Fiamma:«Pescara2009, il più grande tentativo di speculazione d'Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il partito si dice contrario alla realizzazione dell'evento. «Non giova a nessuno», sostiene Cristiano Vignali, «se non a politici e grandi imprenditori»
Nonostante le lotte intestine, le pubbliche e reciproche accuse e le continue litigate, destra e sinistra si sono sempre dichiarate favorevoli allo svolgimento dei prossimi giochi del Mediterraneo in Abruzzo.
Anche nei momenti di crisi più acuta tutti hanno rimarcato l'importanza di ospitare i Giochi e se poltrone e posti di comando sono stati più volte presi di mira, nessuno ha mai pensato che sarebbe stato meglio rinunciare. Almeno fino ad ora.
Si è riusciti a convincere anche uno scettico presidente di Regione come Del Turco che disse che la manifestazione era inutile, che nessuno in Europa la conosceva e che sarebbe stata un inutile spreco di risorse finanziarie.
Oggi l'unica voce fuori dal coro è la Fiamma Tricolore che in queste ore afferma di essere «irriducibilmente contraria» alla realizzazione dell'evento a Pescara e Chieti.
Le ragioni?
Sono evidenti e le delinea Cristiano Vignali, portavoce della sezione giovanile del partito: «questo evento rappresenta soltanto una grande operazione speculativa che porterà soldi ad un ristretto numero di politici ed imprenditori. Non gioverà nella maniera più assoluta ai piccoli commercianti, che trascorsi i guadagni del periodo in cui si svolgerà l'evento, si troveranno con gli stessi problemi di prima».
Secondo Vignali non sono da sottovalutare nemmeno i disagi dei cittadini che «si vedranno scombussolare il ritmo di vita, poiché la nostra regione a tutt'oggi non ha le infrastrutture necessarie per ospitare un evento del genere».
Se questi Giochi si faranno o no, è ancora tutto da vedere.
La commissione internazionale si pronuncerà il prossimo 6 novembre e Vignali sottolinea «ormai si è ridotto tutto ad una questione essenzialmente politica ed economica. Il Governo ha fatto intendere che finché non ci sarà un Comitato Organizzatore completamente costituito da membri di suo gradimento non verrà stanziato un euro per l'organizzazione. Non è possibile programmare in questa situazione, ma nessuno vuole recedere dalla sua posizione, poiché ci sono interessi economici troppo grandi dietro allo sport».

19/10/2006 11.30