«Alla Asl di Chieti, ormai, regna il caos più totale»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il grido d’allarme è lanciato dal consigliere Regionale della Democrazia Cristiana Bruno Di Paolo. «Improvvisazione» e «nefandezze amministrative» nella direzione della Asl di Chieti, che secondo le denunce del consigliere Regionale corrono il rischio di mettere a rischio la “cosa pubblica”.
Sostituzioni di professionisti con capacità ed esperienza, con altri professionisti, ma i criteri di scelta «non sono chiari».
«Assistiamo alla contemporanea presenza in organico», dichiara Di Paolo, «di ben due direttori amministrativi, situazione che, a volerla prendere con ironia, collocherebbe l'Azienda Sanitaria di Chieti nel guinness dei primati. Ma dobbiamo assistere anche ad una “allegra” gestione amministrativa».
«L'ultima chicca che dà il senso dell'improvvisazione con cui si opera presso la Asl», spiega Di Paolo, «è il metodo usato per la ricomposizione delle Commissioni per l'accertamento dell'invalidità civile e delle Commissioni provinciali per i ciechi e sordomuti. Considerato che sono stati sostituiti presidenti e membri con provate capacità ed esperienze, tra i quali anche quelli delle Commissioni con i tempi di attesa più brevi, quale criterio è stato adottato?»
E solo qualche giorno fa l'ultimo atto: «La serie di nefandezze amministrative», continua Di Paolo, «prosegue con la recente nomina del 4 settembre dei segretari della Commissione Provinciale Ciechi che rimediava l'errore della delibera del 31 luglio dove la presenza in due diverse commissioni degli stessi segretari non permetteva di operare in maniera simultanea e indipendente. Ma non potevano accorgersene prima? Se questa non è improvvisazione, allora che cos'è?
E ancora, «come interpretare la nomina a segretari di dipendenti amministrativi Asl esterni al servizio di medicina legale, che logisticamente non possono seguire l'indispensabile attività di raccordo con l'utenza? E' evidente che la figura del segretario non si possa limitare solo alla presenza in Commissione, ma richieda una serie di adempimenti e preparativi che necessitano di una presenza fisica continua».
Che cosa sta succedendo? Il problema maggiore, secondo il consigliere è da attribuire alla mancanza di graduatorie «che identifichino in maniera chiara ed inequivocabile a chi spetti una determinata carica e che eviterebbero il nascere del sospetto che alla base ci sia il solito clientelismo della pubblica amministrazione, dove le nomine sono unicamente mirate a piaceri personali senza tener conto delle capacità e dell'esperienza».

20/09/2006 10.35