Emendamento e portaborse: è il giorno per scagionarsi dalle «critiche ingiuste»

Alessandro Biancardi

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Emendamento e portaborse: è il giorno per scagionarsi dalle «critiche ingiuste»
AGGIORNAMENTO (15.21) L'AQUILA. L’intenzione del ritiro dell’emendamento che istituisce un fondo per le spese di rappresentanza di consiglieri e portaborse (aumento stimato di 1500 euro al mese) è stata ufficializzata ieri anche dalla presidenza del consiglio regionale. Alcuni consiglieri hanno pensato bene di scagionarsi dalle accuse "ingiuste" di scarsa attenzione. A Pescara invece assessori e dirigenti della Provincia si tagliano lo stipendio del 10%   LE PRIME NOTIZIE   LA CRONACA DELLA GIORNATA DEL DIETROFRONT  GLI ATTACCHI DI AN
«La Presidenza del Consiglio», scrive in una nota Marino Roselli, «alla luce delle posizioni assunte nella giornata di oggi dalla maggioranza e da larghi settori dell'Assemblea regionale, attiverà ogni iniziativa consentita dal regolamento per la revoca dell'emendamento, inserito nella proposta di variazione alla Legge finanziaria regionale, approvato nella seduta del 31.5 u.s., relativo alla istituzione di un fondo spese di rappresentanza per i consiglieri regionali».
Roselli già nei giorni scorsi aveva giustificato le roventi critiche di scarsa attenzione dicendo che l'emendamento contestato era stato “infilato” all'ultimo momento.
Sulla versione dei fatti tuttavia girano molte storie e nulla si può ancora sapere ufficialmente a causa dei ritardi che gli uffici competenti macinano per la redazione dei resoconti della seduta.
Ieri l'ex presidente del consiglio Tagliente aveva detto che sotto la sua supervisione, quando era presidente del consiglio, «cose del genere non succedevano».

LA DIFESA D'UFFICIO DI ROSELLI

A difendere Roselli scende in campo l'alfiere Camillo D'Alessandro, (Margherita), che assicura: «sono inaccettabili e strumentali le dichiarazioni di Tagliente nei riguardi del Presidente del Consiglio regionale. Forse Tagliente tenta disperatamente di darsi un ruolo in vista del ballottaggio a Vasto, ma appaiono incomprensibili, ormai ripetitive e stancanti le lezioni su come, a suo dire, dovrebbe dirigersi un Consiglio Regionale».
Inoltre secondo D'Alessandro «in questo primo anno di attività Roselli è riuscito a governare momenti difficili e di aspra tensione certamente non riconducibili alla sua attività. E' stato l'anno in cui finalmente la Regione Abruzzo è riuscita ad approvare, nei termini di legge, il bilancio regionale dopo anni di comportamenti spartitori che hanno affossato le casse della Regione».

BOSCHETTI (MARGHERITA) CESARONE (SDI): «MAI FIRMATI EMENDAMENTI, SOLO APPROVATO DELIBERA»

I Consiglieri regionali Antonio Boschetti (Dl), Presidente della 3^ Commissione e Camillo Cesarone, Capogruppo Sdi, tentano una difesa dalle accuse che indicano i consiglieri distratti e pronti a votare senza studiare o farsi una idea propria ma soltanto alzare la mano quando l'indicazione del partito di riferimento è quella di alzare la mano.
«Non abbiamo firmato alcun emendamento», dicono, «pur approvando in sede di Consiglio Regionale l'intero provvedimento compresa la norma sulle spese di rappresentanza dei Consiglieri. D'altra parte per quanto ci riguarda, dopo approfondite ricognizioni abbiamo constatato che non vi è alcun emendamento, perché l'argomento in discussione è parte integrante del dispositivo approvato dal Consiglio Regionale in data 30 maggio. Abbiamo messo la firma esclusivamente per sottoscrivere il comunicato concordato e a nome di tutta la maggioranza per chiedere con il collega Di Matteo l'abrogazione del provvedimento in modo da evitare strumentalizzazioni».
Insomma nemmeno i consiglieri sembrano riuscire a vederci molto chiaro. Emendamento sì, emendamento no, in ogni caso poco importa visto che pure dopo una “approfondita analisi” nulla di certo si può ancora dire sulla dinamica di una approvazione di delibera regionale.
«Vorremmo invitare tutti ad un atteggiamento più corretto», concludono i consiglieri, «evitando in tutte le maniere di denigrare il lavoro che quotidianamente svolgiamo in Consiglio Regionale, finalizzato alla cura dell'interesse generale di tutta la popolazione abruzzese, dalla quale abbiamo ricevuto il mandato».
Più che denigrare tuttavia c'è un diritto di critica che nemmeno Boschetti e Cesarone possono togliere né alla stampa né ai semplici cittadini, soprattutto in casi come questi dove i risultati sono così fallimentari da essere ammessi persino dagli stessi autori con la richiesta di cancellazione (al di là delle dichiarazioni di facciata).

ANCORA SUL TEMA DELLA RESPONSABILITA' DEI CONSIGLIERI

Per i Ds parla la consigliera regionale Antonella Bosco che parte da lontano ma poi sembra proporre ai suoi colleghi un esame di coscienza.
«Molti sono i temi sui quali gli elettori che hanno affidato all'Unione la guida dell'Abruzzo, hanno impegnato la nostra responsabilità attendendosi reali ed effettivi segni di cambiamento ed una discontinuità che, al di là delle persone, riguardi soprattutto i contenuti, i metodi e le regole», dice,«è per questo che prima di compiere qualsiasi scelta è indispensabile domandarsi se essa sia rispondente alle esigenze di efficienza, efficacia, rigore, trasparenza ed eticità che ciascuno dei cittadini abruzzesi si attende da questa nuova Amministrazione regionale. Così come è indispensabile che ciascun consigliere si domandi, ogni giorno, se sta adeguatamente rispettando l'Istituzione della quale è stato chiamato a far parte e della cui autorevolezza non può disporre, perché le Istituzioni sono un bene collettivo da salvaguardare nell'interesse di tutti. Ma è questo il percorso che è stato seguito sino ad oggi da ciascuno di noi ? E' possibile affermare in coscienza che i cittadini abruzzesi si attendevano tutte le iniziative che sono state assunte ? Nella legge approvata il 30 maggio dal Consiglio regionale, determinata dalla pesantissima eredità finanziaria che il centro-destra ci ha trasmesso (il disavanzo è aumentato, dal 2001 al 2004, da 119 a 270 milioni di euro; il debito è aumentato dal 2000 al 2005 da 219 a 923 milioni di euro) e, quindi, dalla urgente necessità di garantire la razionalizzazione della finanza regionale, la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, la funzionalità delle strutture sanitarie e di alcuni enti strumentali, sono state introdotte all'ultimo minuto per scelta di pochi (anche della minoranza?), e senza alcuna concertazione con tutti i consiglieri, norme che aumentano i costi della politica e che, tra l'altro, riconoscono a ciascun consigliere un rimborso mensile per spese documentate di circa €.1.500».
Tale legge sarebbe stata votata «nella concitazione finale», quasi come succede all'ultima ora di scuola sempre pronti per scappare a casa dopo la campanella.

07/06/2006 9.49

I GIOVANI DELL'UDC CONTRO ROSELLI

E' saltato sulla sedia Davide Ferella, coordinatore provinciale giovani Udc.
A farlo sobbalzare è stata l'intervista pubblicata oggi dai quotidiani locali al presidente del Consiglio regionale Roselli.
Tra le altre cose Roselli manifesta la sua vicinanza ai giovani e ai problemi delle giovani generazioni.
«Lo sconcerto che istilla una tale affermazione è totale», spiega Ferella, «ma di che sta parlando il Presidente? Forse dell'invito, fatto nel 2005 dalla giunta Del Turco alle ADSU (Aziende per il diritto allo studio universitario), a soprassedere all'applicazione della legge sui prestiti d'onore agli studenti universitari meritevoli (L.r. 20/2005)? Oppure si riferisce alla norma sull'assistenza sanitaria agli studenti universitari fuori sede che è assurta a elemento connotativo di un'intera legge di variazione di bilancio della maggioranza di centrosinistra (L.r. 33/2005), ma che vede come firmatario il consigliere d'opposizione De Matteis? Per essere scrupolosi occorre ammettere che a Novembre 2005 il Presidente Roselli ha presentato il progetto “Fotografare la storia: il ‘900 in 100 scatti”, cui hanno partecipato 2000 studenti degli Istituti superiori; si scopre però che l'iniziativa, curata dall'Ufficio stampa del Consiglio regionale, è semplicemente l'ultimo atto di un progetto triennale, che risale quindi alla presidenza Tagliente».
Secondo l'Udc Roselli, sui carboni ardenti per le critiche in merito alla conduzione delle sedute consiliari (vedi emendamenti su indennità, sottosegretariati e norme sul personale), sarebbe nervoso e non ben presente a se stesso.
«Per questo», conclude l'esponente Udc, «vogliamo pregarlo, se è vero che tiene a noi giovani così tanto, di adoperarsi perché venga sbloccata la legge sui prestiti d'onore, perché sovrintenda alla stesura delle Convenzioni Regione-Università sull'assistenza sanitaria anzidetta, perché si attivi sull'iter di approvazione del disegno di legge sull'istituzione della Consulta giovanile regionale che, dopo il via libera all'unanimità della Commissione Bilancio durante la campagna elettorale per le politiche, giace su qualche scrivania in attesa di essere discusso nelle sedi competenti».
07/06/2006 14.19

OPERAZIONE “SMACCHIA COSCIENZA” A PESCARA POLITICI E DIRIGENTI -10% IN BUSTA PAGA


Indennità e stipendi più magri per gli amministratori e i dirigenti della Provincia di Pescara.
Le misure mirano a introdurre principi di maggiore austerità nella vita dell'ente. La prima decisione, già adottata, riguarda i componenti la giunta (presidente incluso) e i consiglieri provinciali, le cui indennità sono state decurtate del 10 per cento, anche in ossequio a quanto fissato dal “patto di stabilità interno” tra Stato ed enti locali.
La seconda scelta, in via di approvazione, riguarda le retribuzioni del direttore generale, del segretario generale, dei dirigenti e dei direttori dei servizi: in questo caso si tratta di una misura che incide, mediamente, per una quota superiore al 10 per cento degli emolumenti assegnati, intervenendo su quella parte della retribuzione più strettamente legata alla “indennità di posizione”.
Il provvedimento, discusso con gli interessati, riguarda circa 40 figure, che sono poi il vero e proprio cuore amministrativo della Provincia, i manager dell'ente: «La nostra decisione – illustra il presidente Giuseppe De Dominicis – si inquadra nell'ambito, più generale, dell'adozione di misure di efficienza e rigore finanziario necessarie a far fronte alla grave situazione economica del Paese. Una condizione che induce a ridurre i costi e a ricondurre l'azione politico-amministrativa nell'alveo strettamente istituzionale».
De Dominicis, inoltre, ricorda di aver sollevato proprio lui, nei giorni scorsi, il problema del costo della politica e delle attività istituzionali, a proposito della decisione (ora “congelata”) dei consiglieri regionali abruzzesi di aumentare le proprie indennità: «La mia presa di posizione, ed il mio invito ad una maggiore sobrietà sarebbero parsi strumentali, se non accompagnati da misure concrete applicate all'ente che presiedo. Credo che la decisione della giunta provinciale si muova in coerenza con quelle posizioni da me espresse, ed in particolare sulla coerenza che sempre deve esistere tra il dire e il fare».

07/06/2006 15.37