«Il partito dell’acqua: rete politica alternativa a regole e controlli»

Alessandro Biancardi

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«Senza vergogna».
Così Alfredo Castiglione commenta le dichiarazioni sul “caro acqua”di Giorgio D'Ambrosio, esponente «di peso» di quello che il capogruppo regionale di An definisce «il partito trasversale dell'acqua».
Era inevitabile che dopo le parole del presidente dell'Ato infuriassero nuove polemiche in un clima già sufficientemente rovente.
Castiglione parla oggi di «nuovo sistema di potere legalizzato costruito con sconcertante spregiudicatezza sull'elargizione generosa di megaindennità, moltiplicazioni di poltrone sin troppo remunerate, consulenze clientelari e assunzioni spudoratamente familiari».
Sarebbe questo lo scenario dipinto da An «tutt'altro che edificante» che D'Ambrosio, chiamato «il ‘collezionista di incarichi'» avrebbe messo in piedi e difenderebbe.
«Si tratta di una vera rete politica alternativa alle regole e al controllo del sistema dei partiti, non al servizio del cittadino ma, al contrario, molto lontana e anzi insofferente rispetto ai problemi dei non affiliati, finalizzata ad alimentare potere personale da tradurre in consenso elettorale al momento del voto», ha spiegato il consigliere regionale.
«Il centrosinistra – osserva Castiglione - sembra sempre più un orto botanico, ma tra tante piante dai nomi rassicuranti, querce, ulivi, rose nel pugno, margherite, è cresciuta e si è rafforzata una pianta carnivora - il partito dell'acqua – che sta divorando con ingordigia tutto quanto gli capiti a tiro. Da parte nostra non possiamo che esprimere apprezzamento e solidarietà per i sindaci, anche di centrosinistra, che stanno uscendo allo scoperto, manifestando la loro distanza da un certo modo di amministrare, con arroganza e senza misura del limite, risorse che sono pubbliche (non dimentichiamolo!) e che per questo stanno ora subendo l'aggressione del deputato/presidente/sindaco».
Nell'immediato An tornerà a proporre un maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni, una più marcata distinzione tra ambiti e società di gestione e maggiori controlli.
«Alla maggioranza regionale», ha concluso Castiglione, «spetta il compito di dettare le linee guida sulla riorganizzazione del servizio idrico e il nostro auspicio è che l'interesse pubblico prevalga su quello delle bande che ormai da tempo stanno saccheggiando questa preziosa risorsa amministrandola come si trattasse di una personale riserva di caccia».

PAGANO: «TUTTO IL SISTEMA VA BONIFICATO»

«In assenza d'una radicale ristrutturazione degli Ato, di quello pescarese in particolare e delle modalità di affidamento e gestione del servizio idrico, ritengo che tutti i Comuni avrebbero fatto meglio ad apporsi all´aumento delle tariffe». Questo il parere di Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
«Se mai occorresse una conferma», aggiunge Pagano, «del fatto che tutto il sistema deve essere bonificato e riformato nelle norme e nelle regole, basta vedere cosa è successo in sede di votazione, allorché la maggioranza dei votanti, contraria agli aumenti, è stata battuta dalla minoranza, perché non è stato raggiunto il quorum. Ormai, come dico da tempo», conclude Pagano, il problema acqua va portato con urgenza assoluta all´attenzione del legislatore, nel segno della moralizzazione della gestione e della razionalizzazione della spesa».
10/10/2006 11.39

BRUNO EVANGELISTA CONSIGLIERE REGIONALE IDV

«La gestione delle acque deve restare nelle mani pubbliche come garanzia democratica di un bene essenziale nei riguardi di tutti i cittadini, altra cosa è riconsiderare l'attuale modello di gestione del sistema idrico integrato che ha fatto il suo tempo e prodotto sufficienti danni in termini di costi all'utenza e di inadeguatezza della rete di distribuzione, che perde più del 50% del quantitativo delle acque rispetto captazione. Non si comprende – continua Evangelista - quale ruolo debba ancora svolgere se non di aumentare i costi della politica la presenza di sei enti d'ambito nella nostra regione e di sei enti di gestione con relative presidenze e consigli di amministrazione. Continuando di questo passo, su una pratica ereditata dal precedente governo di centrodestra, vi può essere solo una sconfitta sonora e senza prospettive per la gestione delle acque. Infatti – commenta il capogruppo IdV - la media di Ato in Italia è all'incirca di uno ogni 500mila abitanti il che vorrebbe dire che in Abruzzo gli ambiti potrebbero essere al massimo due. A mio parere, comunque, l'Ato unica contiene in più la possibilità di una omologazione di comportamenti, tariffe e criteri gestionali, utili ad evitare disparità in aree diverse della regione che non avrebbero giustificazione. In prospettiva sarà poi utile che l'Ente di gestione ottenga una premialità legata alla riduzione del consumo dell'acqua in modo da spingere gli stessi gestori a migliorare o sostituire le condutture che oggi determinano una dispersione inammissibile della risorsa idrica».

10/10/2006 12.27

AN: «Commissione di inchiesta per la cattiva gestione dell'acqua »

CHIETI. IL gruppo consiliare di Alleanza nazionale al consiglio provinciale di Chieti ha chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta e la tariffa omogenea.
«Il Consiglio Provinciale di Chieti, sulla questione Acqua-Ato-Consorzi e Società di gestione», si legge nella proposta, «impegna il presidente Tommaso Coletti a sollecitare con le forme ritenute più opportune l'istituzione di una apposita commissione d'inchiesta «al fine di accertare eventuali responsabilità nella cattiva gestione dell'A.C.A. – A.T.O. 4 Chietino-Pescarese».
Inoltre si invita l'assessore Srour «a continuare l'attività di riordino del settore idrico e della complicata questione di rapporti tra i 6 Ato regionali e ciascuna delle 6 società di gestione», per arrivare ad una gestione integrata sull'intero territorio regionale e ad una tariffa omogenea regionale, ma «tenendo conto delle carenze dei servizi nelle zone interne e montane per arrivare a differenziare le tariffe così come avviene per altri servizi necessari quali l'energia elettrica e il gas per riscaldamento».

10/10/2006 14.30



LA POSIZIONE DELL'ATO