attendono ulteriori consultazioni politiche di maggioranza.

Alessandra Lotti 17/11/2006 10.41

INTERROGATORIO E DIMISSIONI

Sono cominciati alle 9 di questa mattina gli interrogatori del sindaco Enzo Cantagallo che è stato ascoltato dai magistrati per due ore e mezza e dell'assessore Paolo Di Blasio.
Cantagallo ha rassegnato le sue dimissioni che il suo legale Giuliano Milia porterà questo pomeriggio al Prefetto.
Questa mattina, poco prima delle 12, si sono dimessi anche il presidente del consiglio comunale Pavone e alcuni consiglieri della minoranza.
Una decisione improvvisa, presa a seguito della scoperta di 54 indagati nell'inchiesta. «A questo punto», ha spiegato Pavone, «mi sembra giusto rimettere alla volontà dei cittadini la scelta del nuovo Governo e velocizzare il commissariamento».
«Personalmente – ha ricordato Savini – sto svolgendo esclusivamente una funzione di raccordo e di servizio tra l'Istituto Comune e la Prefettura per colmare una lacuna. Ribadisco di essere pronto a rassegnare subito le mie dimissioni, che però non determinerebbero lo scioglimento del Consiglio comunale che dipende esclusivamente dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri».
Intanto è cominciata una nuova riunione a porte chiuse tra il vicesindaco Savini e tutti gli esponenti della maggioranza per decidere sulle eventuali dimissioni o sulla convocazione della seduta sul bilancio.

17/11/2006 14.14