Amicone:«La Finanziaria ripropone i vecchi problemi di lobby e clientelismo»

Alessandro Biancardi

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«La finanziaria vera è la “variazione” stilata qualche giorno fa mentre quella di dicembre invece solo il suo prologo con appena 3 articoli. Non solo, ma questa finanziaria diventa diventa sempre più momento e strumento di spartizione clientelare o partitica e sempre meno di programmazione o di attuazione di una politica di sviluppo per la Regione».
Il Consigliere Mario Amicone, Presidente della Commissione di Vigilanza torna a parlare del suo argomento preferito e così «da una prima rapida lettura della delibera di Giunta n.817 avente per oggetto appunto la variazione della finanziaria 2006 che conta ben 53 articoli contro i 3 originali», emergerebbero secondo Amicone, alcune conferme sulla «vera identità di questo centro-sinistra che governa con falsi proclama la nostra Regione».
«Improvvisamente escono fuori, senza sapere da quale cilindro», spiega Amicone, «nuove risorse finanziarie (104 € mln) e non si parla più di situazione finanziaria disastrosa delle casse della Regione Abruzzo, così come a livello nazionale improvvisamente “tutti campano bene” e sono scomparse le famiglie che stentavano ad arrivare alla fine del mese. Inoltre, persistono in maniera incessante le attività di ricerca di posti da occupare o da inventare per soddisfare i propri sostenitori».
Il riferimento è ancora una volta alla legge sullo spoil-system e la norma prevista nella finanziaria che individua nomine per indirizzare la politica anche nelle “Bande Musicali” (la nomina di un referente politico).
Ci sarebbe poi una «eccessiva faziosità nella spartizione e nella distribuzione delle risorse finanziarie solo verso Enti ed Associazioni particolarmente marcate politicamente».
«Tutto ciò», conclude Amicone, «smentisce clamorosamente ancora una volta il Presidente Del Turco che a parole è sempre contrario a certi finanziamenti a pioggia ma poi nei fatti ed in sua assenza (era assente nella suddetta seduta di Giunta e forse lo sarà anche in quella del Consiglio del 3 agosto) permette quello che dice non permetterà mai per cambiare “il modo di fare politica”.
Ma la linea politica di una Giunta Regionale non la determina il Presidente? Se così è», domanda Amicone, «come mai non riesce mai a farsi comprendere dai suoi collaboratori? Come mai riesce ad avere a dispetto di tutti i Consiglieri Regionali il sottosegretario Quarta, il fotografo, il vignettista e riesce ad imporsi per far giustamente revocare le nuove prebende ai Consiglieri ma non riesce a far revocare le norme “inquartate” per la sua segreteria?. Infine come mai non riesce a far revocare l'accreditamento di centinaia di posti letto in favore di alcune cliniche private?».

LA REPLICA DELL'ASSESSORE MURA

«Mi stupisce l'ignoranza e la mancanza di pudore espressa in modo particolare dal consigliere di An, Di Stefano, sulla vicenda dei fondi assegnati alla Cultura all'interno della variazione di Bilancio», spiega Betti Mura riferendosi alle critiche di ieri, «nel merito di alcune delle critiche avanzate mi preme precisare: 1)è segno di assoluta serietà e rispetto degli impegni assunti che oggi si proceda a riassegnare
fondi all'intero settore Cultura; 2)capisco che per chi, senza alcun pudore, sia abituato negli anni del centro destra ad assegnare fondi sulla base di elenchi interminabili, costruiti senza criteri, di premiati e proscritti, oggi ci sia difficoltà a comprendere l'utilizzo di criteri oggettivi che cancellano lo scandalo degli elenchi. Il semplice confronto tra il testo originario della LR 15 sulla musica con l'attuale modifica chiarisce in forma evidente e inoppugnabile quanto detto. 3)In merito ai commissari del popolo che andrebbero inseriti negli enti, faccio presente che era norma già prevista dalla legge in vigore (che mai la Casa delle Libertà si è preoccupata di eliminare) e che quanto viene introdotto è soltanto un limite temporale per adeguarsi alla legge
evitando figli e figliastri. 4)In merito alla proroga dei termini per l'accesso ai contributi della LR 15 si fa presente che tutti coloro che correttamente hanno rispettato i termini, scaduti il 30 novembre, concorreranno all'assegnazione dei contributi. Il semplice buon senso però ci ha fatto ritenere positiva la proroga al 10 luglio, concordata con le associazioni del settore, in quanto alcuni soggetti, loro malgrado abituati nel corso degli anni a vedersi finanziati con lunghi elenchi allegati alla finanziaria di turno, quest'anno aboliti per scelta, sarebbero stati esclusi dall'accesso ai contributi non avendo più né santi né padrini a cui rivolgersi. 5)Per quanto riguarda il ripiano del debito di Enti e Associazioni operanti nel settore dello Spettacolo, mi preme sottolineare che è stata una decisione collegiale della
Giunta. L'intervento», conclude Mura, «sulle difficoltà economiche di tali
soggetti di rilevanza regionale (difficoltà che hanno messo a rischio decine di posti di lavoro), è stato sollecitato anche da ampi settori dell'intero Consiglio Regionale. E' evidente che tale provvedimento eccezionale è del tutto insufficiente. Intendiamo, infatti, affrontare il problema in maniera complessiva nell'ambito della Legge quadro sullo Spettacolo».

LE CRITICHE DI DI STEFANO (AN)
 

29/07/2006 13.20