D’Alfonso si nega il D’Alfonso bis

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non rimette la decisione ai suoi elettori che potrebbero bocciarlo o promuoverlo alle prossime comunali, ma decide da solo di non ricandidarsi. Chi sognava un D’Alfonso bis, quindi, dovrà rassegnarsi.
«Farò il consigliere e aiuterò la mia coalizione a vincere». Che ci siano in vista progetti più ambiziosi?
«Non mi ricandiderò». L'annuncio è arrivato a sorpresa ieri mattina durante il conclave che ha visto tutta la maggioranza riunita per fare il punto della situazione sui primi 36 mesi di governo e i progetti futuri.
Un incontro che per certi versi ricordava la tre giorni di Prodi e dei suoi ministri per avviare il nuovo motore del Governo. Abbigliamento informale (il sindaco con sandali da frate e t-shirt bianca), facce rilassate e buoni propositi. Assenti l'assessore al traffico Armando Mancini, (in vacanza a Ponza) e i consiglieri dell'Udeur, che si sono auto esclusi polemicamente.
La notizia più eclatante del giorno sembra proprio essere l'auto esclusione del sindaco in carica alle prossime elezioni dovuta, a quanto riferisce lo stesso D'Alfonso, ad una carenza di forze per sopportare nuovamente il lavoro istituzionale: «Non ho le energie per un secondo mandato di questa intensità. I partiti dovranno riunirsi e cominciare a pensare al dopo».
E mentre la coalizione pensa al dopo, la minoranza si domanda che fine abbia fatto il grande amore di D'Alfonso per Pescara «Finisce in estate come gli innamoramenti giovanili?», si chiede il consigliere comunale e regionale di An Alfredo Castiglione che non resiste ad una occasione così ghiotta per contrattaccare.
«E' la dimostrazione pratica», sostiene l'esponente di minoranza, «per chi, come noi, ha sempre sottolineato come per D'Alfonso l'amministrazione comunale altro non fosse che uno strumento da utilizzare per la propria affermazione personale, per appagare le proprie smisurate ambizioni, sinora tenute a freno dal presidente del Senato Marini, che evidentemente conosce bene i suoi polli”.

Insoddisfazione anche per le decisioni del conclave, a cui i giornalisti non hanno potuto assistere ma solo avere notizie di seconda o terza mano.
«Non ci aspettavamo alcunché di concreto dal conclave, se non l'ennesima puntata di un Luciano D'Alfonso Show che però assomiglia sempre più ad una triste e ripetitiva telenovela brasiliana scritta da sceneggiatori mediocri e senza fantasia».
Le uniche indicazioni che arrivano, secondo Castiglione, sarebbero «contraddittorie e confuse», e di certo «solo un indebitamento spaventoso del Comune al quale non fa riscontro nessun risultato importante. I commercianti sono giustamente risentiti, le fasce deboli sono state abbandonate, così come le periferie, i giovani non hanno più punti di riferimento e la criminalità giovanile impazza, piazza Rinascita parla giapponese in una progressiva perdita di identità della nostra città, la chiusura dell'asse attrezzato, infine, assesterà il colpo del ko ad un traffico già congestionato».

26/06/2006 14.21