Pescara Futura:«Maggioranza d’accordo sul clientelismo, spaccata per governare»

Alessandro Biancardi

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Ne avevano già parlato quando in ballo c'era il bando delle aree di risulta (a proposito tutto tace con mesi di ritardo accumulati…).
Avevano denunciato la maniera poco trasparente del sindaco di «stringere accordi segreti» con imprenditori, architetti e progettisti.
Allora si parlava di un viaggio in America pagato con i soldi di un finanziatore “mascherato”.
Le stesse problematiche ritornano nelle parole dei componenti di Pescara Futura anche oggi alla luce dei nuovi interrogativi e delle polemiche emerse dopo la volontà di De Cecco di voler costruire un albergo sulla costa di Pescara sud.
Questa volta in ballo c'è la variante al Prg e molto altro…

«Sulla gestione clientelare, di cui questa coalizione è maestra», tuona Carlo Masci, «si trova sempre la sintesi a vantaggio di pochi ed a danno della collettività,mentre quando si tratta di questioni strategiche succedono tuoni e fulmini tra le varie componenti, in perenne lotta tra loro. Questo è il quadro chiaro della vicenda PRG. Il problema De Cecco è la punta dell'iceberg e la cartina di tornasole di un modo di gestione della cosa pubblica personalistico ed affaristico. Da una parte il Sindaco che fa - pseudo accordi segreti- su alberghi, teatri, parcheggi (e chi più ne ha più ne metta senza limiti alla
fantasia) consumando il territorio della città attraverso improbabili accordi con -pochi privilegiati- e dall'altra il suo alleato Acerbo che si autoinveste del ruolo di difensore della città contro i danni compiuti dall'amministrazione di cui il suo partito è tra i maggiori protagonisti avendo due assessori in giunta».

«Sempre la stessa musica», fa eco Berardino Fiorilli, «piano spiaggia, privatizzazione dei cimiteri, area Di Properzio, teatro, area di risulta e così via. Adesso basta! Questo gioco Kafkiano a danno di Pescara deve finire. Non ci piace la politica del Sindaco che seleziona l'imprenditoria attraverso rapporti non istituzionali e non regolamentati da norme a garanzia di tutti, così come non accettiamo la politica punitiva, ideologica e tranciante nei confronti degli operatori economici portata avanti da Acerbo. Nessuna delle due, infatti, crea ricchezza diffusa e dà certezze alla città».

Per Pescara Futura è «piena crisi politica di una maggioranza che il Sindaco non riesce più a tenere insieme, nonostante i troppi incarichi ed i tanti posti clientelari assegnati».
«Il metodo D'Alfonso è arrivato al capolinea».

«Abbia il coraggio, il Sindaco», continua Masci, «di rivelare pubblicamente i contenuti dell'accordo fatto con De Cecco e di spiegare perché ha ritenuto di gestire la cosa personalmente e non attraverso gli strumenti normativi previsti (accordi di programma).Acerbo dica chiaramente che non c'è più una maggioranza, che i suoi alleati hanno rinnegato il programma di governo votato e si comporti di conseguenza. Altrimenti non avrà più titolo per parlare, ma sarà corresponsabile delle malefatte perpetrate da questa amministrazione».
«E dove sono finite la trasparenza, l'equità, le regole uguali per tutti, la legalità e lo sviluppo sostenibile? Tutto è stato seppellito dalle polemiche legate ad un imprenditore. E gli altri imprenditori? Ed i cittadini che speravano nel piano regolatore per realizzare una casa per i loro figli cosa dovrebbero dire?».

Domani intanto lo scontro prosegue dal vivo in consiglio comunale.

21/09/2006 15.47