Montesilvano. L’offensiva della minoranza: «Cantagallo deve andarsene»

Alessandro Biancardi

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Montesilvano. L’offensiva della minoranza: «Cantagallo deve andarsene»
AGGIORNAMENTO (14.20) MONTESILVANO. Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udc compatte contro la Giunta comunale. Lunedì il consiglio comunale straordinario. Intanto a quello di oggi il sindaco non si fa vedere ma anche lui chiede il consiglio per chiarire. Il clima è tesissimo e la minoranza sembra ritornata a nuova vita dopo il torpore dei mesi scorsi.  
MONTESILVANO. Il sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo, ha ufficialmente chiesto al Presidente del Consiglio comunale Massimiliano Pavone la convocazione di una seduta straordinaria ad hoc del Consiglio comunale sull'inchiesta giudiziaria che, nelle ultime settimane, ha interessato la cittadina adriatica.
«La riunione dell'Assise civica – ha ribadito il sindaco Cantagallo –, in seduta pubblica, sarà l'occasione per spiegare con chiarezza quanto è sinora accaduto, puntualizzando, ad esempio, cosa è realmente oggetto di indagine da parte della Magistratura che, è bene ricordarlo, ha preso in esame l'attività amministrativa degli ultimi dieci anni. Ciascuna forza politica potrà dunque intervenire sul ‘caso' direttamente dinanzi ai cittadini, agli elettori, e, soprattutto, potremo scrivere la parola ‘fine' alle illazioni, alle strumentalizzazioni politiche e alle speculazioni che, mi spiace dirlo, abbiamo dovuto registrare da parte di alcuni partiti di opposizione».
Entro pochi giorni il Presidente Pavone comunicherà la data della seduta straordinaria del Consiglio.

Intanto stamane l'opposizione in un incontro esporrà il proprio punto di vista sulle ultime vicende.

10/10/2006 8.48

L'INCONTRO DI QUESTA MATTINA

La minoranza consiliare chiede al governo cittadino di dare risposte, fare luce su vicende oscure e soprattutto di rimettere il proprio mandato.
In occasione della conferenza stampa organizzata questa mattina al comune di Montesilvano c'erano anche i coordinatori provinciali di Fi, Guerino Testa, e An, Lorenzo Sospiri, per dare manforte alle rappresentanze cittadine.
La richiesta ufficiale di sciogliere il governo arriverà probabilmente lunedì prossimo nel corso di un consiglio comunale straordinario chiesto da sindaco e minoranza in contemporanea.
«Il Comune sta passando una evidente crisi politica», ha sottolineato Ermanno Falco, coordinatore cittadino di Forza Italia, «e ci troviamo di fronte ad una amministrazione che ha fallito in tutto».
Non sembra salvarsi proprio niente, a sentire la minoranza, di questi ultimi due anni di amministrazione Cantagallo. Ora, però, che la magistratura ha scoperchiato un pentolone bollente che nessuno osava nemmeno toccare, tutti si affannano a sottolineare i vari punti della disfatta.



«Il sindaco Cantagallo», ha detto Oscaro Biferi, coordinatore dell'Udc, «si è dimostrato un amministratore incapace. Si è andati avanti senza una programmazione seria, e laddove si è programmato si è ampiamento fallito, non rispettando gli impegni presi con i cittadini».
La minoranza questa volta non vuole farsi sfuggire l'occasione di rivendicare il proprio ruolo, più volte accusata di non riuscire a fare una dura opposizione: «è difficile fare una opposizione quando manca la dialettica politica», aggiunge Biferi.
E si punta il dito sempre contro il primo cittadino, colpevole secondo i rappresentanti del Polo di prendere decisioni “da solo”, nell'interesse di rapporti clientelari che non si riescono più a frenare, e di fare politica «presentandosi continuamente in televisione e sui giornali in una eterna campagna elettorale».
Ultimo esempio dell'autonomia decisionale del sindaco, secondo la minoranza la questione filovia: «Cantagallo si è detto contrario al progetto senza mai consultare il consiglio comunale».

E anche questa mattina, in sede di consiglio l'ennesimo episodio.
Lo racconta il consigliere Pasquale Cordoma (An): «ci siamo trovati d'innanzi all'ennesima proposta di variazione di bilancio. Non c'è più limite, l'amministrazione sta implodendo su sé stessa».
E' sempre Cordoma che aggiunge: «il sindaco deve ancora spiegarci perché le forze di polizia sono entrate in Comune portando via una ingente mole di atti».
Ma il sindaco glissa, si fa vedere poco o niente e anche questa mattina ha disertato la seduta.

IL CONSIGLIO STRAORDINARIO DI LUNEDI'

Il polo chiederà lunedì prossimo la sospensione di tutti gli accordi di programma da qui in avanti («solo nell'ultimo anno ce ne sono stati 15, normalmente in tutta una legislatura ce ne sono 3-4») e l'abrogazione dell'art.26 della Nta.
«Chiederemo inoltre», continua Cordoma, «che Cantagallo lasci con dignità la sua poltrona per l'incapacità dimostrata fino ad oggi».
Nelle prossime settimane il Polo organizzerà anche una manifestazione di piazza.

«MONTESILVANO CRESCE PER I COSTRUTTORI»

Parole di fuoco anche quelle di Romano Contaldo che parla di una «situazione grave», degenerata a causa di «incompetenze e carenze culturali».
«Montesilvano in questi anni è cresciuta negli interessi dei costruttori non dei cittadini, e la vita politica caratterizzata sempre da una gestione arrogante del potere. Il traffico della città non funziona, così come il commercio, il sociale è allo sbando, stessa cosa per l'urbanistica».
E secondo la minoranza anche il malcontento dei cittadini starebbe aumentando di ora in ora, così come il malumore nella stessa maggioranza, che vota per spirito di gruppo più che per convinzione.

«Non ci sembra», sostiene Lorenzo Sospiri, «che Montesilvao abbia avuto chissà quale sviluppo. Qui la politica entra sempre negli interessi particolari, Montesilvano probabilmente è cresciuta, ma abbastanza male».

RIFONDAZIONE: «LA MAGGIORANZA SI STA AUTOSFIDUCIANDO»

«L'ultima seduta del consiglio comunale di Montesilvano di oggi ha confermato, se ce ne fosse stato bisogno, che la giunta Cantagallo è arrivata al capolinea».
A sottolineare il pesante clima che si respira a Palazzo di città si aggiunge anche una nota di Rifondazione Comunista (di cui fa parte Cristian Odoardi, consigliere di minoranza).
«Quando un autorevole personaggio qual è il presidente dell'assemblea civica, Massimiliano Pavone (Margherita), afferma che voterà la variazione di bilancio solo per spirito di governo ma dissente dal disinvolto comportamento dell'esecutivo sullo sforamento del patto si stabilità, quando i Democratici di Sinistra condividono appieno e sostengono l'intervento di Pavone, quando il decano del consiglio, Stefano Di Blasio, bacchetta l'assessore alle finanze, Paolo Di Blasio, allora siamo davvero alla frutta».
Per Rifondazione, sindaco e assessori municipali «navigano a vista, con grande approssimazione e senza avere la minima idea di come uscire dalle secche di un bilancio fortemente in rosso».
Lo stesso Odoardi, a più riprese, nei mesi scorsi, ha chiesto cosa la giunta intenda fare per il patto di stabilità senza avere, ad oggi, alcuna risposta.
«La realtà», si legge ancora nella nota di Rifondazione «è che Cantagallo e la sua giunta devono dimettersi perché non sono capaci di amministrare la città. Lo testimonia anche e soprattutto il fatto che solo dopo settimane in cui le forze delle ordine hanno visitato Palazzo di Città sequestrando chili di documenti, il primo cittadino si è deciso a convocare un consiglio straordinario per dibattere la grave crisi che si è venuta a creare in seguito alle numerose inchieste della Procura della Repubblica. Sinora dalla stanza dei bottoni vi è stato solo un ‘assordante silenzio».
«E' il momento», ripete RC, «di fare piazza pulita di personaggi che ben poco hanno a che fare con la politica e che squalificano l'intero centrosinistra».
Una frecciata anche alla minoranza del Polo: «Ora è facile per gli altri esponenti della minoranza di centrodestra cavalcare la tigre ma dov'erano Forza Italia, l'Udc e Alleanza Nazionale quando ero una voce sola nel deserto comunale? Quali sono state le denunce fatte dagli esponenti del centrodestra che ora sembrano essersi svegliati dal profondo sonno che li ha contraddistinti negli ultimi anni?».

Alessandra Lotti 10/10/2006 14.15