Nel consiglio provinciale di Teramo entrano gli extracomunitari

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Con l’approvazione da parte del Consiglio del regolamento elettorale, possono essere avviate le procedure per eleggere il consigliere provinciale degli immigrati.
Una scelta, quella di istituzionalizzare la rappresentanza dei cittadini stranieri, contenuta nel programma elettorale del presidente D'Agostino e in seguito recepita nel programma di governo. Il regolamento, discusso nella seduta di Consiglio ancora in corso, è stato votato da 21 consiglieri (Maggioranza, Udc, Movimento Civico Territoriale).
Voto contrario del Gruppo Venturoni, di Forza Italia e di An.
«Un riconoscimento dovuto di fronte a quello che non può più considerarsi un fenomeno ma un segno delle società moderne: la multietnicità e la multiculturalità» ha dichiarato il presidente Ernino D'Agostino.
«L'immigrazione va gestita – ha proseguito - e per affrontare queste nuove sfide le istituzioni locali hanno bisogno di strumenti organizzativi nuovi in grado di promuovere coesione sociale e prevenire conflitti».
Secondo il consigliere Lanfranco Venturoni, invece, in questo momento, il provvedimento è inopportuno in quanto rappresenta un «aggravio di costi su un bilancio già molto provato».
Anche Carlo Taraschi, di An, si è soffermato sulla situazione finanziaria dell'ente.
«Pur non essendo contrario in linea di principio – ha detto nel suo intervento – c'è una accelerazione di tempi che non condivido sia per questioni economiche che per ragioni pratiche. Sarebbe stato meglio far coincidere questa elezione con la scadenza del mandato elettorale della Provincia».
Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo dei Ds, Leandro Di Donato, che ha parlato di «provvedimento molto significativo sia sul piano politico che su quello simbolico».
Il consigliere provinciale aggiunto per gli immigrati sarà eletto fra gli aventi diritto: diciotto anni di età, apolidi o con cittadinanza straniera, residenza in un Comune della Provincia da almeno 24 mesi; possesso del permesso di soggiorno o del cedolino rilasciato dalla Questura. Non avrà poteri decisionali ma solo funzioni consultive, parteciperà alle sedute del Consiglio e delle commissioni senza diritto di voto. Per l'elezione del consigliere per gli immigrati saranno coinvolti i Comuni, sedi dei seggi elettorali, attraverso la Conferenza dei Sindaci.
Il regolamento – elaborato in Commissione Regolamenti e Statuti - è stato messo a punto dal settore delle politiche sociali con l'ausilio della Presidenza del Consiglio. Le comunità straniere più rappresentative in termini numerici sono quelle Albanesi, quelle Balcaniche, quelle Cinesi, quelle Marocchine.
«Un tributo alla democrazia – commenta il presidente del Consiglio, Ugo Nori – in ottemperanza a quanto previsto dal Parlamento Europeo che con una risoluzione ha introdotto il concetto di cittadinanza civile che permette ai cittadini dei Paesi terzi di avere uno status che prevede diritti e doveri di natura personale, economica, sociale e politica».

28/07/2006 7.39