«Sull’hotel De Cecco impossibile comprendere la questione attraverso i media»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Il confronto politico relativo all'hotel De Cecco é inquinato dalla oggettiva difficoltà di far comprendere, attraverso i mezzi di informazione, la reale dimensione del problema». Nonostante il dibattito aperto e chiaro, dibattito pubblico in aula, Carlo Costantini (Idv) ritorna oggi ancora una volta sulla questione dell’approvazione dell’emendamento Ricci che ha di fatto spianato la strada alla costruzione dell’hotel De Cecco.   LA GUERRA E' FINITA MA NON C'E' PACE

PESCARA. «Il confronto politico relativo all'hotel De Cecco é inquinato dalla oggettiva difficoltà di far comprendere, attraverso i mezzi di informazione, la reale dimensione del problema».
Nonostante il dibattito aperto e chiaro, dibattito pubblico in aula, Carlo Costantini (Idv) ritorna oggi ancora una volta sulla questione dell'approvazione dell'emendamento Ricci che ha di fatto spianato la strada alla costruzione dell'hotel De Cecco.


 
LA GUERRA E' FINITA MA NON C'E' PACE


Nei giorni scorsi alcuni quotidiani avevano pubblicato notizie circa un presunto pranzo al quale avrebbero partecipato oltre a Costantini anche Acerbo (Rc) insieme a componenti del centrodestra per “ordire complotti”. La notizia peraltro immediatamente smentita dagli interessati ha però di fatto, secondo Costantini, distolto l'attenzione ed «inquinato» il reale fulcro del discorso.
Le considerazione dell'esponente dell'Italia dei valori sono chiare e di strettissima attualità e ripropongono un antico problema.
«Ho posto in due sedute del Consiglio Comunale», spiega Costantini, «due domande ai colleghi sostenitori degli emendamenti a favore di De Cecco che, per quanto a mio parere essenziali, non risultano affatto riprese dai mezzi di informazione. Occorre considerare che sono decine o forse centinaia i casi di cittadini pescaresi che – come il Dr. De Cecco – hanno acquistato un terreno edificabile ed hanno perduto con la variante le possibilità edificatorie, per quale ragione ed in base all'esercizio di quale potere al Consiglio Comunale dovrebbe essere legalmente riservato il diritto di accogliere le istanze di De Cecco, ripristinando le potenzialità edificatorie del suo sito (indifferentemente sia con l'emendamento Ricci, che con l'emendamento Tenaglia) e di respingere le osservazioni degli altri?».
Altra questione posta pubblicamente riguardava l'attuazione del Pp2.
«Considerato che l'attuazione del PP2», continua ancora Costantini, «e' riservata alla esclusiva iniziativa pubblica comunale e che, di conseguenza, la realizzazione dell'albergo dovrà in ogni caso passare attraverso una trattativa tra comune e privato, quali sono le ragioni di pubblico interesse per le quali il Comune, alla vigilia di questa trattativa, può "legalmente" decidere di triplicare il potere contrattuale del privato, inserendogli (anche con l'emendamento Tenaglia, che produce l'identico effetto) il sito nel PP2 e di indebolire contestualmente i termini ed i contenuti di una possibile contropartita pubblica, da ottenere all'esito della trattativa?».

«Le risposte a queste domande, ne' di destra, ne' di sinistra», conclude Costantini, «credo interessino i cittadini molto piu' di presunti pranzi e di chiacchiericci che sembrano tutti esclusivamente funzionali all'obiettivo di non fornire al cittadino le informazioni necessarie per costruirsi un giudizio sereno ed obiettivo; una situazione preoccupante, che mi ricorda la situazione che ho vissuto quando, alcuni anni or sono, presi pubblicamente posizioni altrettanto chiare sulla Fira, sui Docup, sull'acqua e su tante altre questioni che hanno avuto una evoluzione che non solo io, ma che anche il cittadino comune adeguatamente informato, avrebbe potuto prevedere e democraticamente evitare».

INTANTO CASTIGLIONE (AN) ATTACCA D'ALFONSO

«La sirena D'Alfonso continua a perdere la sua capacità d'attrazione, nel palazzo come tra i cittadini, a conferma di quanto fosse effimero il suo fascino».
Così Alfredo Castiglione, capogruppo di AN in consiglio regionale e consigliere comunale di Pescara commenta il voto su De Cecco.
«Non è la prima volta che D'Alfonso non vota e la motivazione è imbarazzante: non vuole schierarsi con una delle componenti della sua stravagante maggioranza. Non votare per un eletto è l'espressione peggiore, perché implica mancanza di responsabilità, di chiarezza e di coraggio, per non scontentare nessuno si finisce per scontentare tutti e soprattutto i cittadini.
In questi anni il sindaco ha dato vita ad una campagna acquisti scriteriata che, invece di rafforzarlo, lo ha indebolito, - osserva l'esponente di AN - minandone la credibilità e l'autorevolezza. E questo si è verificato perché mancava e manca un progetto che non fosse la propria affermazione personale, niente a che fare con una linea guida, una precisa idea sullo sviluppo della nostra città.
L'ennesima brutta figura di questa armata brancaleone c'è stata in questa occasione, con una parte importante della maggioranza che non si è fatta scrupolo di votare contro gli interessi di Pescara che, se è diventata la città trainante dell'intero Abruzzo, è anche grazie alla dinamicità della sua classe imprenditoriale. La nostra città ha bisogno di una grande e coerente aggregazione di moderati, senza personalismi, estremismi e radicalismi, miranti ad anteporre logiche di parte all'interesse della città e delle sue vocazioni. Per fare questo sarà necessario, quanto prima, mettersi tutto intorno ad un tavolo, perché il futuro della nostra città è più importante del velleitarismo dei singoli».

FI:«SU DE CECCO LA MARGHERITA HA SUBITO UNA SONORA SCONFITTA»

«Apprendiamo con sorpresa e stupore come la segreteria cittadina della margherita di Pescara e alcuni organi di stampa vogliono far apparire come una vittoria, ma in realtà si tratta di una sonora e clamorosa sconfitta politica, la posizione del Sindaco D'Alfonso in merito al caso De Cecco».
E' quanto si legge in una nota del gruppo consiliare di Forza Italia.
«Infatti è lampante come il Sindaco, che peraltro si è astenuto come al suo solito quando si parla di cose importanti, oltre ad essere stato tradito dal capogruppo del suo partito è stato tradito anche da coloro che pensava di fare prigionieri (consiglieri UDEUR, ex consiglieri di centro destra) e che invece lo hanno catturato. In definitiva invece di parlare di una paradossale vittoria politica, sarebbe opportuno parlare di crisi della maggioranza di sinistra - centro, la quale è vittima di un peccato originale figlio di una alleanza innaturale che mostra sempre più i suoi limiti e le profonde divisioni»

10/11/2006 9.03