«La maggioranza non c’è, Del Turco si dimetta»

Alessandro Biancardi

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L'QUILA. All'ordine del giorno della Prima commissione c'erano argomenti importantissimi per la regione: la programmazione comunitaria, il piano triennale dell'ambiente, i servizi idrici regionali.
Il presidente ha dovuto tuttavia rinviare i lavori per mancanza del numero legale.
«Ancora una volta – sottolinea Castiglione (An)– è mancato il numero legale in Prima Commissione e in Consiglio Regionale, a conferma di come il centrosinistra abruzzese non abbia il minimo senso di responsabilità. Erano in discussione, infatti, punti importantissimi per l'Abruzzo, come ma quest'evidenza non è stata sufficiente a portare in aula gli esponenti dell'unione. Grande assente, ancora una volta, Ottaviano Del Turco, la cui inconcludenza sta diventando imbarazzante. Ci è stato detto che si trova a Bruxelles con una ingombrante pletora di consiglieri e accompagnatori, praticamente mezzo consiglio regionale, da cui tornerà con i soliti proclami trionfali e con un pugno di mosche in mane. Cosa che non gli impedirà di rilanciare promesse e impegni sempre più stridenti rispetto all'assenza di risultati concreti.
Del Turco si arrenda, quando torna in Italia stacchi la spina e avvi la sua maggioranza a quella dolce morte che restituirebbe alla vita l'Abruzzo».

«Ormai è chiaro, il centro-sinistra ha un unico comun denominatore: la confusione, che sin dalle prime battute della legislatura regna sovrana», ha detto Fabrizio Di Stefano (An).
«La storia della giornata odierna è emblematica: la prima commissione è saltata per mancanza del numero legale e, per tutta risposta, la maggioranza non ha trovato altro da fare che convocare la conferenza dei capigruppo ad horas per chiedere di non effettuare il Consiglio Regionale straordinario per discutere del problema del riassetto del servizio idrico integrato. A ciò si aggiunge il mancato svolgimento della seduta ordinaria del Consiglio Regionale di ieri (con comunicazione, anche questa, inviata solo nella mattinata di martedì) per la contestuale presenza del Presidente del Senato a Pescara in occasione dei festeggiamenti di San Cetteo. Speriamo che la circostanza non rappresenti un precedente: altrimenti saremmo costretti a sospendere l'attività istituzionale per 305 giorni l'anno, in concomitanza con la ricorrenza dei Santi patroni di ogni comune d'Abruzzo, a cui – a giudicare da come vanno le cose – va aggiunta una giornata da dedicare esclusivamente a San Franco (Marini)».


AMICONE (UDC)

«Lo spettacolo indegno del Consiglio Regionale, gratis per i pochi spettatori, ma “salato” per le tasche dei cittadini abruzzesi registra oggi una nuova puntata senza scrupoli e senza orizzonti».
Lo ha detto oggi il Consigliere regionale e Presidente della Commissione di Vigilanza a margine dei lavori del Consiglio.
«Nonostante la “gabbia” della cabina di regia, nonostante le denunce di alcuni autorevoli esponenti della maggioranza per le continue assenze “ingiustificate” del Presidente Del Turco, di alcuni Assessori e di alcuni Consiglieri di maggioranza – ha proseguito Amicone – il Consiglio regionale continua a segnare drammaticamente il paso tra una richiesta di numero legale, una conferenza dei Capigruppo, l'illustrazione di qualche inutile risoluzione e alcune interrogazioni e interpellanze senza passare mai ad esaminare, discutere ed approvare gli argomenti che invece possono interessare i cittadini aspettando l'arrivo di qualche distratto consigliere che possa assicurare e certificare l'esistenza della maggioranza stessa. I continui rinvii ed aggiornamenti dei lavori del Consiglio per motivi spesso discutibili sono diventati ormai nauseanti e non più sopportabili lo è ancora di più – conclude Amicone – il tentativo odierno di rinviare persino il Consiglio straordinario per parlare della “questione acqua” perché oltre a rappresentare una grossa violazione allo Statuto, legittima il sospetto che non si voglia parlare dell'acqua, dei suoi costi e delle sue tariffe per non urtare la suscettibilità dell'invisibile, ma potente, partito dell'acqua con l'ennesima mortificazione della massima istituzione democratica e degli abruzzesi».

11/10/2006 13.24