Spoil system, Asl Pescara "graziata", Asl Chieti "affossata"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Perché Angelo Cordone, manager dell'Asl di Pescara, non è stato «falciato dallo spoil system»? La sua era una delle teste che per prima era stata indicata a cadere dopo l'elezione del presidente Del Turco, ma a tutt'oggi, Cordone è al suo posto. Come mai? Se lo chiede Roberto Basti della Fiamma Tricolore che ha inviato un esposto alla Procura di Chieti per chiedere che venga fatta luce sulla vicenda. TUTTA LA STORIA DELL'ASL DI CHIETI

PESCARA. Perché Angelo Cordone, manager dell'Asl di Pescara, non è stato «falciato dallo spoil system»? La sua era una delle teste che per prima era stata indicata a cadere dopo l'elezione del presidente Del Turco, ma a tutt'oggi, Cordone è al suo posto.
Come mai? Se lo chiede Roberto Basti della Fiamma Tricolore che ha inviato un esposto alla Procura di Chieti per chiedere che venga fatta luce sulla vicenda.

TUTTA LA STORIA DELL'ASL DI CHIETI


 E' andata peggio a Rodolfo Rispoli, direttore generale dell'Asl di Chieti, dopo l'avvento al potere del centrosinistra in Regione, è stato, nonostante le sentenze a lui favorevoli, accantonato in un angolo dell'azienda sanitaria.
«Angelo Cordone», scrive Basti, «è riuscito a sfuggire allo spoil system benché abbia subito gli attacchi di quanti volevano sostituirlo per dare un taglio netto con la classe dirigente. La sua permanenza ai vertici dell'azienda è stata sponsorizzata finanche dai Ds che hanno ribadito la loro fiducia in lui per voce del Segretario Provinciale di Pescara del partito. Il partito si è giustificato dicendo di essersi limitato a portare avanti con coerenza lo spoil system».
«Forse è stato meglio così», hanno detto i Ds sulla permanenza di Cordone alla dirigenza Asl pescarese, «in questo modo abbiamo evitato avventure da una parte e possibili conflitti giurisdizionali dall'altra».
«Implicito, ma molto chiaro, l'intento dei governanti pescaresi», commenta Basti, «di non creare nell'Azienda Sanitaria di Pescara una situazione negativa simile a quella esistente nella Asl di Chieti che al momento stupisce e scandalizza per la sua inefficienza. Inoltre», continua Basti, «la situazione interna all'Azienda Sanitaria teatina è molto ambigua e delicata, poiché, a seguito delle sentenze favorevoli a Rodolfo Rispoli che, in forza di queste, dovrebbe essere reintegrato al suo posto con pieni poteri, tutti gli atti dell'ente firmati dalla nuova manager Capocasa, sono annullabili, in quanto per legge non ha alcuna legittimazione a ricoprire la carica di Direttrice Generale dell'Azienda».

«LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA»

«I casi di Rodolfo Rispoli e di Angelo Cordone», scrive ancora Basti nell'esposto, «rappresentano le tipiche due facce della medesima medaglia con due pesi e due misure.Mentre Rispoli, legittimato dai giudici ad essere reintegrato a pieno titolo nel suo ruolo è costretto ad attendere la fine del suo mandato, passeggiando lungo il corridoio degli uffici direzionali della Asl di Chieti, Cordone può tranquillamente attendere la scadenza del contratto di lavoro ed essere finanche riconfermato per un altro mandato».

23/10/2006 9.41