Ortona: «Il sindaco vuole l’hotel a 5 stelle sul rigassificatore»

Alessandro Biancardi

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Ortona: «Il sindaco vuole l’hotel a 5 stelle sul rigassificatore»
ORTONA. Almeno, da quando il centrodestra che amministra la cittadina ha deciso di spalleggiare l’imprenditore della pasta, si parla di Ortona, di solito piuttosto dimenticata da grandi avvenimenti o dalla politica regionale. E si sa, in tempi di elezioni (in città ci si prepara per le prossime comunali) fa molto comodo un po’ di popolarità.
Al curioso metodo del marketing territoriale però si accosta anche una certa «incongruenza» sulle linee di sviluppo del territorio proprio da parte della amministrazione comunale.
E' quanto sostengono gli appartenenti al Coordinamento per la difesa della costa teatina che da mesi si battono per la salvaguardia del litorale: si oppongono alla nuova strada Postilli-Ricco e alla speculazione edilizia sugli scorci ancora incontaminati.
Il problema sarebbe, secondo gli ambientalisti, che l'amministrazione comunale, presieduta dal sindaco Nicola Fratino (Fi), starebbe promettendo da anni uno sviluppo industriale probabilmente incompatibile con quello turistico.
«Ortona evidentemente è città “di multiforme ingegno”», spiega Fabrizia Arduini del coordinamento, «ad agosto, Ortona doveva diventare il polo energetico del Centro Italia, per il nostro sindaco e vicesindaco, con tanto di fiore all'occhiello: il rigassificatore in mare. Proseguendo con l'estrazione petrolifera in terra ed in mare, con la realizzazione del centro oli, con il deposito costiero più importante del centro adriatico. Infine con il completamento della diga foranea, il porto di Ortona sarà crocevia di navi commerciali di grandi dimensioni comprese le petroliere, con conseguente via vai massiccio di traffico pesante sulle nostre strade. Ad ottobre Ortona diventa ambita meta di turisti a cinque stelle -una Portofino abruzzese. Poi si cita D'Annunzio, e si mette su di un piatto d'argento quello che di bello è rimasto al magnate della pasta, facendoci tornare in un sol balzo ai tempi dei Vice Re, dove le terre con tutti i suoi abitanti venivano barattate, regalate, scambiate».
«Se due più due fanno 4, l'idea di sviluppo allora è questa», continua Arduini, «la suit imperiale dell'Hotel guarderà il rigassificatore, si farà il bagno nelle acque oleose del polo energetico del centro Italia; si prenderà l'aperitivo con qualche famoso camorrista- i grandi porti commerciali portano anche questo- vedi Napoli o Brindisi, si mangeranno prodotti tipici con vago sapore di petrolio. Siamo esterrefatti da tanta superficialità, non possiamo guardare impotenti questa svendita al miglior offerente delle nostre terre, nel nome di uno sviluppo che è l'antitesi dello stesso».


25/10/2006 9.15