Anche i Ricci piangono:accuse, polemiche, omissioni e conflitti in consiglio

Alessandro Biancardi

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Anche i Ricci piangono:accuse, polemiche, omissioni e conflitti in consiglio
PESCARA. Ieri sera al vaglio del consiglio comunale di Pescara la Variante al piano regolatore. Lunga e movimentata seduta con accuse pesantissime piovute dal centrodestra sotto lo sguardo vigile degli emissari di De Cecco.
Tra i punti più discussi, come ormai avviene da numerose settimane, la questione dell'albergo di De Cecco nel lungomare sud di Pescara. Non sono mancati scontri tra centrodestra e centrosinistra, alterchi, sospensioni forzate per placare gli animi e anche qualche lacrima.
Non sono mancate polemiche ed accenni anche alla lettera aperta inviata ai giornali (ma non a noi) nel quale l'imprenditore pescarese ha continuato la sua pressione mediatica.
Ad arrabbiarsi fino a piangere è stato Ermanno Ricci (Udeur), che sentendosi accusato «sul piano personale» ha dapprima invitato il presidente del consiglio comunale Melilla a fermare i contestatori (Acerbo e Di Nisio) per poi prendere la valigetta ed abbandonare l'aula.
La tensione era palpabile e il lavoro da fare tanto: 516 osservazioni alla variante e 100 emendamenti tutti da approvare singolarmente.

CONFLITTI DI INTERESSI 1: ERMANNO RICCI

A prendere la parola per primo il consigliere Fausto Di Nisio (indipendente) che ha accusato il consigliere Ermanno Ricci di essere intervenuto sulla questione De Cecco, «palesando un evidente conflitto di interessi» sia sui giornali sia partecipando attivamente alle decisioni.
Il figlio del consigliere è infatti un dipendente delle aziende dell'imprenditore.
Ricci non ha gradito ed ha accusato: «nessuno in questa aula deve permettersi simili attacchi alla mia persona».
Evidentemente irritato, il consigliere ha portato il presidente Melilla a sospendere la seduta per 5 minuti. Lo stesso Melilla ha preso per mano Ricci e lo ha accompagnato fuori per far sbollire la rabbia. Ma con la ripresa dei lavori Ricci è tornato solo per riprendere la sua valigetta ed è tornato a casa.

CONFLITTI DI INTERESSE 2: CONSULENTE CIVITARESE

A tenere banco nella seduta di ieri anche un altro conflitto di interessi, quello dell'avvocato Stefano Civitarese, consulente per il Comune dell'urbanistica che più di un anno fa rilasciò a De Cecco (e inviò per conoscenza anche all'assessore all'urbanistica Tommaso Di Biase e al dirigente Gaetano Silverii) un parere sulla costruzione dell'hotel a 5 stelle.
Nel suo parere, di cui nessun consigliere era a conoscenza perché mai inserito nel fascicolo di lavoro per studiare gli emendamenti, Civitarese dava pienamente ragione a De Cecco.
In 10 pagine sono stati infatti riassunti i motivi per cui il Comune dovrebbe accogliere le richieste dell'imprenditore, primo tra tutti il fatto che «la società Portanuova 2000 ha acquistato il terreno sulla base di una determinata aspettativa edificatoria, confermata da un successivo prg ancora vigente».
Nel parere, inoltre, il legale conferma che un eventuale ricorso al Tar dell'imprenditore verrebbe pienamente accolto. Salvo poi portare diverse argomentazioni quando invece veste i panni del consulente comunale.
E se nei giorni scorsi la stampa locale aveva presentato il documento di Civitarese come «l'ennesima doccia fredda per Acerbo», il deputato ha ribadito «vorrei avvertire che a casa mia ho l'acqua calda».

LE ACCUSE DEL CENTRO DESTRA «SINDACO REVOCHI L'INCARICO ALL'ASSESSORE»

Per Marcello Antonelli (An) «è vergognoso che questo documento non sia stato presentato mai a noi consiglieri che dobbiamo prendere una decisione con tutta serenità, conoscendo tutti gli aspetti della vicenda. Siamo di fronte ad una grave violazione di democrazia».
Stesso pensiero per il senatore Andrea Pastore (An) che ha chiesto le dimissioni di Di Biase.
«E' gravissimo», ha sostenuto invece Carlo Masci (Pescara Futura), «che il padre giuridico della variante dica qualcosa di esattamente opposto a quello che aveva detto quando era al Comune. Ci chiediamo, quanti pareri sono stati stilati? Di quanti non siamo a conoscenza? Come facciamo a decidere se ci sono state nascoste cose così importanti».

IL SINDACO «CONFLITTI? LO FANNO TUTTI NON CI VEDO NULLA DI MALE»

«Non esiste nessun giallo», si è difeso l'assessore Di Biase.
«Il parere era a disposizione di quanti lo volevano vedere, non ho nascosto nulla né impedito a chi ne ha fatto richiesta di prenderne visione».
«Ma chi mai poteva chiedere di visionare un parere di cui non si conosceva l'esistenza?», ha ribadito la minoranza.
In difesa dell'assessore anche il sindaco D'Alfonso che non ha mai asserito che le procedure erano state rispettate ma soltato sollevato l'assessore dalle sue responsabilità: «Di Biase non è il depositario dei documenti, quindi sono sicuro che non ha nascosto intenzionalmente il parere legale».
E sul conflitto di interesse di Civitarese («pagato profumatamente dal Comune» ha dichiarato Antonelli), che ha rilasciato anche il parere al privato, D'Alfonso sottolinea: «conosco quello che fate voi consiglieri, potrei fare decine di nomi di persone che fanno lo stesso. Non dico niente anche perché non ci trovo nulla di male».


07/10/2006 9.59