Alfonso D’Alfonso, vice direttore della Sangritana: è polemica

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Del Turco stravince alle elezioni regionali ed in maniera severa applica la contestata legge dello spoil system. Più volte vi sono stati onerosi ricorsi e pronunce della Cassazione. La giunta regionale di centrosinistra ha continuato dritto per la sua strada applicando “l’epurazione legale” per posizionare persone di fiducia (sarebbe meglio sceglierle in base alla competenza professionale) per «poter governare la regione».
ABRUZZO. Del Turco stravince alle elezioni regionali ed in maniera severa applica la contestata legge dello spoil system. Più volte vi sono stati onerosi ricorsi e pronunce della Cassazione.
La giunta regionale di centrosinistra ha continuato dritto per la sua strada applicando “l'epurazione legale” per posizionare persone di fiducia (sarebbe meglio sceglierle in base alla competenza professionale) per «poter governare la regione».
Dunque, che senso ha togliere una persona che si reputa di “poca fiducia” per poi sistemarla comunque in un posto direttivo molto importante?
In effetti nessuno.
Ma le cose cambierebbero moltissimo se nel frattempo l'epurato ha cambiato bandiera e partito saltando il fosso e la barricata e passando dal vecchio e sconfitto centrodestra al centrosinistra acchiappatutto.
Ecco perché è imminente la nomina, ormai data per certa, di Alfonso D'Alfonso, ex presidente dell'Arpa, a vice direttore generale delle Ferrovie Sangritane di Lanciano.
Finora nessuna spiegazione è arrivata dalla giunta.
Sta di fatto che al momento D'Alfonso starebbe nelle file dell'Udeur, ma per tornare in sella (sulla poltrona) avrebbe già stretto patti con la Margherita, tanto potente all'interno della coalizione e ottimo lasciapassare.
Le contestazioni arrivano dall'Udc.
L'onorevole Rodolfo De Laurentiis (Udc) scrive persino all'assessore ai trasporti Tommaso Ginoble.
«Sinceramente ci sfuggono i motivi di tale repentina ricollocazione dell'ex amministratore della più grande azienda regionale di trasporto pubblico», scrive De Laurentiis a Ginoble, «vittima delle iniziative intraprese dalla Giunta Regionale d'Abruzzo di centro sinistra, allorché, con il prematuro ricambio, non condivisibile sul piano del metodo, degli amministratori delle aziende pubbliche, ha inteso inserire persone di propria fiducia e meglio rispondenti ai suoi orientamenti strategici. Io credo che l'efficacia dell'azione di rilancio e sviluppo delle aziende pubbliche di trasporto, che attraversano momenti di grande trasformazione e di incertezza sul futuro, si misura anche e soprattutto con dirigenti d'azienda dotati di spiccate e riconosciute qualità professionali, necessarie per governare i complessi fenomeni di dinamica gestionale, non surrogabili e quindi banalizzabili con personaggi inseriti organicamente nei partiti e nella politica attiva, e per niente affatto dotati di tali irrinunciabili caratteristiche manageriali e professionali. Naturalmente noi vogliamo credere che tali ipotesi siano infondate e fantasiose e che le scelte vere del governo regionale siano improntate a spiccati criteri di professionalità e competenza nel senso sopra indicato».

Poi arriva Mario Amicone (Udc) che su questi temi è sempre ferratissimi e affilatissimo.
«Alfonso D'Alfonso? Come Quarta, peggio di Quarta», sentenzia, «almeno a questo va riconosciuta la coerenza politica. Quarta dentro la struttura regionale e D'Alfonso nelle Aziende regionali rappresentano, dopo il fotografo ed il vignettista, il biglietto da visita della Giunta Del Turco che ha puntato tutto, si fa per dire, sulle professionalità contro le indicazioni politiche, infatti per tutti e due si è violata ogni forma di decenza per quanto riguarda la correttezza amministrativa (non hanno i requisiti personali per essere Dirigenti) e la corretta gestione in ordine alle necessità obiettive, non solo personali, di ricoprire incarichi e ruoli di primo piano».
«L'ex Presidente dell'Arpa, infatti», continua Amicone, «nominato dal centrodestra, riciclatosi per il momento nell'Udeur ed in odore di Margherita, sta per essere assunto quale vice Direttore Generale della Sangritana SPA, società a totale capitale regionale a cui va riconosciuta la palma di Azienda più spericolata in iniziative clientelari che valicano abbondantemente i confini della legittimità e della laicità».
Amicone rimprovera con apposita interrogazione il Presidente Del Turco che pur di assicurare un posto di lavoro a disoccupati eccellenti riesce, «oltre ad adeguare la normativa allo “status” del beneficiario (caso Quarta), anche a confondere i requisiti politici necessari per fare il Presidente, con i requisiti professionali indispensabili per fare il Dirigente (caso D'Alfonso)».

24/10/2006 19.48