Parco della costa Teatina: «confusione e passi fasi»

Alessandro Biancardi

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VASTO. «Preoccupante la superficialità con cui sta procedendo il Tavolo Tecnico», dichiarano Antonino Spinnato e Claudio Zimarino del Movimento “Un voto pulito per Vasto”. Per l'onorevole Tenaglia invece occorre un disegno strategico globale.
«I membri del Tavolo», spiegano Spinnatoe Zimarino, «lasciano trapelare la loro intenzione di continuare il percorso per l'istituzione della Riserva Naturale Regionale, ignorando che non si può avere per Legge un Parco Nazionale ed una riserva regionale sullo stesso territorio».
Il punto ignorato è anche un altro: la Legge 93 del 2001 ha già istituito il Parco. «Sarebbe opportuno», dichiara Spinnato, «abbandonare qualsiasi ipotesi di Riserva Naturale Regionale, per evitare che possa cadere sotto i ricorsi dei portatori di interessi contrastanti».
Come si procederà adesso? Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio ha le idee chiare e già nei giorni scorsi aveva dato delle indicazioni. Ma anche queste, secondo Zimarino, sarebbero contestabili. «Ci stupisce che il ministro invece di procedere a delimitare il Parco, come la sopraccitata Legge gli impone, passa la palla alla Regione, chiedendo una lettera che “avvii le procedure per istituire il Parco”, ignorando che è compito del ministro avviare le procedure stesse».
«Una cosa è certa», sottolineano i rappresentanti, «la confusione regna ormai sovrana sul tema della Costa Teatina, come anche sembra ormai certo che non c'è alcuna volontà politica seria di mettere sotto tutela quel magnifico paesaggio» e aleggia una inquietante domanda: «la lobby dei costruttori/albergatori si sta ormai avviando a vincere la silenziosa partita per distruggere l'ultimo lembo dell'antico paesaggio costiero rimasto in Abruzzo?».

TENAGLIA: «OCCORRE UNA VISIONE GLOBALE»

«Occorre un disegno strategico complessivo e un'unica cabina di regia per gli interventi di tutela e valorizzazione della costa e dell'area di risulta ferroviaria tra Ortona e Vasto».
E' in vece il parere del deputato Lanfranco Tenaglia (L'Ulivo), secondo il quale «le tante iniziative in materia, promosse da politici, enti locali e organizzazioni di cittadini, che hanno a oggetto l'individuazione delle modalità e degli strumenti più efficaci per intervenire nell'area, sono tutte apprezzabili e utili. Tuttavia, esse rischiano di essere poco efficaci perché prive di un disegno strategico complessivo e comune e di un'opera di fattivo coordinamento».
Per Tenaglia «è necessario stabilire un'unica cabina di regia che raccolga le istanze di tutti, cittadini ed enti locali, ne faccia la sintesi e stabilisca una linea di azione e obiettivi comuni e unici. Sotto tale profilo, molto può e deve essere fatto dalla Regione e dalla Provincia di Chieti, le quali già stanno operando nel senso indicato».
L'obiettivo da raggiungere dovrà essere quello di «coniugare la tutela del territorio e del mare con uno sviluppo economico e turistico sostenibile e operare le scelte maggiormente funzionali agli interessi delle popolazioni coinvolte e al buon andamento della gestione futura del territorio».
La semplice tutela e conservazione dell'esistente, «tanto più in una realtà territoriale interessata nel passato da pesanti ed invasivi interventi edilizi, non appare completamente in sintonia con gli obiettivi sopra indicati».
A giudizio del deputato dell'Ulivo «c'è bisogno di un'opera attenta e illuminata di tutela dei tratti di territorio e di mare di rilievo naturalistico e paesaggistico e di conservazione delle strutture architettoniche di pregio, ma anche del recupero e della valorizzazione economica e turistica di aree. Penso – afferma Tenaglia – alle ex stazioni ferroviarie o alla fornace di San Vito, oggi in disuso e in abbandono. Quindi, vincoli ferrei dove è necessario e utile all'effettiva tutela dell'ambiente, favorendo al contempo interventi di altro segno quando funzionali allo sviluppo complessivo economico e turistico dell'intera area».

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