«Ad Orsogna i diritti della minoranza sono sistematicaemnte calpestati»

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. E' ormai scontro aperto tra la minoranza di cetrosinistra di Orsogna ed il centrodestra al governo del paese da circa due anni. Nell'utlimo consiglio lo scontro è stato duro e la minoranza ha deciso di abbandonare l'aula, così come farà in seguito se non si «cambierà la linea di comportamento adottata finora da sindaco e la sua maggioranza».
Le accusa più gravi sarebbero l'annullamento dei diritti dei consiglieri di minoranza le cui interrogazioni da anni non ricevono risposte.
«La minoranza da due anni riceve un trattamento grave, irrispettoso e direi anche offensivo», dicono i consiglieri Tommaso Valerio, Giovanni Del Greco, Antonio Desiderio, Nicola D'Alleva esponenti di Margherita, Ds, Rc e Rosa nel pugno, «le mancate risposte alla maggior parte delle numerose interrogazioni e le richieste inevase che noi con periodicità presentiamo costituiscono il mancato rispetto delle elementari regole della democrazia».
Per dare una idea del trattamento riservato i consiglieri ricordano alcune delle ultime interrogazioni presentate senza risposte: quella del 21 febbraio 2006 sulla frana che ha riguardato la strada dei mulini; quella del 29 maggio e 3 giugno sul problema dei rifiuti e nello specifico delle isole ecologiche; quella del 29 maggio sullo stato di degrado del cimitero comunale;
E poi ancora quelle sulla retta della mensa ed il trasporto scolastico.
«Per finire», continuano i consiglieri di centrosinistra, «come a mettere la ciliegina sulla torta, il 3 luglio di quest'anno quando sono pervenute 4 raccomandate con ricevuta di ritorno da parte del Comune di Orsogna. Sapete cosa contenevano? Contenevano altrettante risposte ad interrogazioni, l'unica cosa che le interrogazioni a cui si rispondeva erano dell'agosto del 2004, presentate in un contesto temporale e “storico” diverso dall'attuale».
« Noi pensiamo che questo comportamento oltre a indicare scarso senso civico sia un vero e proprio atto di arroganza politica nei nostri confronti», attacca la minoranza, «per vostra scelta», hanno detto nell'ultimo consiglio comunale, «non riconoscete all'assemblea nessun ruolo fuorché quello di ratificare decisioni già prese. Da oggi, e fino a quando non si ripristineranno le normali condizioni che la legge impone, e la coscienza consiglia, per far riconoscere i nostri diritti parteciperemo solo alle discussioni di argomenti nel Consiglio Comunale che riterremo rilevanti e/o che saranno prima concordate per lo sviluppo del territorio e negli interessi della cittadinanza intera. Chiediamo inoltre che tutte le cosiddette “commissioni informali” siano sostituite da commissioni vere, istituite secondo i regolamenti e le leggi vigenti, e il loro svolgimento deve rispettare tutto ciò che la legislazione in materia dice, prima di tutto con la redazione della relazione della seduta messa regolarmente agli atti e il successivo passaggio in Consiglio Comunale».

17/10/2006 15.37