Dodici sindaci del Chietino: «dirigenza Aca a casa»

Alessandro Biancardi

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Dodici sindaci del Chietino: «dirigenza Aca a casa»
AGGIORNAMENTO (15.04) CHIETI. Dodici amministratori di altrettanti Comuni del Chietino dell’Ato n. 4 e dell’Aca chiedono le dimissioni della dirigenza. Lo scontro si farà duro quest’oggi nella assemblea dei sindaci. Mentre i Ds giovani elogiano le proposte avviate dai Ds “vecchi” sulla riorganizzazione del settore.
E' una presa di posizione netta quella di 12 sindaci teatini chiedono le teste del consiglio di amministrazione dell'Aca e la sostituzione dell'organo collegiale con una gestione tecnica, affidata ad un manager svincolato dalle scelte politiche.
Nel caso in cui in sede assembleare, si registrasse il tentativo di imporre il nome del tecnico per via politica, gli stessi dodici amministratori fanno sapere che «si impegnano a lavorare per lo scioglimento dell'organo di gestione».
Il gruppo dei 12 è formato da Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina, Verino Caldarelli, di San Giovanni Teatino, Roberto Angelucci, di Francavilla, Adamo Carulli, di Roccamontepiano, Concetta Di Luzio, di Casalincontrada, Mario Di Paolo, di Bucchianico, Dino De Marco, di Miglianico, Marino Mincone, di Torrevecchia Teatina, Rocco Micucci, di Rapino, Domenico Simone, di Fara Filiorum Petri, Antonio Borgonsoli, di Pretoro, e per il Comune di Chieti, l'assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Febo

L'ASSEMBLEA DI OGGI POMERIGGIO

Oggi pomeriggio si svolgerà la riunione dell'assemblea dei sindaci Ato n°4 in cui gli amministratori esprimeranno anche il loro parere favorevole al lavoro svolto dalla commissione interna che ha formulato una proposta di tariffazione che non penalizza le utenze domestiche.
I sindaci appoggeranno quindi la proposta che prevede la tariffa media fissata a 1,03 €, risultato di una diversificazione della tariffa in atto, limitatamente al solo anno 2006, mentre chiedono che entro dicembre siano stabilite nuove tariffe che diminuiscano il carico fiscale sugli utenti, con un piano che ottimizzi i costi di gestione.
Gli amministratori del chietino ritengono prioritario «il risanamento dell'ente di gestione, pur non essendo stati in alcun modo complici della situazione venutasi a creare e fanno appello ai colleghi primi cittadini affinché si presentino alle assemblee come rappresentanti del proprio Comune e non come terminali dei partiti politici. Ogni sindaco», ricordano infatti, « risponde alla propria popolazione e non ai capi di partito».
Una posizione che da oltre un anno questo gruppo di sindaci cerca di portare avanti, richiamando tutta l'assemblea ad un'attenzione maggiore al costo dei servizi offerti, per non gravare sui cittadini.

UN DISEGNO DI LEGGE PER METTERE FINE AGLI ATO

La proposta che arriva da SFL-Innovazione per l'Europa è quella di «presentare a Roma un disegno di legge in tal senso e che unitariamente alla fine delle ATO riformi in senso antipartitico e anticlientelare l'ACA di turno, allora si che finiranno gli sprechi». E' la richiesta che fa Lorenzo Valloreja al presidente della regione Ottaviano Del Turco e ai parlamentari abruzzesi.

«METTERE FINE AI GIOCHI TRA ANTICHI FEUDATARI»

4 Ato provinciali, 4 gestori pubblici ed una unica tariffa. La sinistra giovanile d'Abruzzo ritiene che questa sia la soluzione per garantire qualità ed abbassamento dei costi.
«La gestione pubblica è un fattore imprescindibile», sostiene Francesco Iannucci segretario regionale Sinistra Giovanile Abruzzo, «anche per la tutela degli attuali lavoratori e degli operatori del servizio che verrebbero riassorbiti in strutture pubbliche ed eviterebbero, invece, una situazione di precarietà drammatiche. Riteniamo un atto di grande coraggio politico il lavoro che i Democratici di Sinistra stanno svolgendo a proposito della riorganizzazione del Servizio idrico abruzzese», continua Iannucci,«Crediamo che da qui si debba partire per avviare una grande stagione di riforme e cambiamento per l'Abruzzo. Finalmente finisce una discussione fra antichi feudatari».

14/09/2006 8.56

FORZA ITALIA AI DS

«E' francamente incredibile che all'interno della Sinistra Giovanile Abruzzese, oggi, si continui a negare l'esistenza di un rapporto di Legambiente nel quale si afferma che l'illegalità ambientale è diminuita, solo nel 2003, del 37 per cento, anche grazie - citiamo testualmente - «all'aumento dei controlli ed all'azione repressiva dell'illegalità ambientale».
«Il Codice dell'Ambiente è una legge importante, che ha raggiunto un fondamentale obiettivo: prevedere il riordino complessivo della materia ambientale, regolata da 1.148 leggi in materia ambientale, adempiendo l'impegno alla semplificazione delle norme, per evitare che la burocrazia impedisca un'azione efficace per la difesa dell'ambiente».

MARIO AMICONE (Udc): «MA IL CENTROSINISTRA SI E' DIMENTICATO DI QUANDO…»

«Il dibattito politico di questi giorni, meglio ancora le polemiche sul problema dell'acqua e del suo elevato ed ormai insostenibile costo, sa dell'incredibile perché sembra, anche ai responsabili dello sfacelo, che il problema sia nato oggi. Basta rivedere e rileggere il dibattito sulla legge regionale n° 2 del 1997 per capire la cecità o la malafede della stessa maggioranza di centro sinistra che fece quadrato allora e che predica oggi sulla necessità di mettere ordine nel settore. L'allora Assessore Manasseri riuscì a diagnosticare “l'Ottimale” anche per l'ambito di Sulmona (30.000 abitanti), determinando così automaticamente n° 6 ambiti ottimali regionali. Ovviamente oggi, come al solito, la stessa maggioranza, o esponenti di essa, dichiara la sua estraneità da ogni possibile responsabilità non mancando però di stigmatizzare una inquietante vera e propria malafede nei confronti di chi ha cercato di colpire la capacità di governo di coloro che hanno diretto responsabilmente negli ultimi anni le Aziende di gestione.
I D.S. si sarebbero opposti con ogni mezzo al tentativo di realizzare il business dell'acqua ed il problema delle tariffe sarebbe quindi un pretesto. Tutti chiedono commissioni d'inchiesta (non si sa contro chi e perché) e sembra che il c.d. “partito dell'acqua” esista solo sulla carta dal momento che nessuno ci faceva parte; eppure i risultati si vedono!
Nessuno riuscirà a nascondere tali conseguenze con l'illusione e la propaganda dell'ATO unico, che noi UDC comunque sosterremo, ma che né risolverà i problemi né sarà da solo adeguato ad evitare che si continui così senza intervenire sulla Società di gestione del c.d. prezioso petrolio bianco».
14/09/2006 15.20