Pescara che cresce, Pescara immobile

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una Pescara che sta rinascendo e un’altra che pare immobile, frenata dalla volontà di non andare avanti e spinta a piccoli passi solo da una «demagogia imperante». Sono i due punti di vista dell’attuale sindaco Luciano D’Alfonso e del suo predecessore Carlo Pace. I due guardano la città che si trasforma e cambia in modo totalmente diverso.

PESCARA. Una Pescara che sta rinascendo e un'altra che pare immobile, frenata dalla volontà di non andare avanti e spinta a piccoli passi solo da una «demagogia imperante». Sono i due punti di vista dell'attuale sindaco Luciano D'Alfonso e del suo predecessore Carlo Pace. I due guardano la città che si trasforma e cambia in modo totalmente diverso.



«Tutti insieme stiamo realizzando una nuova primavera», dichiara oggi il sindaco, D'Alfonso. «Dico tutti, includendo amministratori pubblici, imprenditori, professionisti, lavoratori protagonisti di uno sforzo collettivo di rinascita di una città che torna a vivere la sua centralità nelle relazioni adriatiche e ritrova la sua funzione di snodo dei servizi di qualità per l'Abruzzo».
D'Alfonso non ne vuole sentir parlare di immobilismo e assicura «nei tre anni del nostro mandato abbiamo liberato tante energie prima inutilizzate, investendo più di 100 milioni di euro per la riqualificazione e la valorizzazione integrale del patrimonio urbano, perseguendo soprattutto il potenziamento delle infrastrutture, il miglioramento della qualità della vita per i cittadini e la crescita dell'attrattiva turistica di Pescara».
E anche sul Prg e la questione De Cecco D'Alfonso fa chiarezza: «la variante costituisce uno dei punti qualificanti della nostra strategia amministrativa, dal momento che essa persegue sia l'obiettivo di salvaguardare le aree verdi di pregio, e quindi anche la qualità della vita per il cittadino, sia il fine di utilizzare in modo più intelligente e sostenibile la risorsa irripetibile del territorio, valorizzando così la stessa immagine e funzione turistica della città».
Secondo il primo cittadino «in questa progettualità non c'è spazio né per battaglie ideologiche alimentate dalla ricerca del feticcio, né per la rivendicazione di personalismi. In entrambi i casi rischieremmo di smarrire la strada maestra che abbiamo tracciato, quella di dare a Pescara le gambe per correre nelle prime file la gara tra i territori snodi d'Europa».
«La nostra variante al prg persegue questi obiettivi, senza causare ostruzioni a questa o quella iniziativa di intrapresa che voglia valorizzare sul serio Pescara. Al contrario dobbiamo essere sempre più in grado di spingere in avanti la capacità della nostra città di accogliere, di dialogare, di formare, di produrre in un processo virtuoso e costante che segni la fisionomia di Pescara in questo secolo nuovo, come la città protagonista nell'Adriatico e quindi in Europa.

«LA DEMAGOGIA CHE UCCIDE»
«Come si fa a non essere d'accordo con l'imprenditore De Cecco, quando afferma che la demagogia sta uccidendo la nostra Pescara». A schierarsi al fianco del re della pasta è l'ex sindaco di Pescara Carlo Pace che aggiunge: «a tutti gli imprenditori che hanno firmato accordi con l'amministrazione da me presieduta ho sempre raccomandato di puntare ad una progettazione di qualità ed a scelte che siano anche utili per Pescara. De Cecco è tra quelli che stanno rispettando questo criterio e che proietterà la Città, ne sono certo, ad avere un futuro radioso.
L'immobilismo, ed in alcuni casi l'ostruzionismo su queste scelte così importanti che sta attuando l'attuale maggioranza, preoccupata quasi esclusivamente dell'ordinaria e straordinaria manutenzione e di posizioni di potere, rischia di far perdere alla nostra Città le future sfide europee e mondiali; vedi Giochi del Mediterraneo 2009».
«Appena sono stato eletto sindaco», ricorda Pace, «nel 1994 ho affrontato immediatamente i primi sintomi di degrado ambientale illuminando la città, bonificando la discarica di Fosso Grande (che appestava la città) e riorganizzando il servizio di pulizia e nettezza urbana, oltre a bonificare intere zone degradate come la baraccopoli della fonderia Campione. E dopo aver risolto il problema dei servizi essenziali come la possibilità di avere acqua corrente tutto il giorno, anche d'estate, si sono impostate ed in parte realizzate le grandi scelte per la Città del futuro».

09/10/2006 9.35