Teramo e la Cina da oggi più vicini per l’integrazione e lo sviluppo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1049

TERAMO. Politiche per l’integrazione sociale, scambi culturali e commerciali, reciproche opportunità d’impresa. Questi i contenuti delle relazioni istituzionali avviate con l’Associazione generale di commercio Italo – Cinese dell’Abruzzo, nell’anno dell’Italia in Cina.
Nella provincia di Terao, la comunità cinese si colloca, per presenze regolari, al terzo posto dopo quella albanese e balcanica. Diversamente da quanto accade per altri gruppi di immigrati, la caratteristica peculiare delle comunità di cinesi, è la capacità di creare e gestire imprese in una rete dove è molto forte il senso di identità. Rimangono aperte le problematiche legate alla lingua, in pochi parlano l'italiano, e all'integrazione sociale.
In virtù di queste considerazioni, l' Assessorato alle politiche sociali e quello alle Attività Produttive hanno avviato rapporti di collaborazione con l'Associazione Italo-Cinese dell'Abruzzo che proprio di recente ha aperto uno sportello ad Alba Adriatica.
Il suo presidente, Liu Weijung, ha partecipato alla conferenza stampa indetta dagli assessori Orazio Di Marcello e Mauro Sacco e che si è svolta questa mattina presso l'ente.
«Stiamo preparando una guida alla legislazione italiana e ai servizi in lingua cinese – ha annunciato l'assessore alle politiche sociali, Sacco – e rafforzeremo i servizi di mediazione culturale, soprattutto nelle scuole. Da una parte vogliamo contribuire a far superare le diffidenze nei confronti della comunità cinese e dall'altra offrire strumenti di conoscenza a questo popolo così diverso da noi affinchè possa integrarsi meglio nella comunità teramana».
Per l'assessore alle attività produttive, Orazio Di Marcello, la Cina può rappresentare una «grande opportunità» per le imprese teramane.
«Costituiremo un gruppo di lavoro all'interno dell'ente – ha spiegato - sarà un'interfaccia fra l'Associazione cinese e le associazioni di categoria locali per favorire scambi commerciali e relazioni imprenditoriali».
«La nostra associazione rappresenta una via diretta e privilegiata per avviare rapporti con la Cina – ha affermato Liu Weijung - ; fra qualche settimana porteremo una delegazione della Confindustria di Ascoli Piceno nel mio Paese. Mi auguro che questo possa accadere presto anche con i rappresentanti imprenditoriali teramanai».
La Provincia, di recente, ha istituito la figura del consigliere per gli immigrati. Una volta esperite le formalità attinenti alla indizione dell'elezione e alle modalità di votazione, le comunità straniere saranno chiamate ad eleggere il proprio rappresentante in seno al Consiglio Provinciale.

LA COMUNITÀ CINESE IN PROVINCIA DI TERAMO – DATI ELL'OSSERVATORIO PROVINCIALE IMMIGRATI

L'immigrazione cinese in Abruzzo è un fenomeno piuttosto recente. I primi insediamenti nella provincia teramana si registrano all'inizio degli anni '90 con un aumento esponenziale negli ultimi tempi. Si è passati da 294 cinesi residenti nel 2000 agli attuali 1.551 (854 uomini e 697 donne).
Quella cinese è la terza comunità geo-culturale più importante dopo quella albanese e quella balcanica ma vanta il trend di crescita più alto. Il Comune con il maggior numero di cinesi residenti è Alba Adriatica (288) seguito da Martinsicuro (218). Singolare il caso di Campli, comune in cui il rapporto fra residenti e cinesi è il più alto della provincia: il 3%.
I dati sono riferiti ai cinesi regolarizzati. I numeri sono destinati a salire – circa 3000 – se si considerano anche quelli che hanno il permesso di soggiorno temporaneo. Le aree di maggior insediamento, comunque, sono quelle della Val Vibrata, dove gli immigrati cinesi hanno avviato attività manufatturiere.
Quelli iscritti nei Centri per l'Impiego sono solo 42, in quanto per la maggior parte trovan o impiego in aziende di connazionali. Caratteristica tipica dei cinesi, infatti, è la capacità imprenditoriale. Le aziende rivestono una funzione di polo aggregativo, offrono lavoro e rafforzano il sentimento di identità offrendo aiuto, assistenza e solidarietà.
I problemi di integrazione sono riconducibili alla distanza dei modelli culturali e sociali rispetto a quelli italiani, alla sostanziale diversità rispetto all'organizzazione familiare e lavorativa, alla lingua. Nei laboratori manufatturieri si registrano spesso situazioni di irregolarità (tempi di lavoro, mancanza di contratti, luoghi insalubri) e la comunità cinese risulta avere una scarsa visibilità sociale in quanto, proprio per il marcato senso di identità, tende a frequentare solo connazionali.
26/10/2006 17.12