Prg. «Maggioranza ostaggio di Rifondazione»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stato ancora duro scontro ieri in aula tra i consiglieri della maggioranza. Seduta rinviata al prossimo 2 ottobre. L’accusa del centro destra: «ennesima sospensione per evitare di tornare a casa. L’intera maggioranza ostaggio di Rifondazione»  

PESCARA. E' stato ancora duro scontro ieri in aula tra i consiglieri della maggioranza. Seduta rinviata al prossimo 2 ottobre. L'accusa del centro destra: «ennesima sospensione per evitare di tornare a casa. L'intera maggioranza ostaggio di Rifondazione»


 


Niente di fatto per la variazione del piano regolatore in consiglio comunale. E il punto più controverso, sui 516 su cui discutere, si chiama ancora Albergo De Cecco. Rifondazione comunista non ci sta a far passare l'osservazione di edificabilità per i quasi 5.000 metri quadri dell'imprenditore abruzzese sul lungomare sud e la irremovibile presa di posizione ha bloccato i lavori.
Tutto da rimandare quindi alla prossima seduta che secondo molti sarà quella definitiva. «Credo che oggi siano maturate le condizioni per approvare la settimana prossima la Variante in Consiglio Comunale», ha dichiarato poco dopo la sospensione il consigliere Ugo Zuccarini.
«Tutte le componenti della maggioranza hanno dimostrato di condividere nella sostanza l'impianto dello strumento urbanistico, ovvero tutelare le aree di pregio ambientale di Pescara per elevare la qualità urbanistica della città, come indirizzo strategico per lo sviluppo sostenibile».
Di tutt'altro pensiero il consigliere Nicoletta Verì (Fi) che ha dichiarato: «La maggioranza comunale guidata da Luciano D'Alfonso è ormai sull'orlo di una crisi di nervi. Lo ha dimostrato lo spettacolo andato in scena questa mattina nel corso della seduta del Consiglio comunale che si è chiusa con l'ennesimo rinvio per evitare una frattura evidente nella coalizione di governo».
E che la maggioranza sia già spaccata è chiaro. Da un lato, infatti Rifondazione che non ne vuole sapere di cedere, i Ds sono divisi in due fazioni (una che osteggia l'imprenditore e l'altra che vuole sostenere la sua opera). In mezzo il sindaco Luciano D'Alfonso più moderato e a caccia di conciliazioni.

«MAGGIORANZA OSTAGGIO DI RIFONDAZIONE»

«Peccato», continua Verì, «che, alla fine, sia emerso come l'intera maggioranza è concretamente ostaggio proprio di Rifondazione che, ponendo un veto categorico alla revisione della variante, ha tenuto in scacco tutto il centro-sinistra». Neanche una riunione convocata ieri in extremis dal sindaco nelle segrete stanze di palazzo di città è riuscita a ricompattare il gruppo, unito solo nel decidere il rinvio della delibera per evitare uno strappo oggi troppo evidente dinanzi a telecamere e cittadini.
«Tra sette giorni», sostiene l'esponente di Forza Italia, «i nodi verranno al pettine: resta la curiosità di sapere se a spuntarla sarà il sindaco o Rifondazione. Resta soprattutto la voglia di chiedere al sindaco D'Alfonso quando gli interessi dei cittadini, dei piccoli proprietari, che attendono l'esame della variante e delle proprie osservazioni, magari per un intervento edilizio minimo, torneranno a essere degni dell'attenzione della maggioranza di Governo».

D'ALFONSO FA DA PACIERE

Il primo cittadino proprio non se la sente di puntare i piedi e in queste ore prende tempo per non scontentare nessuno dei suoi.
«Ci troviamo di fronte ad una delibera molto importante», ha detto ieri, «e mi aspetto di vedere più comprensione da parte dell'intero consiglio comunale che è chiamato a decidere. Vogliamo soltanto agire con prudenza per poi non doverci pentire delle nostre decisioni».

23/09/2006 12.32