Sorpresa: «La scelta degli scrutatori non avviene in maniera democratica»

Alessandro Biancardi

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La rivelazione arriva oggi dal vicepresidente del Consiglio Provinciale di Pescara, Camillo Sborgia, impegnato anche nell'attività di consigliere al comune di Cepagatti, che ha deciso di schierarsi in prima persona per porre l'accento su un malcontento pubblico il quale, si acuisce, ogni volta che si è in prossimità di qualche tipo di consultazione politica.
Così con la nuova legge si è reato un vero e proprio “mercato” degli scruttori: gente da “fratificare” ed accontentare per far guadagnare loro un centinaio di euro.
Ad essere coinvolti in questa nuova battaglia anche il Presidente del Consiglio, Romano Prodi e il Ministro degli Interni, Giuliano Amato i quali hanno ricevuto una lettera a firma di Sborgia in cui si chiede di sciogliere un nodo, ormai diventato asfissiante, relativo al procedimento per la nomina degli scrutatori e allo svolgimento delle consultazioni elettorali.
In merito a quest'ennesima sfida, Camillo Sborgia ha dichiarato: «Nella mia quotidiana attività di consigliere comunale e provinciale, ho avuto modo di costatare, in maniera corposa e diretta, quale senso d'irritazione e di scontento si è diffuso nella pubblica opinione rispetto al procedimento con il quale sono selezionati gli scrutatori in occasione delle consultazioni elettorali. La modalità con la quale si scelgono suddette figure – ha affermato il Vice Presidente Sborgia – crea uno strascico di palesi giudizi che vanno a conferire su argomenti quali lottizzazione e spartizione. Chiedo, quindi, al Presidente del Consiglio Romano Prodi e al Ministro degli Interni Giuliano Amato, di valutare l'opportunità di tornare al sistema di scelta che possa connotare il procedimento ad un profilo di “oggettività” come ad esempio il sorteggio. Si eviterebbe – ha concluso Camillo Sborgia – di far diminuire il divario di sfiducia tra cittadino ed istituzioni e, si potrebbero ricreare, condizioni e premesse per riconvertire in un senso di “fiducia” e di “appartenenza”, l'attuale diffuso e generalizzato disinteresse che la pubblica opinione nutre nelle istituzioni di questa repubblica; non si può credere, infatti, che, attualmente, la scelta degli scrutatori avvenga in maniera democratica». La lettera è stata inviata anche per conoscenza al Prefetto Lalli, nella speranza che non passi della tutta inosservata.
Ivan D'Alberto 24/06/2006 10.02