«Cantagallo continua a scappare davanti alle nostre domande»

Alessandro Biancardi

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«Cantagallo continua a scappare davanti alle nostre domande»
MONTESILVANO. Solo qualche giorno fa il sindaco Enzo Cantagallo aveva denunciato la minoranza per alcuni volantini che avrebbero «leso l'immagine dell'intero Comune». Le forze di minoranza, dopo essersi difese, sono ripartite al contrattacco e stampato nuovi manifesti: «Rischio regime in città. Il sindaco denuncia l'opposizione». «Perché a Cantagallo non piacciono i presidi della legalità?». La raccolta di firme (arrivate a quota 3.000) intanto va avanti.
La casa delle Libertà sembra oggi unita e compatta più che mai: dopo l'inchiesta giudiziaria che ha colpito la giunta Cantagallo, sta cavalcando la lunga onda che giorno dopo giorno rischia di erodere palazzo di città, e si muove briosa e combattiva tra «pettegolezzi e false accuse» (come aveva detto il sindaco), inchieste della magistratura e rimpastoni di giunta che non convincono.
Se lunedì in consiglio comunale straordinario il sindaco aveva tentato di ristabilire la calma, la minoranza oggi torna all'attacco: «non ha dato le risposte che avevamo chiesto, è scappato per l'ennesima volta».
«Ad un certo punto», ha spiegato Oscaro Biferi dell'Udc «nel corso del consiglio il sindaco e la sua maggioranza ha rivolto alla minoranza gravi e gratuite accuse, solo per eludere le domande all'ordine del giorno».
Tra gli interventi c'erano infatti le interrogazioni sulle spese pazze del Comune (De Vincentiis –FI), sul futuro del settore urbanistica e sui rapporti tesi tra amministrazione e dipendenti comunali (Cozzi Udc).

«IL SINDACO ALLO SBANDO, NOI PIU' COMPATTI CHE MAI»

«Il sindaco non ci ha spiegato niente», interviene Ernesto De Vincentiis, «ma si è limitato unicamente al lungo elenco delle opere svolte. Ad un certo punto gli accusati siamo stati noi, si è detto di tutto tranne quello che avevamo chiesto».
Il centro destra aveva chiesto al sindaco di essere messo a conoscenza sull'atteggiamento dell'amministrazione dopo l'inchiesta giudiziaria, «se ci sarà un rinnovamento della giunta, come ci si augura all'interno della stessa maggioranza. Volevamo e vogliamo ancora sapere», continua De Vincentiis, «cosa dobbiamo aspettarci per i settori urbanistica e lavori pubblici e se vedremo finalmente una riduzione delle spese folli e inaccettabili (700 mila euro solo per le consulenze), a fronte anche di una finanziaria che prevede nuovi tagli».

«IL COMUNE UTILIZZATO COME UN UFFICIO PUBBLICO»

Valter Cozzi (Udc) sottolinea invece la «caduta di stile» di Cantagallo e la sua «mancanza di rispetto» delle istituzioni: «ha addirittura detto che la minoranza sta usando la magistratura per fini politici. E' un'accusa grave di cui il primo cittadino dovrà rendere conto e che dimostra per l'ennesima volta la sua inadeguatezza per questo ruolo».
Cozzi ha poi ribadito le mosse «privatistiche» dell'amministrazione che «poco pensa al bene comune»: «siamo di fronte ad un Comune che viene utilizzato come un ufficio privato».

«NON SIAMO SCIACALLI»

Pasquale Cordoma (An) rimanda invece al mittente le accuse di sciacallaggio: «non c'è stata mai nessuna iniziativa al di là della politica. Non abbiamo mai fatto riferimento a vicende giudiziarie, né tirato in ballo l' ufficio urbanistica o la Deborah Ferrigno e i loro sequestri di documenti in blocco. Noi siamo semplicemente scesi in piazza e continuiamo a farlo per raccogliere il dissenso della gente».
E domenica mattina arriverà a Montesilvano anche Gianfranco Fini in piazza del Comune alle 10. «La sua visita non è casuale», ha ribadito Cordoma, «gli abbiamo chiesto con forza di intervenite per far capire ai cittadini che la casa delle Libertà c'è ed è forte più che mai».

«MONTESILVANO COME PESCARA, CANTAGALLO COME D'ALFONSO»

Pescara e Montesilvano legate dallo stesso filo conduttore, dallo stesso modo di organizzare il sistema gestionale e di tirarsi indietro al momento opportuno.
A fare il paragone tra le due realtà ci ha pensato il senatore di Forza Italia Andrea Pastore presente alla conferenza stampa di questa mattina e chiamato per portare avanti la lunga battaglia di questi giorni.
«Quello che sta accadendo oggi a Montesilvano», ha detto Pastore, «è esattamente quello che abbiamo visto accadere a Pescara».
Tutti e due i Comuni sono stati oggetto di inchieste giudiziarie, il capoluogo adriatico per la gestione degli appalti del verde pubblico e Montesilvano per il settore urbanistica. In tutti e due i casi i sindaci si sarebbero tirati indietro addebitando responsabilità a dirigenti e assessori del ramo incriminato.
«I due sindaci», ha continuato Pastore, «non si sono mai assunti la responsabilità oggettiva derivante dal loro ruolo. E' il sindaco che scegli dirigenti e assessori, la responsabilità politica e istituzionale è la loro. Così ha fatto D'Alfonso e così sta facendo anche Cantagallo».

IL RIMPASTO IN VISTA

Novità a Palazzo? Sembra che ce ne saranno al più presto e quella che fa più parlare in queste ore è il ritorno di Rifondazione Comunista in Giunta.
Il partito, infatti, con il suo rappresentante Cristian Odoardi, era passato fin dall'inizio dell'era Cantagallo all'opposizione. Ma adesso sembra che il rappresentante non sappia resistere all'allettante proposta di un assessorato. Per il momento indiscrezioni. Eppure già al consiglio straordinario di lunedì qualcuno aveva subodorato un ritorno a casa di Odoardi, dopo che il consigliere aveva scelto di risedersi al lato sinistro dell'assise e non nei banchi dell'ultima fila di destra riservati all'opposizione dove era solito accomodarsi.

ODOARDI SMENTISCE

«Non esiste, e non è mai esistito nessun incontro nè con la mia persona nè con il partito per entrare nell'attuale maggioranza che governa la città di Montesilvano», ha precisato oggi Cristian Odoardi, «alla stessa maniera non ho mai bussato ad alcuna porta per ottenere qualcosa da questa maggioranza e pertanto non comprendo come possa essere venuta in mente tale bislacca idea di ingresso in questa giunta, ipotesi che non è assolutamente praticabile. Altresì credo che il sindaco abbia già troppi problemi per accontentare tutti quelli della sua maggioranza che giornalmente chiedono poltrone. Rassicuro comunque il primo cittadino, la maggioranza e con loro tutta la città che la mia opera di vigilanza degli atti di questa amministrazione sarà sempre allo stato di massima allerta e non farò sconti a nessuno».

Alessandra Lotti 27/10/2006 15.46