Acqua Commissione d’inchiesta: tutti la vogliono dopo la bocciatura

Alessandro Biancardi

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Acqua Commissione d’inchiesta: tutti la vogliono dopo la bocciatura
ABRUZZO. Il dibattito sul riassetto del sistema idrico in Abruzzo si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Dopo il consiglio regionale dei buoni propositi è scoppiato il caso della commissione di inchiesta bocciata per «cavilli burocratici». Sono volate accuse (soprattutto da parte di An). Oggi risponde il presidente del Consiglio Marino Roselli. Interviene inoltre ancora Giorgio D’Ambrosio (presidente dell’Ato pescarese) che si dice favorevole alla commissione.
COMMISIONE. «REGIONE NON COMPETENTE»

«Ho letto con attenzione», ha detto Roselli, «le dichiarazioni di alcuni colleghi Consiglieri Regionali. E' singolare che chi chiede, giustamente, il rispetto delle regole, ne ignori, spero non per fini politici, il contenuto. Infatti la decisione dell'Ufficio di Presidenza è stata assunta in applicazione “letterale” e scrupolosa del disposto dell'articolo 105 comma quarto del regolamento del Consiglio, il quale espressamente detta : “ Quando da 1/3 dei consiglieri assegnati alla Regione sia fatta motivata richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, il Consiglio vi provvede entro un mese dalla richiesta sempre che l'Ufficio di Presidenza abbia riscontrato che la materia è di competenza della Regione.”
Nel caso di specie», spiega Roselli, «tredici Consiglieri Regionali hanno richiesto la istituzione di una commissione di inchiesta sulla attività amministrativa espletata negli ultimi anni dall'Ambito Territoriale Ottimale n.4 di Pescara e dalle società di gestione collegate. L'ATO è, come noto anche ai colleghi richiedenti, un consorzio di Comuni, semplicemente istituito con Legge Regionale, e solo ai Comuni consorziati spetta il diritto dovere di eleggerne gli organi amministrativi. Gli stessi Comuni consorziati hanno poi il diritto di vigilare sulla attività di questi organi ed esprimono il loro giudizio di merito, tra gli altri, anche in sede di approvazione del Bilancio annuale.
In nessuna di queste fasi la Legge riconosce alla Regione un ruolo attivo, ne' tanto meno la Regione partecipa nessun Ambito territoriale ottimale.
Considerazioni analoghe riguardano le società di gestione collegate, società per azioni di diritto privato, disciplinate dal Codice Civile, ed il cui capitale non è sottoscritto neanche in minima parte dalla Regione Abruzzo.
Per queste semplici ed intuitive ragioni, che qualcuno ha voluto, bontà sua, definire risibili, l'Ufficio di Presidenza, lungi dall'esprimere un non regolamentare giudizio di opportunità politica, ha ritenuto a maggioranza dei suoi componenti, in mera applicazione dell'articolo 105, che la materia così come precisata nella richiesta, non fosse di competenza regionale».

«LA COMMISSIONE COSTA»

Quanto, invece, alla pretesa lesione che questa decisione avrebbe causato alla funzione di vigilanza e controllo della minoranza consiliare ed alla reiterazione della richiesta di istituzione della commissione Roselli ricorda l'articolo 105 del regolamento « Il Consiglio può deliberare, a norma dell'art. 27 dello Statuto, inchieste su materie di competenza regionale. A tal fine ciascun consigliere può presentare una proposta d'inchiesta, redatta in articoli, che è sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale».
«Questo significa», spiega il presidente del Consiglio regionale, «al di là di ogni demagogica strumentalizzazione, che ognuno dei miei colleghi ha il diritto, con le modalità previste dal regolamento, di presentare la richiesta di istituzione di una commissione di indagine in Consiglio Regionale; sulla richiesta si esprime l'Aula nella sua collegialità.
Mi permetto, prima di concludere, una precisazione, a titolo personale, sulla opportunità politica della istituzione di una commissione di indagine ulteriore rispetto a quelle consiliari gia' operanti.
Durante il dibattito consiliare sul sistema idrico integrato mi è sembrato generale il convincimento di tutte le forze politiche sulla necessità di ridurre al solo necessario il così detto “costo della politica”; sottolineo a tutti i miei colleghi, per opportuna informazione, che la istituzione di una ulteriore commissione comporta, per sole indennità di funzione a Presidente, Vice Presidente e Segretario, un costo aggiuntivo di circa tremila euro al mese.
Forse è il caso di verificare se le finalità di vigilanza che si vogliono esercitare non possano essere perseguite con strumenti gia' disponibili in Consiglio e meno dispendiosi per la collettività».

GIORGIO D'AMBROSIO:«FACCIAMOLA QUESTA COMMISSIONE»

Il Presidente dell'ATO 4 Pescara, Giorgio D'Ambrosio, si dichiara favorevole, anzi auspica l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta Regionale sui problemi relativi al Servizio Idrico Integrato.
D'Ambrosio dichiara: «Non sono a conoscenza dei motivi che hanno dato luogo al diniego per l'istituzione di una commissione d'inchiesta regionale sul problema Acqua, ma ritengo, alla luce del lavoro che la Regione Abruzzo sta svolgendo per la ristrutturazione del Servizio Idrico Integrato, che se vi siano dubbi, nell'amministrazione, nel controllo o nella gestione del servizio idrico integrato,è giusto che la Regione svolga tutti i controlli e le verifiche del caso, anche attraverso l'istituzione di un'apposita commissione d'indagine. L'ATO Pescara perciò, è favorevole all'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'attività delle ATO e sulle attività degli Enti di Gestione ad esso collegati. L'ATO PESCARA non ha nulla da temere, anzi ha tutto l'interesse affinché sia fatta chiarezza su argomenti importanti che per il momento sono oggetto soltanto di speculazione politica».

«CONFUSIONI ED ERRORI»

«Con l'occasione si ritiene importante che i soggetti che intervengano sull'argomento abbiano ben chiaro che l'Ente d'Ambito (ATO) e il soggetto gestore, sono organismi distinti che svolgono funzioni diverse. L'ATO ha funzioni di programmazione,controllo e progettazione, il secondo (ACA) ha compiti gestionali..
Si continua, forse volutamente, a far confusione tra i due Enti e, non a caso, questo errore è commesso sempre da esponenti politici che, presi dall'esigenza di intervenire per trovare visibilità, intendono creare confusione oppure, cosa ancora più grave, non si documentano sull'argomento di cui parlano. L'ACQUA è un settore tanto importante quanto complicato. Il parlare senza sapere e soprattutto senza essere documentati, crea solo danni e false illusioni.
Per quanto riguarda l'attuale tariffa dell'Ambito Pescarese, ribadendo che la stessa è la più bassa della Regione e 14°tariffa più economica (su 92 esaminate) su base nazionale, occorre precisare che l'Assemblea dei Sindaci si è più volte espressa sulla questione e che la tariffa per l'anno 2006 è stata deliberata sin dal 2002, anno di approvazione del Piano d'Ambito. Tuttavia poiché l'Assemblea dei Sindaci è sovrana sull'argomento, eventuali problemi interpretativi, possono essere risolti nella prossima seduta assembleare.
Mi corre l'obbligo di precisare, infine, che L'ATO di Pescara non ha 50 dipendenti, come falsamente riportato sui quotidiani, ma solo 12, di cui 3 part-time, che provvedono alla gestione ed amministrazione di 64 comuni per un totale di 440.000 abitanti.
Il lavoro fin ora svolto dall'ATO Pescarese è apprezzato e conosciuto da tutti, sia a livello Regionale che Nazionale.
L'organizzazione e il funzionamento dello stesso è sempre stato stimato ed elogiato da tutti i Sindaci dell'Ambito Territoriale Ottimale nonché dalle altre Autorità d'Ambito che in alcuni casi hanno preso l'ATO PESCARESE a modello di riferimento».


FAVOREVOLE ANCHE IDV

«Non ci sono motivi per negare l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla gestione dell'acqua. Una coalizione che vuole portare avanti una politica riformatrice non ha nulla da nascondere». Lo ha dichiarato il Coordinatore regionale e Consigliere regionale dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli preannunciando per sabato mattina una riunione dell'esecutivo regionale del partito, che discuterà un progetto di legge di riforma del settore, che vuole mettere da parte le strumentalizzazioni, a cui si sta assistendo in queste settimane, e offrire un contributo concreto alla necessità urgente di un riordino di un servizio pubblico vitale. “I cittadini hanno diritto di sapere e la Regione ha il dovere per legge di controllare le prestazioni dei gestori, ce lo impone l'art. 11, comma 4 della L.R. n° 2/97. Non riusciamo però a comprendere per quale motivo l'inchiesta deve riguardare solo l'ATO di Pescara e non ampliarla alla verifica del rispetto delle regole anche negli altri enti gestori del servizio idrico. Non riusciamo a comprendere dove stava la precedente maggioranza del governo di centro-destra quando questi controlli, dovuti per legge, per cinque anni non sono stati effettuati o effettuati male. Non riusciamo a comprendere la ridicolaggine di una risoluzione simile del centro-destra e del centro-sinistra che chiede alla Giunta l'immediata attivazione di un Osservatorio Regionale sui servizi pubblici quando l'istituzione di questo utile organismo è subordinato per legge alla adozione di un regolamento, che è di competenza del Consiglio Regionale. Non vorremmo, quindi, guardando ad alcuni inciuci per il rinnovo dei c.d.a. degli enti gestori, trovarci di fronte all'ennesimo tentativo di distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica da una reale volontà di cambiare le cose».

UN INCONTRO OGGI A RIPA TEATINA

“Alla scoperta dell'acqua”: è questo il titolo di una tavola rotonda che si aprirà questo pomeriggio alle ore 17.00 presso la Sala Polivalente comunale di via N. Marcone, organizzato dall'amministrazione comunale e dalla sezione teatina del WWF.
A dibattere su un tema capitale per i cittadini e a mettere in evidenza i rischi che si corrono in una gestione che non sia capace di valorizzare il risparmio e il corretto utilizzo della risorsa-acqua, saranno il sindaco di Ripa Teatina, Mauro Petrucci, l'on. Carlo Costantini, l'assessore regionale all'Ambiente, Franco Caramanico, e il presidente del WWF di Chieti, Marco Terrei. Il materiale del dibattito sarà fornito da Andrea Natale e Riccardo Mancinone, esperti del settore.
«In un momento in cui si accumulano diverse polemiche in merito alla gestione dell'acqua – ha dichiarato il sindaco, Mauro Petrucci – è fondamentale confrontarsi sul senso stesso del nostro utilizzo della risorsa idrica, che la nostra società evoluta spreca in quantità inimmaginabili, creando squilibri inaccettabili. Il nostro momento di riflessione vuole toccare la coscienza e la sensibilità dei cittadini e contemporaneamente stimolare gli amministratori ad una corretta gestione, ispirata ai principi del bene comune».

21/10/2006 10.15