«Calendario venatorio da cambiare se si vuole una tutela vera»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Giovedì 3 agosto la Giunta regionale abruzzese si riunisce anche per approvare il Calendario Venatorio che ogni anno, in base ai dati disponibili sullo stato di conservazione delle specie, programma la caccia individuando specie, periodi e orari, in modo da garantire l’attività venatoria ma anche la protezione della fauna selvatica non cacciabile e la conservazione delle specie cacciabili.
Tuttavia la bozza che sarà portata alla approvazione fa saltare sulla sedia i Verdi che avvertono: «Attenti così andiamo incontro a sicuri ricorsi»..
Ne è convinto anche Walter Caporale, capogruppo regionale che è riuscito ad avere l'elaborato «solo per caso» e si dice sicuro che in caso di ricorsi saranno anora «gli abruzzesi a pagare sulla propria pelle»

Ecco alcuni dei punti deboli della delibera in approvazione secondo Caporale:



1 Si consente la caccia alle specie, fagiano, cinghiale e lepre comune nelle Zone a Protezione Speciale (ZPS) Monti Simbruini ed Ex Parco Sirente Velino. Si dimentica che la caccia nelle Zone a Protezione Speciale è vietata in tutta Italia?

2 La bozza di Calendario Venatorio contiene un giorno di preapertura (la prima domenica di settembre) a 5 specie animali (lo scorso anno era una sola). La preapertura, rispetto alla data indicata dalla Legge Nazionale 157/92 la terza domenica di settembre, è una deroga ammissibile solo dopo l'analisi di dati scientifici che ne giustifichino l'istituzione. Dove sono i dati scientifici a supporto?

3 Quale tutela per l'orso bruno marsicano? L'attività venatoria praticata nelle aree in cui vivono gli orsi è fonte di disturbi notevoli, di inquinamento e avvelenamento provocato dall'ingurgitamento di pallini di piombo, di uccisioni più o meno accidentali di orsi. E' quindi di importanza assolutamente prioritaria vietare tassativamente, almeno in tutta la Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la caccia in braccata al cinghiale, come già evidenziato dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica in merito al Calendario venatorio della Regione Abruzzo dello scorso anno.


«A seguito delle scelte discrezionali e non scientifiche che consegnano la fauna selvatica abruzzese ai cacciatori, chiederò alla Giunta», conclude l'esponente regionale, «di non istituire alcun Osservatorio Regionale Faunistico. Poiché ci si sente capaci di prendere decisioni senza l'ausilio di dati scientifici, perché istituire un ennesimo “Carrozzone regionale”? A che pro studiare lo stato di conservazione delle specie se non si seguono neanche le indicazioni dell'INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) – costituito, peraltro, soprattutto da cacciatori - e la relazione di Incidenza Ambientale? Perché istituire un Osservatorio se poi si seguono le sole indicazioni delle Associazioni Venatorie? All'Assessore Verticelli avevamo chiesto il rispetto di un solo principio: La piena attuazione delle leggi comunitarie, nazionali e regionali in materia di Caccia. Oggi a lui, e a tutta la Giunta regionale, chiediamo di rivedere questa bozza di Calendario Venatorio e di non permettere alla nostra regione di fare un passo indietro verso la tutela delle nostre ricchezze e bellezze, fonte peraltro di turismo e dunque di introiti economici».

02/08/2006 12.45