Sorpresa: candidati condannati per "terrorismo" nelle liste elettorali

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Bellisario (Idv) chiede che la politica cittadina tenga alla larga dalle amministrazioni persone con condanne penali e civili alle spalle.
L'Italia dei Valori chiede che certi candidati consiglieri «con condanne passate in giudicato per “terrorismo”», rimangano fuori dalla politica della città.
Una scoperta recente evidnetemente che ha fatto saltare sulla sedia Gianluca Bellisario.
Una richiesta in linea con quelle più volte portate avanti dal Leader del partito Antonio Di Pietro.
«Come uomo e come politico, come dirigente regionale di Idv», annuncia Gianluca Bellisario, «mi dissocio con forza e decisione dalla scelta del segretario cittadino di candidare tali personaggi e chiedo di indagare immediatamente, attraverso il comitato regionale di garanzia per l'Abruzzo, l'eventuale presenza di tale o tali personaggi e di voler provvedere, con immediatezza, alla espulsione immediata e senza preavviso dal partito».
Una presa di posizione forte che ha tutti i presupposti per continuare e andare fino in fondo. «Preciso che non sono stato personalmente coinvolto nella redazione delle liste dei candidati, non le ho condivise dall'inizio e, pertanto, non sento il “peso” degli errori eventualmente compiuti da altri».
Quello che si chiede, senza mezzi termini, «per trasparenza ed onestà, è l'espulsione diretta di uno o più candidati che avessero problemi con la legge. Circa l'imprudenza di candidare tali personaggi, se la notizia fosse confermata, nelle liste di Idv mi riservo di ricorrere al collegio Nazionale di garanzia per inosservanza dello Statuto Nazionale del Partito chiedendo la decadenza, di tali “personalità”, alla responsabilità gestionale ed amministrativa del partito».
Bellisario chiede inoltre che il candidato del centrodestra, Filippo Paolini, «dichiari palesemente che nella lista dei suoi consiglieri, già eletti, vi sono molteplici personaggi già condannati, con sentenza penale passata in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione, contro il patrimonio, per corruzione, per falsa testimonianza, per abuso di potere e per associazione a delinquere».
L'esponente di Italia dei Valori annuncia di avere le carte dei tribunali sotto mano e accusa anche alcuni emittenti private per aver dato spazio a «certi soggetti»: «abbiamo assistito alla gara degli inquisiti e non a quella delle proposte politiche. Non credo che i cittadini ne siano stati lieti».

09/06/2006 12.15