Il sindaco si difende: «Bugie e illazioni per affossare il mio mandato»

Alessandro Biancardi

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SCOPPITO (AQ). E' crisi aperta al Comune di Scoppito dopo le dimissioni dei consiglieri di maggioranza, Fabio Del Pinto, Cesare Ciancarella e Pietro Volpe, e il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. E le polemiche non mancano.
«Continuiamo a sentire menzogne e falsità», si ribella il sindaco Franco Renzetti, «ed è quindi bene chiarire che gli ex assessori, facendo parte della giunta comunale, hanno controfirmato e, quindi, verbalizzato, senza fare mai obiezioni, tutte le proposte di delibera. A questo punto sorge il dubbio che non si siano nemmeno resi conto di quello che firmavano, pur condividendo in pieno le scelte dell'amministrazione ed assumendosene le responsabilità».
«Il mandato popolare», continua Renzetti, «dura 5 anni e la legge dovrebbe tutelarlo: non è possibile pensare che alcuni consiglieri di maggioranza, invece che nelle sedi opportune, possano decidere in una sola notte, di sciogliere gli organi democraticamente eletti. Una scelta responsabile sarebbe stata la dimissione per la surroga dei consiglieri ma, invece, i 3 di maggioranza, hanno voluto abbreviare il mandato popolare del sindaco, decidendo per tutti i cittadini».
Secondo il primo cittadino «in modo pretestuoso» i dimissionari hanno scambiato il loro gesto «sconsiderato per un gesto di responsabilità evocando un debito fuori bilancio di € 180.000 dovuto ad opere pubbliche urgenti, la cui programmazione non poteva essere prevista».
I tagli proposti dai consiglieri dimissionari di maggioranza, secondo il sindaco «si sono rivelati anch'essi pretestuosi in quanto la consulenza in materia di urbanistica è stata prontamente riaffilata, perché ritenuta indispensabile all'accrescimento delle entrate comunali, mentre il costo del giornalino comunale era ampiamente coperto dalle entrate pubblicitarie».
«Speriamo che questa esperienza, abbia fatto pulizia all'interno della mia coalizione», chiude il primo cittadino, «in quanto la convivenza con persone che non hanno il comune senso della lealtà, è difficile per chi ha fatto dell'onestà e della dignità la propria bandiera».
25/10/2006 13.14