Confcommercio: «aumenti Irap e Ipef mettono in ginocchio commercio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Mentre la sanità assorbe l’85% delle risorse economiche ai settori produttivi arriva solo il 2%».
Abruzzo Confcommercio getta un grido d'allarme sull'incidenza esorbitante e progressiva della spesa sanitaria nel bilancio regionale che è arrivata ad assorbire 85% delle risorse proprie dell'Ente Regione.
«Allo stesso tempo», dichiara l'associazione, «sono state ridotte all'osso (intorno al 2% del bilancio) le risorse destinate ai settori produttivi (commercio, turismo, servizi, industria, artigianato ed agricoltura)».
Una situazione di questo tipo che va avanti da molto tempo «non solo ostacola lo sviluppo della nostra regione ma, a lungo andare, ha prodotto uno squilibrio nelle stesso bilancio regionale».
Si trattava, quindi, di invertire da tempo la tendenza, «razionalizzando» i servizi della Sanità, dell'amministrazione interna della Regione e degli altri servizi sociali, «in modo da riportare il bilancio in pareggio ed al suo interno dare spazio alle infrastrutture ed ai settori produttivi, con precedenza a quelli che maggiormente hanno prodotto e producono occupazione (commercio, turismo e servizi)».
Ma questa strada non è stata imboccata: «siamo arrivati così», spiega Confcommercio, «alla creazione di un buco nella sanità, che oggi costringe la Regione Abruzzo ad aumentare l'Irap e l'addizionale Irpef».
L'aumento dell'Irap «va ad aggravare l'attuale già notevole carico tributario sulle Pmi abruzzesi», con conseguenze fortemente negative sulla debole ripresa della economia della nostra Regione.
Questa imposta, poi secondo l'associazione sarebbe «iniqua ed ingiustificata dal momento che rappresenta una tassa sulle aziende per il finanziamento di un servizio per tutti i cittadini (la Sanità) e, come tale, andrebbe abolita e, se necessario, sostituita con altra imposta a carattere generale».
«L'addizionale Irpef, poi, va a comprimere i consumi interni soprattutto nei settori dei beni durevoli e semi-durevoli, che è un altro elemento di grande preoccupazione».
Su questi argomenti e sull'amministrazione immediata dell'emergenza Abruzzo Confcommercio chiede alla Regione una convocazione urgente delle Organizzazioni più rappresentative degli imprenditori, al fine di trovare una strada che crei meno danni alla nostra economia.

27/06/2006 10.30

RINNOVATE LE CARICHE DI ABRUZZO CONFCOMMERCIO: EZIO ARDIZZI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA


Ieri si è svolto il rinnovo delle cariche dell'Unione Regionale Abruzzo Confcommercio, della quale fanno parte i presidenti delle Confcommercio provinciali di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo.
La votazione ha visto la riconferma dell'attuale presidente Ezio Ardizzi, e la carica di vicepresidente assegnata rispettivamente a: Giandomenico Di Sante, presidente Confcommercio Teramo, nominato anche quale Vicepresidente Vicario; Roberto Donatelli, presidente Confcommercio L'Aquila; Mauro Spinelli – commissario pro tempore Confcommercio Chieti.
Il presidente Ardizzi ha ribadito «il proprio impegno, insieme alla “squadra”, per sostenere e tutelare gli interessi degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi abruzzesi, al fine di farci portavoce presso tutte le competenti sedi istituzionali delle esigenze delle imprese rappresentate grazie all'Unione Regionale, che ha più volte interessato la Regione Abruzzo con numerose iniziative e proposte di legge».
Ottimista anche il Vicepresidente Vicario Di Sante: «Attraverso l'opera della nostra organizzazione regionale, la Confcommercio può ulteriormente rafforzare le proprie azioni verso le Istituzioni, allo scopo di fornire agli operatori i più opportuni strumenti giuridici, amministrativi e finanziari a sostegno delle attività svolte, anche e soprattutto considerata l'importanza che i comparti commerciale, turistico e dei servizi rivestono per l'intera economia abruzzese».

27/06/2006 12.54