Delitto Masi: ex parlamentare non vota per protesta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1322

TERAMO. In segno di "indignazione civile" per la mancata cattura degli assassini dei coniugi Masi, l'ex parlamentare abruzzese, Pio Rapagna', non si rechera' a votare in occasione del referendum popolare confermativo del 25 giugno prossimo rinunciando "ad un suo diritto politico".
E' lo stesso Rapagnà a rendere nota la notizia spiegando che si "rifiuterà pubblicamente di esercitare il 'dovere civico' del voto, sancito dall'art. 48 della Costituzione italiana". I coniugi Libero Masi, avvocato, ed Emanuela Cheli, erano stati trucidati a coltellate il 2 giugno dello scorso anno nella loro abitazione di Nereto (Teramo). "Ho deciso di proseguire nell'iniziativa di effettuare e rispettare un rigoroso "lutto civico ed uno sciopero bianco dei miei diritti civili e politici - afferma l'ex parlamentare - per sensibilizzare l' opinione pubblica, le istituzioni e gli organi costituzionali della Repubblica italiana sul dato di fatto che, ad un anno dall'efferato delitto dei coniugi Masi non sono state assunte, da parte di chiunque ne avrebbe avuto specifico dovere morale e civico, tutte quelle iniziative tese ad aiutare più concretamente tutte le indagini atte a permettere la cattura degli assassini che, dopo più di un anno dal 2 giugno 2005, risultano essere scomparsi nel nulla. In queste due settimane di lutto civile - ricorda Rapagnà'' - mi sono rivolto direttamente ai nuovi ministri della Giustizia e dell'Interno ed al Consiglio Superiore della Magistratura per sollecitare opportuni e necessari interventi, provvedimenti ed iniziative che per il loro alto ufficio hanno il compito di assumere per rimuovere eventuali difficoltà di carattere organizzativo e per un più efficiente e rapido funzionamento degli Uffici di loro competenza, a cominciare dalla nomina del nuovo procuratore della Repubblica e dal ripristino degli organici mancanti presso il Tribunale di Teramo, dalla convocazione a Nereto del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della grave, persistente ed imbarazzante situazione di insicurezza pubblica venutasi a determinare". Rapagnà ha infine chiesto all'Ordine forense degli avvocati e procuratori di Teramo, ai sindaci di Nereto e della Val Vibrata, la proclamazione del lutto cittadino e l'astensione dalle udienze, facendo sentire alta e forte la propria voce a difesa dell'avvocato Libero Masi e di Emanuela Cheli, costituendosi essi stessi quali 'difensori d'ufficio' e 'parte civile' a sostegno degli investigatori strenuamente impegnati nella ricerca della verità, degli assassini e dei possibili mandanti". (AGI)

19/06/2006 10.15