Giorgio D’Ambrosio detta le sue regole alla Margherita

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In merito alla costituzione del Partito Democratico, in vista dell’Assemblea regionale federale de La Margherita prevista per domani, giovedì 27 luglio, il segretario regionale amministrativo de La Margherita, Giorgio D’Ambrosio, responsabile della ‘corrente’ Politica e Territorio, si sbilancia ed anticipa alcuni temi che saranno affrontati domani.
«Ricucire gli strappi all'interno del partito, chiarire il ruolo delle liste civiche e riconoscere pari dignità a tutti partiti che andranno a costituire il Partito Democratico. Sono questi i tre nodi strategici che La Margherita dovrà affrontare», sostiene D'Ambrosio, «anche con gli alleati, per giungere al traguardo finale. Da ogni parte si registra un'apertura decisa verso il Partito Democratico, ma sarà un percorso complicato, specie per la provincia di Pescara, in cui dovremo attraversare passaggi intermedi. Innanzitutto dovremo ricucire gli strappi creatisi all'interno del partito, trovando una soluzione definitiva alle divisioni sul ‘caso' Penne, o sul ‘caso' della Comunità Montana».
Dovrà essere chiarito il ruolo delle liste civiche oggi esistenti, specie a Pescara e Montesilvano.
Per D'Ambrosio «a Pescara occorre aprire un confronto sul ruolo della lista civica che oggi appoggia l'amministrazione comunale, e mi riferisco a quel gruppo di indipendenti che ha lasciato in conflitto il centro-destra. E anche in seno alla maggioranza comunale di Montesilvano, oggi abbiamo una Lista Cantagallo e una Lista Teodoro: mi chiedo come possa Maurizio Teodoro essere ispiratore di una lista civica e poi essere egli stesso capogruppo de La Margherita alla Regione Abruzzo. Occorre dunque fare chiarezza sul ruolo di tali formazioni prima del Congresso, lavorando per ricondurle all'interno del partito stesso, che solo così sarà realmente competitivo».

«Prima di parlare di Partito Democratico va rafforzato il ruolo de La Margherita e va rivisto il rapporto con gli alleati, a partire dai Democratici di Sinistra», aggiunge, «Purtroppo oggi ci sono Comuni in cui non siamo alleati e in cui si registra una forte conflittualità, come a Penne e in altre realtà vitali. Occorre dunque fare uno sforzo comune per ricucire tali divisioni, stabilendo regole certe da rispettare, specie dove ci sono più realtà e più circoli. Una volta riconosciuta la classe dirigente, va anche riconosciuto il suo ruolo, senza pensare agli ‘amici' personali, o si genererà solo confusione».

26/07/2006 10.29